WWE Planet #886 – F4 e poi pausa!

Preso in giro, deluso, dimenticato. Non vedo come altro potrebbe sentirsi chi, ogni settimana, prova a guardare anche solo 10’ di SmackDown. In un periodo del tutto negativo per la WWE – in cui la scusa della pandemia ha anche un po’ fatto il suo tempo – Raw non raggiunge la sufficienza praticamente mai ma il fratello blu ne oscura la bruttezza con dei picchi di insensatezza ben oltre il tollerabile.

Si può dire molto di Raw, tranne che sia divertente. Lo show rosso fa ruotare ben tre ore unicamente attorno a due personaggi e le annesse storyline, tralasciando tutto e, per giunta, andando dritto verso una destinazione parecchio antipatica con i pochi archi narrativi vivi. Eppure Raw, pur non essendo la soluzione, certo non è il problema più grande della WWE. Lo è chiaramente l’altro show, SmackDown, che ormai agonizza da inizio emergenza (se non da prima). Ma partiamo dalle scuse: sicuramente lo show blu, come il resto, deve fare i conti con le contingenze d’emergenza, con faide allungate o rimandate a causa della pandemia o di qualche interruzione per motivi personali o infortuni. C’è un Campione che non dovrebbe esserlo e che ora si trova anche senza sfidante; c’è una faida che dovrebbe essere già lanciata verso il suo match cardine e invece traccheggia in attesa del ritorno del pubblico; c’è una divisione di coppia che ristagna nel buio, sia per infortuni ma anche e soprattutto per mancanza di idee. Molto, se non tutto, figlio di cose al di fuori del controllo della Compagnia che però ha scelto un colpevole, totale immobilismo come risposta. Che ad oggi, ascolti o non ascolti, non si è certo rivelata la scelta migliore.

La fine della gravidanza di Jo-Jo avrà anche costretto a rimandare l’atto secondo tra Wyatt e Strowman, ma il peso di avere un Titolo che non dovrebbe indossare diventa troppo anche per uno che misura 168 kg x 203 cm se, al minimo problema, la soluzione diventa avere di nuovo delle sfide in inferiorità numerica, concettualmente stupide e narrativamente poco intriganti nella loro costruzione. Non bastano Miz e Morrison – per distacco i più ispirati in questo periodo – a tenere a galla un qualcosa che manca di senso prima ancora che di pretesto.  Certo è che, se anche tutto questo non fosse vero, il grande ritorno dello Strowman-flippa-cose e gli scherzi adolescenziali illogici di Miz e Morrison non sono esattamente il volano d’interesse di un feud, per quanto di transizione, per il Titolo principale dello show. Senza giustificazioni è invece la storyline su Jeff Hardy: a qualcuno potrebbe piacere, ma per tanti altri è difficile non pensare che sia poco maturo e molto indelicato sfruttare difficoltà vere a pochissimi mesi dal loro (forse) superamento. In più farlo con meno coerenza di un poliziesco di Serie Z è un autogol clamoroso, doppiamente grave se fatto da chi sembra che non possa più fare a meno del taglio televisivo/cinematografico. Sulla divisione di coppia c’è persino poco da dire. Se tutti i tuoi piani vanno in crisi per l’infortunio di Jimmy Uso e nel giro di un mese non hai trovato idee, forse non hai riservato nemmeno 5 minuti alla questione. E infatti alzi la mano chi si ricorda l’ultimo Tag Team Match rilevante fatto a SD. Infine c’è La Storia Infinita tra Bayley e Sasha Banks. Saranno più di 2 anni che ci fanno annusare uno split che poi non arriva mai. Difficile dire se sia giusto attendere il pubblico o no, più facile dire che è impossibile aspettarsi di non aver annoiato allo sfinimento. Gli espedienti per mantenere viva la crepa tra loro senza farla diventare una rottura non sono infiniti, si allontanano sempre più dal credibile e si avvicinano sempre di più all’imbarazzante. E anche in-ring le soluzioni sono un passo oltre il cringe, visto che in qualsiasi altra condizione sarebbe più che sufficienti per lo split di qualsiasi coppia. Non si può andare avanti all’infinito, neanche provando ad allungare un brodo che è già acqua con un’insensata vittoria dei Titoli di Coppia. A un certo punto ne avremo abbastanza e cosa potrebbe risentirne se non la reazione a questo tanto atteso split? Pubblico o no, siamo abbondantemente dentro la zona in cui, a furia di aspettare Godot, si rischia di ignorarlo quando arriva.

Insomma sarà anche colpa di tante cose indipendenti, ma la WWE non sta facendo nulla per non metterci del proprio. In oltre due mesi di “blocco” per la pandemia non è stata realizzata praticamente nessuna misura narrativa d’emergenza. Una storia accattivante, un plot twist motivato dalla voglia di stupire anziché dall’ennesima sfangata attendista. Un catenaccio a oltranza, anche se gli avversari sono già negli spogliatoi, che però ha conseguenze pesanti sulla qualità. Che c’avrà anche rotto il ca**o ma praticamente, ormai, non ricordiamo neanche più com’è fatta.

Daniele La Spina
Una mattina ho visto The Undertaker lanciare Brock Lesnar contro la scenografia dello stage. Difficile non rimanere incollato. Per Tuttowrestling: SmackDown reporter, co-redattore del WWE Planet, co-presentatore del TW2Night!. Altrove telecronista di volley, calcio, pallacanestro, pallavolo e motori.
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