Roman Reigns parla del suo futuro in WWE

Ecco i punti salienti della recente intervista rilasciata da Roman Reigns per il “Washington Post”, nella quale il “powerhouse” dello Shield parla anche del suo eventuale futuro da main eventer in WWE.

Quando hai deciso di fare wrestling non hai scelto un nome samoano, o un personaggio samoano, o un abbigliamento legato alle tue origini come tanti dei tuoi parenti. Come mai?

“E' stato un processo. Certo, all'inizio tutti dicevano: “E' samoano, lavoriamo su quello”. Ma poi, credo, che abbiano notato la mia personalità, il fatto che sono acculturato, che ho giocato a football, cose del genere, hanno visto chi ero davvero. E piuttosto che legarmi alla solita gimmick etnica, hanno ben pensato di lasciare che io mi comportassi come me stesso”.

Lo Shield ha combattuto alcuni dei migliori match di questo ultimo periodo. Durante l'episodio di Raw a Chicago di quest'anno, il pubblico cantava il tuo nome insieme a cori come “this is awesome”, e ho notato il grosso sorriso sulla tua faccia in risposta a ciò. Ti piace quando il pubblico reagisce così? Ti aiuta a fare meglio anche sul ring?

“Provo a vivere il momento. Quando combatti in un match singolo, e l'avversario ti sta sopra e ti soffoca in una presa, devi reagire, è una lotta continua. Ma quando invece combatti in squadra hai sempre tempo di guardare il pubblico ed assorbire la loro energia. Specialmente nelle arene di oggi. Le persone ora sono molto intelligenti, hanno tantissime opinioni, sono diventate leader del business. E' quello che, se sei un lottatore, ti diverte e ti rende orgoglioso. Se non piaci te lo fanno sapere, e ovviamente anche se piaci”.

In questo momento stai avendo un successo “di squadra”, ma hai avuto anche dei grandi momenti da singolo. In molti ti considerano un futuro main eventer. Tu cosa ne pensi?

“Io mi sono sempre immaginato nel main event. Essere il volto della compagnia, essere al top, queste sono sempre state le mie aspettative. Ma, ovviamente, sono le aspettative di tutti. Non sono arrivato qua per essere un mediocre. Se vuoi essere un mediocre, devi anche lavorare come un mediocre. Questo è un business dove non ci si può nascondere. Io voglio essere l'animale più esotico di tutto il safari”.

In un certo senso Wrestlemania XXX segna, per i wrestler, una sorta di fine della stagione, come il Super Bowl per i giocatori di football. Come affronti la cosa? E cosa speri di fare dopo?

“Mania viene prima di tutto. Io voglio andare là e distruggere, dare fuoco, spaccare qualsiasi cosa. Dare il massimo del massimo. Il giorno dopo? Ci saranno di sicuro delle pause. Ci saranno lottatori che dopo Wrestlemania non combatteranno la sera dopo a Raw. Ma questo non è il mio caso, né quello del resto dello Shield, e neanche di altri talenti come Cesaro e gli Uso. . . ci sono persone come noi che vogliono lavorare tutti i giorni. E questo, se fossi un fan, e lo sono, mi darebbe grande sicurezza, saprei che il mio sport-intrattenimento preferito è nelle mani giuste”.

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