Proiezione finanziaria 2020 da record per la WWE

Stando all’analisi del giornalista finanziario Brandon Thurston per Wrestlenomics riguardo ai profitti della WWE nel 2020, la federazione va incontro ad un’annata con profitti da record.
 
L’analisi effettuata da Thurston la scorsa settimana è stata accolta bene dagli osservatori di settore che l’hanno ritenuta credibile e accurata. Thurston ha rivisto le proprie proiezioni sull’anno della WWE dopo che, a inizio emergenza, aveva provato a valutare l’impatto del COVID-19 sulle entrate della compagnia. Secondo le precedenti stime, il totale dei risultati operativi (totale dato dal valore produzione – i costi di produzione) per il 2020 sarebbe ammontato attorno ai 121 milioni di dollari, in uno scenario privo di eventi dal vivo fino a fine anno. Nella nuova analisi Thurston, sempre escludendo la ripresa di show dal vivo, ha preso in considerazione i nuovi dati messi a disposizione dalla WWE con il report finanziario relativo al primo trimestre dell’anno. Il report era positivo: analizzando l’andamento fino al 31 marzo – come sottolineato dalla stessa WWE – nessuna voce ha risentito, se non in minima parte, delle restrizioni (iniziate negli USA proprio a cavallo tra fine marzo e inizio aprile). Con questi dati a disposizione, la nuova proiezione prevede risultati operativi per un totale di 280 milioni di dollari.
 
La cifra prevista è incredibilmente elevata sia rispetto a quella precedentemente prevista (121 mln), sia in senso assoluto. Nel 2019, senza emergenze sanitarie, la WWE ha chiuso con 116.5 mln di risultati operativi per un utile netto (ricavi totali – costi e tasse) di 77.1 mln. Con questa previsione, la WWE potrebbe facilmente chiudere sopra i 100 milioni di utile netto, superando il record del 2018 (99.6). Il grosso vantaggio della WWE sarebbe quello di continuare ad incassare per intero i contratti televisivi stipulati lo scorso autunno con FOX ed NBC; essendo inoltre riuscita ad andare sempre in onda, non è stato necessario pagare penali (che non si sa se siano previste nei contratti) o rinegoziare gli accordi con i network televisivi. A questo, gli esperti collegano anche la repentina risalita delle azioni della compagnia (tornate al valore pre-emergenza), avvenuta in seguito alla ricezione di status di “attività necessaria” in Florida.

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PIÙ NEL DETTAGLIO
L’analisi di Thurston, a partire dai risultati del primo trimestre (Q1) ha previsto i costi e gli incassi della WWE fino a fine anno. La prima considerazione fatta è stata sui costi per la produzione degli show, la voce di spesa più grande insieme agli eventi dal vivo. La previsione è di una spesa tra i 50 e i 55 mln a trimestre per i prossimi tre trimestri (Q2, Q3 e Q4). La spesa è calcolata volutamente per eccesso: è verosimile che per ancora diversi mesi la WWE dovrà produrre gli show dal Performance Center, abbattendo di molto i costi di trasporto, montaggio e smontaggio che di solito affronta. Per dare un riferimento: nel triennio 2015-17, la WWE ha speso per le proprie produzioni televisive tra i 30 e i 40 mln a trimestre (dall’archivio di Wrestlenomics), considerando che NXT andava comunque in onda ma registrato dal PC. Proprio in virtù delle spese alte, gli incassi dei biglietti di tv show e live event da tempo sono appena sufficienti per coprire le spese, tanto che già dall’anno scorso la WWE sta prendendo in considerazione di abbandonare o ridurre i secondi (i cosiddetti house show).
 
Sempre nell’ottica della peggiore delle ipotesi, oltre agli eventi tv e dal vivo, nella proiezione sono considerati i mancati incassi dagli show in Arabia Saudita (circa 50 mln), dai diritti televisivi e pubblicità di nuove stagioni dei reality show (come Miz & Mrs. o Total Divas) perlomeno per Q3 e Q4 e dal videogioco multipiattaforma WWE 2K21 che non uscirà.
 
A queste voci a 0, si aggiungono le previsioni di perdita: -9% dal mercato nazionale e -4% dal mercato internazionale riguardo alle iscrizioni al WWE Network, -9% dall’eCommerce, -18% dalla vendita dei prodotti su licenza (nei negozi e palazzetti), -33% dal Q2 in poi riguardo agli incassi pubblicitari televisivi, -15 mln (circa) dalle attività collaterali alla settimana di WrestleMania 36 (quest’ultima stima ad opera del Direttore Finanziario ad interim Frank Riddick).
 
Chiaramente non ci sono solo dati negativi, ma anche positivi, oltre ai già citati accordi televisivi con FOX e NBC. L’analisi evidenzia una crescita, non stimata con precisione, dall’aumento di pubblicità su YouTube, comunque di gran lunga insufficiente a colmare il vuoto lasciato dalla tv. Un altro grande introito deriverà sempre dalla televisione, grazie ad un nuovo accordo per il mercato indiano che porterà nelle casse della WWE 50 mln l’anno per i prossimi 5 anni, grazie all’accordo rinegoziato al rialzo (quello vecchio era di 28 mln/a) con Sony.
 
Pur non essendo tante le voci positive, sono dunque abbondantemente in grado di coprire le perdite, grazie alla loro mole, al fatto che non sono state intaccate dall’emergenza COVID e in parte al risparmio su tante spese. Il risultato delle proiezioni è stato messo da Thurston in prospettiva in diversi modi. Ad esempio la stima dei ricavi operativi è di 280 milioni anche ignorando i licenziamenti operati in massa tra wrestler e addetti ai lavori a metà aprile: nonostante i tagli, nel prospetto sono stati inclusi i presunti 4 mln mensili risparmiati, per un totale di 34 mln, come se fossero spesi ugualmente.
 
Per evidenziare ulteriormente la positività della proiezione, in un esercizio di stile, l’analista ha provato a considerare due panorami ulteriormente catastrofici. Considerando, da aprile in poi, come unico incasso per la WWE i soldi dei contratti televisivi e del WWE Network (abbonamenti + vendita dei PPV), ma includendo invece tutte le spese da sostenere normalmente in tutti gli altri ambiti, la WWE totalizzerebbe comunque ricavi operativi per 168 mln, comunque 50 mln più di quelli del 2019. In aggiunta, se per assurdo considerassimo solamente gli incassi dai contratti tv e ipotizzassimo una disdetta del 100% degli abbonati al WWE Network a partire dal 1° aprile, e sempre continuando a sostenere tutte le spese di tutti i settori, comunque la compagnia conserverebbe un margine di circa 44 mln di ricavi operativi, azzerabili solo da ulteriori scossoni o costi d’investimento imprevisti.
 
In conclusione, le prospettive per la federazione di Stamford sembrano più che rosee, considerando l’impatto sull’andamento in borsa nel picco dell’emergenza e le proiezioni fatte. La WWE è una compagnia più che in salute che, riuscendo a non fermare la propria programmazione ha ottimizzato dei guadagni che avrebbe incamerato comunque, capace per giunta di tranquillizzare il mercato azionario. La WWE parrebbe andare incontro al proprio migliore anno finanziario di sempre, ma ovviamente queste sono solamente proiezioni che potrebbero risultare in parte differenti da come poi effettivamente si chiuderà l’annata finanziaria dell’azienda.

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