Speciale EPW New Rules #18

Per un fan di wrestling avere la possibilità di andare ad assistere uno show dal vivo è sempre una bellissima esperienza. Poter vedere dal vivo la disciplina che ami, poter diventare parte del pubblico e poter interagire con i wrestler, magari ammirare qualche superstar che stimi particolarmente, ha un fascino speciale che non può competere con il semplice guardare uno show da uno schermo, in solitudine. È fondamentalmente per questi motivi che mi sono divertito parecchio ad assistere allo show della EPW dello scorso anno, Total Honor. Andarci insieme a tre quarti dello staff di Tuttowrestling, poter vedere dal vivo stelle come MVP, Austin Aries e Christopher Daniels, nonché gli attuali campioni mondiali di WWE e TNA AJ Styles ed Eddie Edwards, nonché “scoprire” (solo per mia ignoranza del panorama di wrestling europeo, va detto) talenti assoluti come Mark Haskins e Adrian Severe ma anche l'italianissimo Red Devil, in grado di non sfigurare in un match con i suddetti MVP, Aries ed Edwards… L'anno scorso mi sono divertito tantissimo. E il prezzo del biglietto sarebbe valso pienamente anche solo per guardare l'incredibile 2-out-of-3 Falls match tra Styles e Daniels, probabilmente quattromiliardesimo match di sempre tra i due eppure sempre uno spettacolo incredibile, anche in EPW con i due a lanciarsi senza protezioni contro transenne instabili e parquet scoperto.

Ieri sera la EPW ha messo su un nuovo show, New Rules, che prometteva di essere un buon seguito di Total Honor. Tante le attrazioni in programma: innanzitutto la presenza di John Hennigan/Morrison/Mundo, che per me era un incentivo ancora maggiore data la mia preferenza totale per lui ai tempi della WWE. E poi Chris Sabin, che avrebbe dovuto partecipare anche a Total Honor ma che fu frenato da un infortunio che ne compromise la presenza, la stella della ROH Dalton Castle, Tommy Dreamer, Mark Haskins, Adrian Severe… Insomma, New Rules partiva decisamente da ottime premesse.

Lo show è partito in modo strano, con un promo della “Arabian Superstar” Hakeem Wakur, che durante la serata avrebbe dovuto sfidare Vito Rea. Match che invece non si è disputato o meglio è cambiato in corsa. Dopo gli interventi di Rea, ma anche di Lucas Di Leo e Tommy Dreamer che avrebbero dovuto affrontarsi in un altro match della serata, è infatti arrivato Chris “The Bambikiller” Raaber, che ha annunciato di essere il nuovo General Manager della EPW e ha dunque sancito un Tag Team match tra le due fazioni, che però si è disputato solo più tardi nella serata. I primi match di New Rules, infatti, sono state le due semifinali del torneo per assegnare l'EPW Silver Title, Red Scorpion vs Red Devil e Johnny Bono vs Leon. Anche i piani per il Silver Title sono cambiati visto che il match inizialmente avrebbe dovuto essere un Fatal 4-Way tra i quattro wrestler coinvolti. Le due semifinali sono state discrete: buono l'opener tra Devil e Scorpion, forse dal ritmo un po' troppo spezzettato e con una fase iniziale troppo lunga e una finale troppo breve. Buona l'affermazione di Devil tramite Springboard Moonsault. Decente e scontata l'altra semifinale, dove Johnny Bono ha avuto la meglio sul praticamente sconosciuto Leon. Buona l'interpretazione da heel di Bono, che vince in modo scorretto grazie a un Superkick.

È venuto poi il momento di quella che è stata facilmente la cosa migliore di tutta la serata: il 3 Rounds Special tra Chris Sabin e Adrian Severe/Fabian Aichner. Il match metteva in palio l'EPW Jackpot, ovvero una valigetta che garantisce una futura titleshot all'EPW Heavyweight Title che sarebbe stato assegnato più tardi nella serata. Il Money in the Bank, insomma. Banalità del premio a parte, il match è stato godibilissimo. In grande spolvero Sabin, che ha messo in mostra le sue mosse migliori e ne ha approfittato per ricordarci quanto sia bravo. Severe non è però stato da meno, è stato dietro al wrestler dei Motorcity Machine Guns senza difficoltà alcuna. Il 3 Rounds Special non era altro che un 3 Stages of Hell: la prima caduta è andata a Sabin, che ha vinto grazie alla sua La Magistral Cradle. La seconda parte del match, con la stipulazione del Submission, ha visto la vittoria scontata di Severe, resa comunque molto bene dal wrestler italiano e portata a casa grazie a una Boston Crab che ha preso di mira le ginocchia malandate di Sabin. La terza caduta, invece, era un Falls Count Anywhere. E lì Sabin e Severe hanno dato il meglio di loro, mettendo in mostra tutto il loro repertorio e la loro abilità. E il match, sorprendentemente, lo ha portato a casa Severe, che ha ottenuto la vittoria grazie a una Frog Splash dopo un'ottima serie di reversal.

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Prima dell'Intermission abbiamo assistito alla finale del torneo per l'assegnazione del Silver Title, conquistato da Red Devil al termine di un match non esaltante ma comunque piacevole. Bono, come detto, è un ottimo heel e il match è riuscito in quello in cui aveva peccato l'opener, ovvero di animare un po' il pubblico e di coinvolgerlo nella contesa. Buona e meritata la vittoria di Red Devil, ancora grazie a uno Springboard Moonsault favorito da una “interferenza” dei deejay di Radio Globo, precedentemente insultati da Bono. Io e gli altri staffer di TW che erano con me, ovvero Michele Ippolito, Dario Rondanini e Davide Procopio, abbiamo avuto la possibilità di parlare un po' con lui dopo il match e gli abbiamo proposto scherzando di provare a partecipare al prossimo Cruiserweight Classic. Devil ha risposto di essere ormai troppo vecchio a 32 anni… ma non ci crede nessuno. E sarebbe bello vedere un italiano purosangue rappresentarci in un torneo ufficiale WWE.

È venuto poi il momento del Tag Team match preannunciato dal promo iniziale… decisamente il momento no dello show. Un match lento e decisamente noioso, animato solo dal momento “Innovator of Violence” di Tommy Dreamer che a match in corso ha deciso di ricorrere alle armi e di cominciare a menare Lucas Di Leo con qualsiasi arma trovasse davanti a sé (compreso un bidone della spazzatura, poi prontamente ripulita dagli addetti ai lavori un po' scioccati). Match decisamente troppo lungo, comunque, portato a casa da Rea grazie a una Kneebar. Proprio la prestazione di Rea è stata decisamente rivedibile: il match, nelle intenzioni, doveva servire per mandarlo over come face. Solo che Rea è sembrato impacciato per gran parte del promo pre-match e del match stesso. Praticamente ininfluente la prestazione di Di Leo che è sembrato anche un po' inesperto, la prestazione migliore l'ha offerta certamente Hakeem Wakur. “Solito” match per Tommy Dreamer che però è sembrato decisamente senza fiato già da inizio contesa.

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Il main event per il titolo EPW ha messo di fronte tre ottimi wrestler quali John Morrison, Mark Haskins e Dalton Castle. Il risultato era prevedibile: un match solido, divertente, con continui ribaltamenti di fronte e che ha saputo costruire una storia valida all'interno della contesa. Dalton Castle è un personaggio incredibilmente divertente: lo conoscevo molto poco e mi ha fatto decisamente una buona impressione già a partire dalla sua entrata, con Boys annessi. Senza contare che per tipo cinque minuti buoni della contesa Castle ha iniziato a scappare da Morrison e Haskins, stanchi di vederlo rimanere fuori ring mentre loro combattevano, correndo per tutta l'arena e divertendo il pubblico. Haskins è un fenomeno sul ring e riesce a trasmettere una cattiveria e una potenza non indifferenti, non mi sorprende che sia uno dei fenomeni del momento e che sia uno dei nomi di punta ovunque vada in Europa. Morrison… è stato Morrison. Niente character “à la Mundo”, face puro che lottava divertendo e divertendosi, visto che è sembrato felicissimo dall'inizio alla fine del match. Già perché è stato lui ad assicurarsi il match grazie a una Starship Pain su Castle e a diventare campione. Ma la sua prestazione è stata fantastica per tutto il tempo, ad un certo punto ha tirato fuori una Springboard Spear che era indescrivibile a parole, andava solo vista per capire quanto fosse bella. Morrison non è però uscito campione da New Rules: dopo il match, infatti, Chris Raaber lo ha attaccato e si è praticamente autosancito un titlematch immediato, attaccando Morrison alla sprovvista e conquistando la cintura. Un finale rivedibile ma comprensibile, utile a cercare di dare una continuità agli eventi EPW e a dare la cintura a un wrestler che molto probabilmente sarà dello show la prossima volta.

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Niente da dire sullo show in sé, che è stato piacevole in quasi ogni sua parte e che è venuto abbastanza bene. Il tag team match è stato ovviamente la parte debole dello show: il promo iniziale che ha coinvolto i protagonisti doveva servire a dare un contesto alla contesa ma non ci è riuscito affatto, risultando noioso come d'altronde il match. Niente da dire sugli altri match, soprattutto sul main event e sul 3 Rounds Special, che sono venuti benissimo e hanno catalizzato l'attenzione del pubblico. Quello che sento di dover criticare dello show è l'organizzazione. Siamo arrivati al Pala Atlantico poco dopo le 19, l'ora di apertura delle porte, ma siamo rimasti fino alle 20.15 fuori dal palazzetto ad aspettare sotto la pioggia. Ci è stato poi detto che non avremmo potuto partecipare al meet&greet con i wrestler, ormai quasi finito, anche se poi siamo riusciti a recuperare dopo lo show. Una cosa che ho onestamente odiato dello show è stato il ring announcer, di cui mi rifiuto anche di andare su Google a cercare il nome perché mi irrita. Un ring announcer non ha un lavoro facile: deve coinvolgere il pubblico, essere il tramite tra lo show e i fan presenti e fare in modo di risvegliare il loro interesse. Era già stato pessimo lo scorso anno, quando aveva quasi “spoilerato” il match tra Styles e Daniels quando stava per annunciare il vincitore già al termine della seconda caduta, salvo poi essere interrotto a suon di fischi dal pubblico, e quando ci ha messo circa 10 minuti a far arrivare un microfono ai due dopo il match. Lo ha rifatto quest'anno, risultando forse ancora peggio. Artefatto, costruito, decisamente inopportuno il più delle volte. Un ring announcer non può leggere continuamente da un copione, è come se durante un film vedessimo un attore che invece di recitare si limitasse a leggere il proprio copione in scena (perdipiù perdendo il segno, visto che in una circostanza non sapeva come si chiamasse lo sgherro di Johnny Bono ed è stato per secondi interminabili a biasciare prima di ritrovare il segno). Sarò esagerato io, ma per me la cosa è stata insopportabile e ha più volte rovinato l'atmosfera. Per il resto, mi sono goduto lo show e la foto che mi sono fatto con John Morrison (e Sabin, Haskins, Severe, Dreamer e Devil) alla fine dell'evento. E spero che se e quando la EPW dovesse tornare in scena lo faccia con un'organizzazione migliore che permetta al pubblico di godersi lo show appieno.

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Lorenzo Pierleonihttps://www.tuttowrestling.com/
Dicono che sia il vicedirettore di Tuttowrestling.com ma non ci crede tanto nemmeno lui, figuriamoci gli altri. Scrive da otto anni il 5 Star Frog Splash, per un totale di oltre 200 numeri. Cosa gli abbiano fatto di male gli utenti di TW per punirli così è ancora ignoto. A marzo 2020 si ritrova senza niente da fare, inizia un podcast e lo chiama The Whole Damn Show. Così, de botto, senza senso.
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