The NeW Beginning #28

Amici ed amiche di Tuttowrestling.com, un saluto a tutti voi da parte del vostro Dario “TW 4 Life” Rondanini, per un nuovo numero del NeW Beginning!

Lo scopo del numero odierno è molto semplice, ovvero analizzare i vari match messi in scena a WrestleMania dai due brand, cercando poi di capire quale dei due ne è uscito nel modo migliore. Insieme al collega Mattia, vi porterò attraverso i match e cercheremo di analizzarli per trarre le nostre conclusioni.

Iniziando dal roster di SmackDown, c'è da dire che la sensazione generale è che, se durante gli show settimanali il brand blu sembrava superiore a Raw, a WrestleMania questa sensazione si è un po' persa, se non per un solo incontro, e provate ad indovinare quale? Esattamente, proprio quello tra AJ Styles e Shane McMahon. Non credo ci siano abbastanza aggettivi per poter descrivere AJ Styles. Gli si rende giustizia solo chiamandolo per com'è, ovvero il migliore al mondo.

Procedendo per gradi però, ahimè tocca iniziare dalle note più dolenti. La Andrè the Giant Battle Royal innanzitutto. Qui mi pongo una domanda molto semplice, ovvero: perchè costruire in quel modo Braun Strowman per interi mesi, quando poi alla Battle Royal ha perso praticamente quasi all'inizio? Non so a voi, ma quell'incontro mi ha dato la netta sensazione di essere stato “cambiato” all'ultimo. Non credo infatti che Mojo Rawley fosse stato da subito pensato come il vincitore finale, ma che tale decisione sia stata presa dopo la conferma che Rob Gronkowski sarebbe stato presente a Mania. Abbiamo in verità detto più volte che la WWE, in eventi del calibro di WM, cerca sempre il “botto” mediatico, quel segmento, quell'angle che possa far avere enormi ritorni d'immagine e di mercato alla compagnia… e quale modo migliore per realizzare ciò, se non far intervenire nel match uno dei vincitori dell'ultimo Super Bowl, nonché amicone del wrestler presente nel match? Giustissimo, per carità, in quanto la WWE lavora e si comporta da azienda. A mio dire però, tutto ciò diventa un po' meno tollerabile quando questo va a scapito della logica e del wrestling stesso. Al di là delle opinioni positive o negative che si possano avere su di lui, è innegabile infatti che Braun Strowman DOVEVA vincere la Battle Royal. O se non lui, la scelta più giusta sarebbe stata senza dubbio Sami Zayn, vista anche la sua natura da underdog. Invece no, la vittoria è andata ad un Mojo Rawley qualunque che senza uno straccio di motivazione valida, se non appunto quella di cui sopra, si prende una vittoria a WrestleMania, seppur in un incontro che fin dalla sua introduzione, non ha mai portato davvero a nulla. Così fu per Cesaro, e così in parte è stato per Baron Corbin, di cui parleremo tra poco e che comunque ha da ringraziare il draft per il (grande) successo che sta riscuotendo. La “buona” notizia, se vogliamo, è che avendo vinto il trofeo un lottatore di SmackDown, probabilmente proveranno a farci qualcosa, ma sta di fatto che non si può costruire uno come Braun Strowman in quel modo, per poi inserirlo nel match che inequivocabilmente lo vede favorito e (forse) come unico vincitore plausibile, per poi farlo perdere in malo modo dopo pochi minuti. Per altre (eventuali) discussioni sul tema Strowman, vi rimando alla parte che tratterà Mattia sui match del brand rosso.

Passiamo ora al match per il titolo intercontinentale, tra il campione Dean Ambrose e il già citato Baron Corbin. Match spostato nel pre-show in luogo di quello per il titolo femminile, tanto voluto dal pubblico nella main card. A valle della conclusione del PPV, si può dire che non avrebbe fatto molta differenza. Ambrose sta fallendo come campione, mentre complice una scrittura ottima, Corbin è in rampa di lancio, e la vittoria del Lone Wolf avrebbe sicuramente alzato la valutazione complessiva del match, che è stato comunque sottotono, ed appunto, a parer mio, col vincitore sbagliato. Il match nella puntata post Mania tra i due ha visto la vittoria di Corbin, segno che la rivalità continua, ma a parer mio avrebbe anche potuto concludersi a Mania con la vittoria del Lone Wolf.

Arriviamo poi all'opener dell'evento, ed indubbiamente uno dei migliori match del PPV, forse l'unico davvero bello messo in scena dal brand blu. Shane McMahon vs AJ Styles è stato un ottimo incontro, nel quale entrambi i contendenti non si sono risparmiati, ed a dispetto di quanti credevano che Shane McMahon non fosse l'avversario giusto per Styles, me compreso, i due hanno dimostrato di poter mettere in scena uno spettacolo più che convincente, non privo di colpi duri (come la Coast to Coast o il volo di Shane sul tavolo dei commentatori). In definitiva, la vittoria è andata al wrestler più giusto, che può finalmente festeggiare la sua prima vittoria a WrestleMania. Impressionante il fatto che un uomo vicino ai 50 anni come Shane si sia lanciato nel tentativo di una Shooting Star Press, mossa che certamente non è semplice da eseguire nemmeno per molti più giovani. Un match che ha messo in mostra le più che ovvie ed evidenti capacità di AJ e che è stato molto ben accolto dal pubblico. Purtroppo, come detto, questo è stato l'unico incontro davvero buono messo in scena da SmackDown, che esce piuttosto con le ossa rotte da una WrestleMania che malgrado le aspettative si è dimostrata un buon evento, a suo modo tristemente indimenticabile.

Successivamente, abbiamo avuto il tag team match misto tra John Cena e Nikki Bella e la coppia di The Miz e Maryse. Nulla da dire se non quanto si è già visto a Mania, con il motivo ricorrente della grande occasione “persa” dalla WWE, che ha sacrificato l'ultimo match di The Undertaker dando il privilegio di ritirarlo a Roman Reigns, mentre si è “servita” di “Big Match” John Cena per i già citati motivi di dover cercare il momento magico che porti il ritorno mediatico. Un gran peccato davvero, per un match ed un performer che meritavano sorte migliore. Chapeau comunque a The Miz che ha saputo reinventarsi alla grande, e che Superstar Shake-up permettendo, resterà uno dei top player di SmackDown. Ammetto di aver visto l'incontro mentre impegnato a fare altro, ma l'esito era ahimé scontato, quindi mi perdonerete se dico che non avrebbe avuto senso guardarlo.

Infine, abbiamo avuto i due match titolati. Il primo tra Bray Wyatt e Randy Orton per il WWE Title, e il secondo (nello spot della morte, ossia il pre-main event) per il titolo femminile. Partendo dal primo, devo dire che sebbene la vittoria di Orton sia stata giusta, io personalmente avrei voluto vederla arrivare più tardi. Il regno di Wyatt terminato così ha un che di “troppo presto”, così come gran parte dei match di Mania hanno dato l'idea di essere terminati in modo troppo improvviso. Ad ogni modo, il match in sé non è da definirsi imperdibile, ma qualche momento importante si è comunque avuto (a mio avviso, l'impatto visivo delle larve comparse sul ring quando Wyatt era in posizione all'angolo è stato notevole). Ripeto, giusta la vittoria di Orton, anche se avvenuta troppo presto, sarebbe stato indubbiamente meglio se fosse arrivata in altre circostanze, anche perchè il buon Bray avrebbe finalmente ottenuto la sua prima vittoria a WrestleMania. Contento comunque del fatto che Wyatt sembra rientrare ancora nei piani alti del roster, sperando che in futuro il suo personaggio possa trovare maggiore stabilità.
Parlando dell'incontro femminile invece, devo dire che mi aspettavo qualche ritorno a sorpresa, come Victoria o Kelly Kelly, che avevamo visto bazzicare nel backstage qualche settimana fa. Ciò detto, tutto quello che posso aggiungere è “poverine”. Le atlete si sono impegnate per rendere un match credibile nei pochi minuti avuti a disposizione (neanche 6), ma purtroppo ne è uscita una contesa piatta e poco avvincente. Indubbiamente il minutaggio è il principale responsabile di ciò, e poi anche il fatto che si sia trattato dello “spot della morte” non ha aiutato affatto. Vittoria di Naomi che trovo tutto sommato giusta, anche se anche qui avrei preferito che arrivasse in un altro momento. Di solito la WWE fa perdere i beniamini di casa, ma qui non è stato così. Chiuso il capitolo Alexa Bliss, probabilmente avremo Mickie James all'assalto della campionessa, e personalmente prevede delle buone contese con (spero) buona build-up.

E per quanto riguarda SmackDown è tutto! Ora passo la parola al buon Mattia per l'analisi degli incontri di Raw! Grazie a tutti per la lettura, e alla prossima sempre sulle nostre pagine.

Ringrazio come sempre Dario per le sue precise e puntuali analisi ed è tempo di parlare ancora di Wrestlemania 33, stavolta per quanto riguarda i match del roster di Monday Night RAW!

Partiamo da quello che poteva essere un match di grande qualità, la sfida fra Neville ed Austin Aries valida per il Cruiserweight Championship, che si è dimostrato un match si solido ma che ha lasciato, almeno nel sottoscritto, una sensazione di incompiuto, di riscaldamento fra i 2 atleti che sicuramente devono ancora farci vedere il meglio del loro rispettivo repertorio; a sostegno di questa mia tesi c'è il risultato del match e del successivo #1 contender svoltosi martedi a 205 Live che rinnova la faida fra i 2 atleti in vista del prossimo PPV di RAW, Payback.

Wrestlemania è sinonimo con momenti che gli appassionati di pro-wrestling (o sport-entertainment come piace chiamarlo alla WWE) ricordano con emozione negli anni a venire ed uno di questi momenti ci è stato regalato nel match per i RAW Tag Team Titles dove abbiamo visto il ritorno degli Hardy Boyz nella compagnia, a sole 24 ore dal grandioso ladder match disputato da questi ultimi contro gli Young Bucks durante Supercard of Honor: rientro accolto dal pubblico di Orlando con un pop che non si sentiva da parecchio e coronato dalla conquista degli allori da parte dei fratelli Hardy che vanno ad aggiungere esperienza e qualità alla divisione tag team di RAW dopo mesi in cui l'intera divisione sembrava andare un po' a tentoni.

Un onesto match hardcore. Ecco come descriverei l'incontro fra Triple H e Seth Rollins in quel di Wrestlemania: un unsanctioned match che doveva essere una vera e propria resa dei conti, un incontro che avrebbe dovuto far trasparire un odio fra i 2 incredibile e che probabilmente avrebbe necessitato di uno spot ad alto impatto per farsi ricordare.
Ci ritroviamo invece con poco più che uno street fight combattuto senza eccessiva violenza, con un Triple H si in grande forma fisica ma sempre più “conservativo” sul ring ed un Seth Rollins che ha combattuto con il freno a mano tirato, forse bloccato un po' dalla serie di infortuni degli ultimi 2 anni (anche se rimane un mistero il perché abbia poi combattuto a questo punto anche la sera dopo a RAW nel main event).

Sul match valido per il RAW Women's Championship si è già detto di tutto in queste sedi e purtroppo mi ritrovo daccordo con l'opinione per cui l'incontro è stato davvero brutto e concluso in modo anticlimatico; Bayley si conferma si campionessa ma uscendo in modo molto debole dal PPV e senza che le altre contendenti abbiano avuto modo di far vedere granchè.
Charlotte oltretutto ha concluso tutto ciò che poteva fare nel roster ed un cambio nell'imminente “Superstar Shakeup” è quasi doveroso per la figlia di Ric Flair mentre è altrettando doveroso un passaggio fra le fila degli heel di Sasha Banks in modo da poterle poi regalare un regno lungo e solido come Women's Champion dello show rosso.

Altro match dalle alte aspettative ma che alla prova dei fatti ha ampiamente deluso è stato il confronto fra i canadesi Kevin Owens e Chris Jericho valido per il WWE US Championship che è stato il classico incontro che i 2 potevano mettere in piedi in una qualunque puntata di RAW dell'anno ma che per lo Showcase of Immortals è sicuramente da considerarsi troppo poco.
Wrestlemania ci consegna si un Owens nuovamente con dell'oro alla vita ma che necessità di conferme molto importanti nei prossimi mesi per poter tornare meritatamente nel main eventing, nonostante nei prossimi mesi l'ombra di Lesnar porterà parecchi problemi in quella zona della card.

Undertaker contro Roman Reigns. E' stato forse il match più chiaccherato e discusso dell'intera settimana pertanto, sarò forse preso a parole per questo ma mi limiterò ad un semplice:

Thank You Undertaker.

Ed arriviamo alla vera sorpresa di tutta la card, il match valido per lo Universal Championship fra Goldberg e Brock Lesnar che, a dispetto del disfattismo generale che circondava la contesa, si è rivelato, pur nella sua brevità, forse il match più divertente e godibile dell'intera card con i 2 avversari che si sono scambiati finisher e potenti colpi quasi come si fosse in una simulazione in WWE 2K17. Forse, come già detto nei nostri radio show, questo è stato il vero match fra i 2 in cui il “Fantasy Warfare” del videogioco è davvero divenuto realtà.
Ora “The Beast” è nuovamente il campione massimo di RAW e vedremo quante presenze e difese vedrà questo suo regno e chi avrà l'onere e l'onore di togliergli il titolo, a mio dire intorno a Summerslam o non molto dopo.

Ed anche per questa edizione del New Beginning è tutto e pertanto io Mattia Borsani e l'esimio Dario Rondanini vi diamo appuntamento alla prossima edizione.
Intanto rimanete, come sempre, sulle pagine di Tuttowrestling.com!

Dario Rondanini
Grandissimo appassionato di wrestling che segue dal 2003, grazie a Tuttowrestling ha avuto la possibilità di vedere dal vivo diversi show WWE e non. Si occupa dei report di Impact Wrestling, ma dà una mano un po' ovunque, anche con editoriali, podcast e news.
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