Stephanie McMahon parla dei test sul Covid e delle tutele verso gli atleti

In una intervista rilasciata a Ad Age, Stephanie McMahon, ovviamente nel suo ruolo di Chief Brand Office della WWE, ha parlato di tutte le precauzioni che la WWE ha messo su per fronteggiare l’emergenza Covid, sostenendo come su base volontaria le star della WWE possano in ogni caso senza alcun problema rinunciare ad esibirsi in questo periodo, scelta intrapresa ad esempio da Roman Reigns.

Sulla recente campagna di test (a dire il vero a nostro avviso decisamente tardiva e solo a valle di un caso tra gli atleti di NXT presenti nel pubblico) :

“Innanzitutto, è tutto facoltativo. E’ su scelta volontaria, per tutti i nostri performer ed il nostro staff sta a loro la scelta se vogliono partecipare agli show o meno. Abbiamo avuto un paio di talenti ed un paio di componenti dello staff che hanno rinunciato per svariati motivi personali, ed ovviamente supportiamo in pieno la loro scelta. Inoltre, eseguiamo test prima di tutta la nostra programmazione, ed è il test più avanzato. Non è il test rapido che ha dimostrato di avere un numero di falsi positivi e falsi negativi. Sebbene tutti i test stiano migliorando, noi vogliono essere sicuri di avere i migliori test possibili, perché la salute e la sicurezza del nostro staff, dei nostri atleti e dei nostri dipendenti è fondamentale”

Circa le ulteriori misure straordinarie adottare, Stephanie ha parlato degli interventi di pulizia straordinaria di tutte le aree del Performance Center:

“Abbiamo anche una pulizia ‘a livello di pandemia’ che effettuiamo nel nostro Performance Center ogni notte, che include anche l’utilizzo di uno speciale spray. Questo prodotto proviene da una società chiamata Allied Sciences, e crea una barriera tra il virus e qualunque cosa tu stia spruzzando. Quindi abbiamo spruzzato i nostri camion di produzione, abbiamo spruzzato nel nostro magazzino, il nostro Performance Center, praticamente qualsiasi struttura o luogo in cui alloggiano i nostri performer o gli altri componenti del nostro team. Inoltre abbiamo previsto il controllo della temperatura e la compilazione di un modulo, e se sei stato in contatto con una persona positiva, non puoi entrare nella nostra struttura, nemmeno se il test sia risultato negativo. “

Alla domanda fondamentale, ovvero se ritenga sufficiente quanto fatto dalla compagnia, la risposta è stata prevedibilmente affermativa:

“Penso che abbiamo fatto del nostro meglio. Penso che i test e i protocolli abbiano effettivamente dimostrato il loro funzionamento. Sì, abbiamo avuto alcuni casi di positività, ma la maggior parte dei nostri talenti, artisti e troupe sono sani e continuano a far parte dei nostri spettacoli. E ne siamo orgogliosi.”

“Certo, vogliamo essere intelligenti. Vogliamo essere sensibili. Vogliamo prenderci cura di tutte le persone. Senza di loro, non potremmo avere alcuno spettacolo. Tuttavia vogliamo anche sicuramente intrattenere i nostri fan in tutto il mondo. Siamo orgogliosi del fatto che siamo stati in grado di farlo “.

A causa delle leggi HIPPA (l’equivalente della nostra normativa sulla privacy – ndr), Stephanie McMahon non ha potuto fornire una serie di dettagli circa i protocolli medici adottati dalla Federazione, tuttavia ha fornito quantomeno una panoramica generica:

“Abbiamo un intero sistema fornito dal nostro team medico. Se il test risulta positivo, c’è un tracciamento dei contatti avuti dal soggetto. A che livello? Esistono vari livelli di tracciatura. Informiamo gli altri atleti, impiegati o membri della produzione in conformità con le linee guida del nostro team medico.”

A valle dell’intervista e nelle domande “aperte” del pubblico, le è stata rivolta una domanda più generica in merito alla tutela della salute degli atleti, in particolare sulle polizze mediche. Ecco la sua risposta:

“Tutti i nostri talenti sono professionisti indipendenti, dunque in realtà non forniamo loro una assicurazione medica. Tuttavia paghiamo per tutti gli infortuni, eventuali interventi chirurgici o qualsiasi cosa relativa a tutti gli infortuni sul ring. Abbiamo protocolli sull’abuso di sostanze che offriamo ai nostri talenti, sia quelli che lavorano con noi attualmente che quelli ritirati. Dunque chiunque abbia mai avuto problemi con l’abuso di droghe e alcol, può far parte di questo programma. Per i nostri dipendenti, inoltre, abbiamo le coperture sulle cure mediche in generale e sulla salute mentale.”

Infine, Stephanie McMahon ha risposto su come l’emergenza abbia rivoluzionato il modo di lavorare, in particolare grazie allo smartworking:

“È divertente, penso che la nostra compagnia sia sempre stata in qualche modo molto tradizionalista, c’era la convinzione che ci fosse bisogno di trovarsi in una stanza per avere una conversazione, e tutto questo ci ha davvero aperto gli occhi. Abbiamo così tanti dipendenti che lavorano in remoto, tranne forse per il nostro Presidente e CEO che era l’unica persona in ufficio. Penso che abbiamo imparato davvero tanto. Siamo in grado di lavorare in remoto. Di recente abbiamo lanciato un sondaggio ai nostri dipendenti, chiedendo loro se preferiscano lavorare così. Stiamo discutendo su come lavoreremo in futuro, al punto di aver rimandato il nostro trasferimento nella nuova e più grande sede aziendale. Avremmo dovuto iniziare il processo di spostamento, ma ora lo stiamo rivalutando, ne abbiamo davvero bisogno?”

Redazione Tuttowrestling
La redazione di Tuttowrestling ha ospitato in oltre venti anni di storia tutte le principali firme italiane del settore, inclusi i commentatori televisivi prima su Sky e poi su Discovery.
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