Any Story, Good Story? – 5 Star Frog Splash #207

Diciamo le cose come stanno: se non fosse per il 5 Star Frog Splash e per il The Whole Damn Show probabilmente avrei smesso di guardare il wrestling da mesi. Raw è ai minimi storici, in termini di qualità e di ascolti. SmackDown ogni tanto si salva, quando concentrano la storia intorno a Roman Reigns, ma tutto il contorno è pessimo. NXT è appena uscita dal primo Takeover completamente irrilevante della sua storia. Dynamite è probabilmente nel suo periodo peggiore dal momento della sua creazione ad adesso. L’unico show di wrestling che al momento mi diverte davvero guardare è NXT UK. Probabilmente perché alla WWE non importa nulla dello show.

Involution is a mistery

Il motivo per cui non mi diverto a guardare questi show è presto detto: non succede assolutamente nulla di rilevante. E l’involuzione del prodotto rispetto anche solo a pochi mesi fa credo sia evidente. Basti guardare a Drew McIntyre, che era capace di reggere da solo tre ore di Raw. Aveva un personaggio interessante, aveva una storia, era capace di coinvolgere la gente. Adesso taglia i tavoli con una spada e cita William Wallace. Rhea Ripley era stata capace di esordire a Raw in maniera convincente, nonostante la pessima idea di spedirla diretta contro Asuka per il titolo. Tempo due mesi e già abbiamo una versione di Rhea decisamente più scadente rispetto a quella di due mesi fa.

Una storia per ogni match

Nelle ultime settimane però stiamo assistendo a un nuovo trend, più evidente a Raw ma evidentemente in corso anche a SmackDown. Jeff Hardy che mette la carriera in palio contro Cedric Alexander in un match a caso. Nikki Cross e la sua collezione di match di due minuti. Otis e la sua evidente trasformazione nella versione giovane di Massimo Boldi. Barbie Eva Marie che torna esattamente come aveva lasciato cinque anni fa. È chiara la volontà della WWE di far vedere sempre meno match senza significato. Questo perché secondo recenti news backstage Vince McMahon avrebbe deciso che ogni match debba avere una storia.

Non ogni storia è una buona storia

“Ma come?”, direte voi, “ci ammorbi con il 5 Star Frog Splash da 207 numeri che la WWE non ha storie, che NXT è sempre stato meglio per questo motivo, che il trend deve cambiare. Adesso il trend cambia e non ti va bene?” La mia risposta è: ebbene no. O meglio, sarebbe ottimo se la WWE si convincesse davvero di questa cosa, ma sarebbe ancora meglio se decidesse di farlo bene. Perché avere una storia non vuol dire avere una buona storia. Avere Nikki Cross che esulta perché è riuscita a sopravvivere due minuti in un match contro Charlotte Flair e Rhea Ripley non è una buona storia. Non per una che quattro anni fa lottava Last Man Standing da 20 minuti contro Asuka. E non in Evolve o in Progress, ma a NXT.

Eva Marie che torna in tutta la sua insopportabilità per mettere in scena una storyline pressoché identica a cinque anni fa, quando si denudava o fingeva infortuni per non lottare, non è una buona storia. Stavolta è leggermente diverso perché ha portato all’esordio di Piper Niven a Raw… peccato che quest’ultima a stento sia stata notata e al tavolo di commento si chiedessero chi fosse. Evidentemente sono impegnati il giovedì pomeriggio. Con Otis siamo al ridicolo: più va avanti più lo privano di elementi che lo rendano riconoscibile. Gli hanno tolto, nell’ordine: una fidanzata, un tag team partner (per poi rimetterlo in tag due mesi dopo), una valigetta, una gimmick. Ora anche la barba che è sempre stata il suo marchio di fabbrica. Come se avessero tolto il pizzetto a Stone Cold Steve Austin o il sopracciglio alzato a The Rock. Certo che devono odiarlo veramente tanto eh.

Dal mediocre al buono in dieci pratiche mosse

E finora abbiamo parlato di storyline minori. Ma se andiamo a guardare a storyline più ad ampio respiro noterete che, anche in questo caso, cose fatte in maniera mediocre avrebbero potuto essere fatte molto molto meglio. Esempio #1: Roman Reigns vs Rey Mysterio. Io non mi spiegherò mai nella vita perché questi abbiano avuto Rey Mysterio per vent’anni e non lo abbiano mai trattato per la leggenda che è. È ancora vivo, lotta ancora, eppure è già una leggenda. Per tutti, tranne che per la WWE. Che lo manda per il titolo del mondo con lo stesso impegno che se ci stesse mandando Chad Gable. È un avversario di transizione? Certo. Ha alcuna speranza di vincere il titolo? Ovviamente no. La storia poteva essere realizzata molto meglio? ASSOLUTAMENTE SÌ.

Ma ovviamente c’è il PPV Hell in a Cell e dunque lo Universal Title DEVE essere difeso nella struttura omonima. Mica Roman Reigns può essere messo in secondo piano, che pensate. Nessuno mette Roman Reigns in un angolo. Peccato che avrebbe avuto molto più senso che a lottare nella gabbia fossero Bianca Belair e Bayley, se non fossero state così impegnate a ridere. Bayley ha perso il titolo nell’Hell in a Cell, non avrebbero fatto guadagnare millemila punti a Bianca se le avessero fatto tirare fuori quella storia e di conseguenza avesse sfidato Bayley allo stesso match? E perché si preferisce passare il tempo a ridere piuttosto che approfondire l’unico spunto rilevante che il feud aveva avuto finora, ovvero che Bayley vede in Bianca la sua versione precedente? Nah, troppo difficile.

Takeover doesn’t take over

E la cosa che più mi dispiace è vedere come alcune di queste dinamiche stiano prendendo piede anche in un brand che ne sembrava totalmente impermeabile. Veniamo da NXT Takeover: In Your House che, come dicevo in apertura, è probabilmente l’unico Takeover completamente irrilevante della sua storia. Due match titolati che erano dei chiari +1, due match che mi sarei stufato a guardare persino durante lo show settimanale. Per quanto mi riguarda l’unica cosa che mi ha divertito di Takeover è Bronson Reed/MSK vs Legado del Fantasma. Un po’ poco per un brand che resta il mio preferito ma che negli anni ci aveva abituato a show eccezionali e stavolta se la cava con una sufficienza stentata.

Una storia per ogni match? Ben venga. Ma che sia una storia, non una presa in giro.

Lorenzo Pierleonihttps://www.tuttowrestling.com/
Dicono che sia il vicedirettore di Tuttowrestling.com ma non ci crede tanto nemmeno lui, figuriamoci gli altri. Scrive da otto anni il 5 Star Frog Splash, per un totale di oltre 200 numeri. Cosa gli abbiano fatto di male gli utenti di TW per punirli così è ancora ignoto. A marzo 2020 si ritrova senza niente da fare, inizia un podcast e lo chiama The Whole Damn Show. Così, de botto, senza senso.
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