La carriera di Daniel Bryan è a una svolta?

Daniel Bryan è stato intervistato da IGN.com e, rispondendo a una domanda sullo stato attuale della sua carriera e di un suo possibile ritorno sul ring, ha risposto: “Dunque, non lo sappiamo. Ho avuto una commozione cerebrale ad aprile e ovviamente loro sono superpreoccupati riguardo alle commozioni cerebrali in questo momento. Un neurologo specializzato in commozioni cerebrali – è stato il neurologo del Superbowl l'anno scorso – mi ha dato il permesso di lottare senza alcuna restrizione. Tutti i miei test hanno avuto risultati eccellenti. Tuttavia lo staff medico della WWE è scettico a causa della mia storia di commozioni cerebrali e quel genere di cose. Per questo al momento non mi danno il permesso di lottare. Per cui ora abbiamo due dottori: uno dice di no, l'altro dice di sì. Mi manderanno da un terzo dottore a un certo punto nel futuro prossimo e quel dottore deciderà il mio destino”.

Bryan ha sottolineato di essersi messo al lavoro durante il suo periodo lontano dal ring e di aver pensato di un suo possibile futuro al tavolo di commento.

Per quanto riguarda il suo pensiero personale sul suo potenziale ritorno, Bryan ha detto: “Il dottore della WWE Joe Maroon è fantastico ed è molto rispettato nel campo delle commozioni cerebrali e se mi mandano da un terzo neurologo anch'esso molto autorevole nel campo delle commozioni cerebrali e anche quest'ultimo dice di no… beh, forse non è molto intelligente andare contro il parere di due medici? Mi entusiasmo talmente… e penso che forse non sarebbe la cosa migliore da fare per me e per la mia famiglia”.

Bryan ha poi affermato nella stessa intervista che se dovesse accadere qualcosa e il suo stint in WWE dovesse terminare tornerebbe volentieri nelle indies.

L'intervista completa è disponibile qui.

Lorenzo Pierleonihttps://www.tuttowrestling.com/
Dicono che sia il vicedirettore di Tuttowrestling.com ma non ci crede tanto nemmeno lui, figuriamoci gli altri. Scrive da otto anni il 5 Star Frog Splash, per un totale di oltre 200 numeri. Cosa gli abbiano fatto di male gli utenti di TW per punirli così è ancora ignoto. A marzo 2020 si ritrova senza niente da fare, inizia un podcast e lo chiama The Whole Damn Show. Così, de botto, senza senso.
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