Le pagelle di Hell in a Cell #7

Inauguriamo in occasione di Hell in a Cell una nuova rubrica in via sperimentale, le nostre pagelle da 0 a 10 relative a Hell in a Cell. Un modo nuovo di analizzare ulteriormente in Pay Per View in aggiunta al nostro consueto STamford Report e tutti i commenti che potete ascoltare nei nostri radioshow. Buona lettura!

Voto 10: ad un sorprendente Roman Reigns.

Hell in a Cell veramente ottimo, senza dubbio il miglior incontro della serata. Finalmente la gente smette di fischiare Roman Reigns, soprattutto dopo una tale prestazione: 23 minuti veramente intensi dove l'ex mastino dello Shield domina a lunghi tratti e riesce a tirare fuori il meglio del suo bagaglio tecnico, che è in netto crescendo, come lui (non a caso ora è il primo sfidante al WWE World Heavyweight Championship). Riuscirà ora a rifarsi dopo il fiasco della Royal Rumble e del conseguente push a WrestleMania? Non resta che crederci!

Voto 9: a una bestia inarrestabile, Brock Lesnar.

Non bastano una Hell's Gate, una Chokeslam sulle aste sotto la protezione del ring ed una Tombstone Piledriver per fermare la bestia. Il sindaco di Suplex City riapre le porte della sua città e con tre German Suplex e con tre F-5 (e un low blow) per battere The Undertaker e chiudere definitivamente la faida con il Deadman. Che questo sia il rilancio per Lesnar verso il titolo assoluto? Per ora non sembra, ma aspettiamo: le porte di Suplex City possono riaprirsi in ogni momento.

Voto 8: ad un campione stabile e concreto, Seth Rollins.

Nessuno aveva dubbi sul risultato dell'incontro, Seth Rollins sarebbe uscito da Hell in a Cell come campione assoluto; ma l'ha fatto con una vittoria pulita e con una prestazione che alza il voto del match, data la davvero brutta performance di Demon Kane. Notevole il Sommersault oltre la terza corda e la Powerbomb sul tavolo dei commentatori (anche se questo non si rompe). Riuscirà ora “The Man” a resistere alla furia di Roman Reigns? O capitombolerà a Survivor Series? Per ora godiamoci un ottimo campione combattente (e che che combattente).

Voto 7: a colui che non ti aspetti, Alberto Del Rio.

Anche questo risultato era abbastanza scontato, dato il periodo di assenza di John Cena che lo terrà lontano dagli schermi fino a dicembre, ma non era cosi scontato il suo avversario: si erano fatti i nomi di Tyler Breeze, di Samoa Joe e addirittura di Daniel Bryan. Tutti abbiamo avuto un po' di terrore quando è suonata la musica di Zeb Colter con conseguente annuncio di Jack Swagger come avversario di Cena, cosa che non si è avverata. Paradossalmente Colter introduce Del Rio, atleta messicano, al ritorno in WWE dopo più di un anno. Match sottotono (un Superkick mette KO John Cena: REALLY?) ma alla fine possiamo solo ben sperare per il futuro dello United States Championship.

Voto 6: alle vittorie di Charlotte e di Kevin Owens.

Nikki Bella domina, in maniera meno intensa rispetto a Night of Champions, Charlotte, che questa volta però qualche mossa in più l'ha fatta vedere. Certo, ci aspettavamo una mattatrice come la vedevamo ad NXT, invece ci ritroviamo una campionessa delle Divas che subisce contro Nikki Bella (che è migliorata, bisogna dirlo) e che non riesce più ad esprimere il suo enorme potenziale. Per Kevin Owens il discorso è lo stesso: siamo passati da una macchina da guerra ad NXT, ad uno che ha paura di Ryback. Gestione di entrambi molto strana. The future is now, ma facciamolo decollare.

Voto 5: alla discendente categoria Tag Team.

Il New Day è molto divertente, questo lo sappiamo tutti; ma i Dudley Boyz stanno piano piano perdendo l'aura di eccitamento che avevano al loro ritorno. Sappiamo che questi incontri servono per portare al definitivo TLC Match tra i due team, ma potrebbero essere gestiti molto meglio. Scorrettezza del New Day e vittoria. Un po' pochino dato l'entusiasmo che tutti abbiamo per questa categoria che si stava riprendendo bene dopo mesi di nulla. It's a New Day, Yes it is, quindi diamoci dentro.

Voto 4: all'utilizzo di Kane come sfidante di transizione.

E' vero, il suo tempo è passato (anche se la WWE stenta a crederci, basti pensare alla terza posizione nella Royal Rumble di quest'anno), ma non pensate che sia un po' surreale che un demone che una settimana prima a SmackDown fa piazza pulita del ring pieno di superstars, e la settimana dopo va a perdere un match per il titolo in maniera così prepotente e con una prestazione davvero irrisoria. Almeno con Daniel Bryan nel 2014 lo spettacolo era buono e lui era ancora credibile, ora proprio no. Da menzionare però la bella idea della doppia personalità, quella è stata molto divertente.

Voto 3: all'ormai causa persa, Bray Wyatt.

L'Eater of Worlds è in un vicolo cieco: attacca gente a caso, intraprende una faida e puntualmente la perde. E poi diciamocelo, all'inizio i suoi promo erano anche intriganti e inquietanti, ma ora sono sempre le stesse cose che non ascolta più nessuno. E poi qual è la spiegazione del ritorno cosi dal nulla di Erick Rowan all'interno della Family? Solo per costruire l'Elimination Match alle Series (dove si festeggerà il 25esimo anniversario in WWE del Deadman, quindi gli Wyatts perderanno di nuovo)? E poi non fa paura pensare che Braun Strowman, mostro inespressivo e senza alcun talento sul ring sia cosi reso indistruttibile dai booker? Pushare Bray Wyatt invece è brutto probabilmente, ormai sul Guru ce ne siamo fatti una ragione.

Voto 2: al mare di sangue nel main event. Non è stato bladejob, e meno male. Nove punti di sutura sulla testa per Brock Lesnar, che dopo il suo scontro con il palo di sostegno del ring ha cominciato a sanguinare e non ha piu smesso. Stessa cosa accaduta a WrestleMania 31. Lesnar si diverte ad aprirsi la testa oppure non riesce proprio ad arrivare piano a sbattere contro il paletto? Credo che non sapremo mai la risposta.

Voto 1: alla gestione di Cesaro, Ziggler, Neville, Rusev, Barrett e Sheamus.

Cercate un atleta scarso tra questi. Difficile trovarli. Se uno non avesse visto l'evento potrebbe pensare che siano stati impiegati in match importanti, date le loro qualità nel ring. Invece relegati tutti in un Six Man Tag Team Match nel KickOff del pay-per-wiew. Uno è uno dei migliori performer in WWE attualmente, l'altro è un ottimo atleta, un altro ha appena debuttato da pochi mesi da NXT ed ha indubbie qualità sul quadrato, uno è un superatleta, uno è King of the Ring e l'altro è Mr Money in the Bank. Devo aggiungere altro o basta?

Voto 0 alla slogatura alla spalla di Randy Orton.

Randy Orton va a buttare la spazzatura; cosa normale, ognuno di noi in famiglia lo fa. Ma penso che a nessuno sia capitato quello che è capitato all'Apex Predator: mentre la portava fuori si è slogato la spalla. REALLY? Si. È successo realmente. E questo fatto gli ha ovviamente fatto saltare il tour in Messico e ovviamente Hell in a Cell, rendendo inoperoso Dean Ambrose. Se senti davvero le voci nella testa Randy, fai anche attenzione a come ti muovi.

L'appuntamento è alla prossima, con un altro pagellone!

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