Lunga intervista di Bret 'The Hitman' Hart

Ryan Rider ha recentemente intervistato, per il sito 'MainEventRadio', la leggenda vivente Bret 'The Hitman' Hart. Durante l'intervista sono stati affrontati diversi argomenti interessanti. Eccone un estratto:

Sullo Screwjob di Montreal: “Ripensandoci, desidererei davvero che non fosse mai accaduto. Non riesco a pensare ad un modo peggiore di quello per concludere la carriera in una compagnia, considerando anche tutto ciò che avevo fatto. Niente è stato più uguale dopo quel giorno. Se potessi tornare indietro non so cosa effettivamente avrei potuto fare per cambiare il corso degli eventi, so solo di avere seguito il mio cuore durante quello spiacevole accaduto. Sono ancora convinto d'esser pienamente dalla parte della ragione e non mi pento assolutamente di nulla.”

Sul ritorno in WWE: “Ho più ricordi positivi che negativi. Ho trascorso in questa compagnia quattordici splendidi anni. Nel 2002 sono stato colpito da un ictus, così da quel momento in poi tutto ciò che di brutto mi era capitato nella vita sembrava nulla in confronto a quel male. E' stato qualche ora dopo esser stato colpito dall'ictus che ricevetti la chiamata di Vince McMahon. Tra di noi, dopo ciò che era accaduto, ovviamente non correva buon sangue. Mi fece un grande discorso d'incoraggiamento in merito a ciò che mi stavo trovando ad affrontare. Continuò a parlare di come il nostro rapporto andava migliorato e di fare qualcosa insieme nel futuro. E' stato sempre un mio forte desiderio quello di essere omaggiato e ricordato per il contributo da me fornito alla compagnia. Lui mi ha assicurato che questo sarebbe accaduto. Così dopo qualche minuto avevamo già chiarito, lasciandoci tutto alle spalle.”

Sull'Iron Man match con Shawn Michaels: “Penso che in un match dalla durata di un'ora nessun lottatore possa essere messo in ombra. Shawn era un grande wrestler e un grande atleta. Quel giorno la nostra intenzione era quella di dimostrare che non c'è bisogno di essere degli energumeni steroidi-dipendenti per rendere il wrestling spettacolare. In tal senso, sono orgoglioso della direzione che ha preso questa disciplina.”

Sul rappacificamento con HBK: “Ho provato un grande senso di sollievo nel perdonarlo. E' stata una vera e propria terapia di benessere, ho rimosso un enorme peso dalle mie spalle. Penso che Shawn Michaels provasse enorme sofferenza per il ruolo che aveva avuto in tutta quella vicenda. Quando ci siamo riappacificati e abbracciati a Raw, ricordo di come tutta quella sofferenza che portava con se fosse stata superata. Mi sono reso conto diversi mesi dopo che è stata un'ottima cosa per entrambi. Consiglio a chiunque abbia avuto in passato problemi con qualcuno, di provare a perdonare; è veramente un toccasana per l'anima.”

Sulla fine della carriera: “Molte persone non si rendono conto di quanto possa essere grave una commozione cerebrale. Bisogna dar retta ai medici. Bisogna fare affidamento su di loro. Quando ho subito questo infortunio, molte persone continuavano a sottovalutare il fatto. Sono stato spinto a lottare per diverse settimane, quando finalmente ho incontrato un dottore, il quale mi ha comunicato che la mia carriera era praticamente giunta al termine. Ho sofferto di un atroce dolore alla testa per quasi due anni. Oggi la situazione è cambiata, vengono adottati diversi provvedimenti scrupolosi al fine di verificare se sia sicuro far lottare un wrestler dopo che ha subito una commozione cerebrale. Ai miei tempi sarebbe bastata una pacca sulle spalle prima di gettarti nella mischia. In tutti gli sport ci si sta rendendo conto che le commozioni cerebrali sono infortuni molto seri. Le conseguenze possono essere gravi e durature.”

Sul wrestling moderno: “Il wrestling oggi è migliore in ogni suo aspetto: si è più giovani, più veloci, gli atleti sono in assoluto i migliori di cui questa disciplina abbia mai potuto disporre. La strada oggi intrapresa dal wrestling è stata tracciata proprio nel periodo in cui divenni campione del mondo per la prima volta. L'azienda ad oggi non ottiene il giusto riconoscimento. Dispone di un incredibile gruppo di giovani talentuosi ed innovatori, i quali stanno alzando l'asticella oltre il limite. Stanno offrendo alcuni dei migliori match che io abbia mai visto. Cesaro, ad esempio, è un ragazzo unico e pieno di talento, che dà vita a delle dimostrazioni di forza impressionanti da guardare. Daniel Bryan è un altro di questi talenti.”

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