WWE Planet 901 – Draft a metà

La prima serata del Draft è andata agli archivi, modificando qualche equilibrio ma lasciando, per ora, una patina d’amaro in bocca. Nulla di condannabile a priori, c’è ancora la seconda serata e come sempre serve tempo per metabolizzare e valutare gli spostamenti, ma forse qualcosa lo si può già dire.

La prima cosa riguarda le modalità: come l’anno scorso, la presenza dei due show su due network televisivi diversi ha fatto rientrare all’interno della finzione il discorso relativo al loro coinvolgimento nelle scelte. Al contrario dell’anno scorso, però, i roster erano già ben definiti e il meccanismo di riscegliere daccapo persino i propri Campioni o comunque i lottatori già appartenenti al proprio show è risultato decisamente confusionario. Un discorso che va al di là del dilemma logico, presto risolvibile, sul regolamento, che non ha senso e mai ne avrà – e la dimostrazione è che in nessun Draft al mondo si è costretti a scegliere di nuovo chi fa già parte della propria squadra. Semplicemente il tutto è risultato molto confusionario e, nei segmenti che coinvolgevano una recitativamente per niente in forma Stephanie McMahon, molto buttato in fretta e furia. Le scelte sono sembrate schizofreniche, passando da lottatori di primissimo livello, come i Campioni Mondiali chiamati, ovviamente, per primi, a Superstar decisamente trascurabili ma “riconfermate” nel proprio roster prima di nomi oggettivamente più interessanti da pescare. Insomma l’unica storia raccontata così è stata quella che è come se l’ordine delle pick sia stato effettivamente deciso da chi il wrestling lo guarda distrattamente. E dubito fosse l’intenzione. Semplicemente, senza scadere nel nostalgicismo spinto, tutte le versioni precedenti del Draft avevano funzionato meglio dal punto di vista delle emozioni regalate, al di là del gusto soggettivo.

Passando poi alle scelte, non ci sono ancora state vere sorprese che non fossero già nell’aria: detto dei Campioni e mantenendo un discorso simile per altri wrestler di punta, anche i passaggi più rumorosi erano nell’aria. Come quello di Seth Rollins, per evidenti raggiunti limiti di incroci in quel di Raw (anche se poi si è portato dietro le stesse, loffie storyline che trascina da mesi), o quello di AJ Styles, per gli ormai chiacchieratissimi rapporti con Paul Heyman. Senza contare chi era già passato di roster prima del Draft, come Mandy Rose e Dana Brook, per fare un esempio.

A far scalpore è stato invece il presunto split del New Day. Con le ultime chiamate, Xavier Woods e Kofi Kingston sono stati draftati a Raw, mentre Big E. è stato confermato a SmackDown. E francamente fatico a capire chi parli di senso dietro a questa scelta. Non ha senso in kayfabe che un brand scelta 2/3 di una stable, potendo prenderli tutti e tre. Così come non ha senso scegliere solo Big E. Mai, a parte durante la Kofimania e comunque con una narrazione che ha tenuto il trio letteralmente incollato, il New Day è stato considerato come entità separata. Niente di quello che è successo on screen giustifica lo sbilanciarsi a scegliere solo una parte di loro e questa è la nota dissonante più alta. Ma anche ragionando in chiave mark, la scelta lascia enormi dubbi. Il New Day è una stable longeva, la più longeva dell’epoca moderna, funziona a livello commerciale e, per quanto abbia de i detrattori, funziona in generale. Non c’è dunque motivo per consumare questo split all’improvviso e, per giunta, senza consumare la possibile storyline ad esso dedicata. In ultimo parliamo di tre lottatori altamente validi ma che solo con questo progetto, in cui originariamente credevano davvero in pochi, hanno trovato rilevanza e posto all’interno della WWE. E difficilmente ne troverà ora con strade separate, per giunta senza giustificazione sul piano del racconto. Ecco perché la speranza è che, in qualche modo, da qui cominci una storia di ricongiungimento, che porti i tre di nuovo insieme.

Ora staremo a vedere cosa ci riserverà Raw, anche se l’impressione è che le dinamiche saranno all’incirca le stesse di venerdì. Lo show rosso probabilmente si limiterà ai colpi di assestamento rispetto a SD, come lo “scambio” dei Titoli di Coppia, il bilanciamento delle altre Cinture e il riequilibrio dei numeri del roster. Oltre che a completare i passaggi che sembrano scontati. Con 1/3 di Draft andato, c’è quasi da aver paura dei sussulti, infatti; oltre che da mettersi l’anima in pace: qualche cuore, ancora, verrà spezzato, all’insegna del solito saccheggio dello show di bandiera.

Daniele La Spina
Una mattina ho visto The Undertaker lanciare Brock Lesnar contro la scenografia dello stage. Difficile non rimanere incollato. Per Tuttowrestling: SmackDown reporter, co-redattore del WWE Planet, co-presentatore del TW2Night!. Altrove telecronista di volley, calcio, pallacanestro, pallavolo e motori.
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