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WWE PLANET #859

by Albert Wesker
 


Buon anno cari lettori di Tuttowrestling! Il 2019 ci ha appena salutati e, con l’inizio del 2020, ci siamo lasciati alle spalle la seconda decade di questo millennio. In questo numero del WWE Planet - viste anche le recenti settimane non esattamente piene di eventi in casa WWE - faremo un tuffo nel passato, ripercorrendo anno per anno gli eventi più importanti accaduti in casa Stamford nella scorsa decade.




Bando alle ciance! Andiamo a vedere quanto di più significativo è accaduto in WWE nell’ultimo decennio (con l’aggiunta di una “menzione d’onore”, una sorta di secondo classificato, per ogni annata).

2010: il ritiro di Shawn Michaels

Il primo grande momento della scorsa decade è stato un addio, quello di Shawn Michaels. HBK, dopo una carriera stellare e un grandissimo main event di WrestleMania con Undertaker, decise di ritirarsi dal wrestling lottato, scegliendo di abbandonare il ring prima che le sue prestazioni subissero un inevitabile calo. Michaels, che oggi lavora in WWE sui brand NXT e NXT UK, lasciò un grande vuoto nelle federazione di Stamford che, complice un booking non capace di creare nuove stelle, la WWE non ha forse mai colmato.

MENZIONE D’ONORE: il Nexus debutta in WWE.






2011: Summer of Punk
Le tre settimane più interessanti dell’intera decade in casa WWE ebbero luogo nell’estate del 2011, dopo che venne data a CM Punk, il cui contratto con la federazione stava per scadere, l’opportunità di sfogare le proprie frustrazioni al microfono a Raw. Il promo (i cui contenuti continuano ad essere validi ancora oggi), passato alla storia col nome di pipebomb, è uno dei più celebri nella storia del wrestling e trasformò CM Punk in una stella assoluta in una sola notte. Le tre settimane successive al suddetto promo furono caratterizzate da un booking perfetto da parte della WWE, che lasciò Punk nuovamente libero di esprimersi al microfono, culminando nella celeberrima vittoria del titolo WWE da parte di Punk a Chicago, in occasione di Money in the Bank 2011. Ricordo ancora come si discutesse di quale sarebbe stata la prossima mossa della WWE, di come questa avrebbe gestito il ritorno di Punk e delle sue possibili apparizioni a sorpresa nei mesi successivi a Money in the Bank (Punk, in storyline, aveva vinto il titolo WWE senza essere più sotto contratto con la federazione)... CM Punk tornò a Raw due settimane dopo Money in the Bank, perse il titolo durante il successivo PPV (SummerSlam) e venne inserito in una storyline con protagonisti Kevin Nash e Triple H, con quest’ultimo che sconfisse il ragazzo di Chicago a Night of Champions, poche settimane dopo SummerSlam.
Sono passati quasi nove anni e ancora faccio fatica a credere che quello che ho appena scritto sia veramente successo.

MENZIONE D’ONORE: The Rock fa il suo ritorno in WWE.




2012: The Rock vs. John Cena




Quando The Rock fece il suo ritorno nel febbraio del 2011 prendendo di mira John Cena, le papille gustative dei fan di wrestling di tutto il mondo si attivarono in attesa di un match fra i due. La WWE, spesso colpevole di troppa fretta nel proporre le sue storyline, decise questa volta di costruire la prima sfida fra le due icone per più di un anno. Cena e Rock, complice il rapporto non esattamente idilliaco che i due avevano nella vita reale, furono protagonisti di magnifici segmenti al microfono, soprattutto nei primi mesi del 2012. Gli ingredienti c’erano tutti: una storyline lunga più di un anno basata su problemi reali fra due icone del mondo del wrestling che si sarebbero sfidate in un dream match che nessuno credeva che avrebbe mai avuto luogo. Il match più atteso del decennio ebbe luogo a WrestleMania 28, quando The Rock schienò John Cena al termine di un ottimo incontro che regalò alla WWE la WrestleMania più remunerativa di sempre (e il record rimarrà tale, visto che con l’avvento del WWE Network i profitti per i grandi show sono gioco-forza più bassi di quelli raggiungibili con i vecchi PPV).

MENZIONE D’ONORE: Brock Lesnar fa il suo ritorno in WWE.



2013: YES! YES! YES!
Daniel Bryan non è mai stato l’uomo su cui la WWE ha puntato. A WrestleMania 28, quando l’ex American Dragon iniziò a riscuotere successo, la federazione di Stamford decise di sconfiggerlo in 18 secondi nel match di apertura dello show. Certo, Bryan aveva iniziato l’anno come campione del mondo dei pesi massimi, ma il suo personaggio era chiaramente inferiore almeno ad una decina di altre stelle su cui la WWE stava puntando (e neanche paragonabile ai John Cena di questo mondo). Il pensiero della WWE non cambiò nel 2013, ma il supporto dei fan per Bryan continuò a crescere giorno dopo giorno e, in modo che definirei quasi misterioso, Daniel si trovò ad essere il wrestler più popolare dell’intero roster nell’estate di quell’anno. Il momentum di Bryan sfociò nel main event di SummerSlam, dove il “goat face” sconfisse John Cena in modo pulito per vincere il titolo WWE… per poi perderlo pochi secondi dopo per via dell’incasso del Money in the Bank di Randy Orton dopo il turn heel di Triple H e la nascita dell’Authority. Un’ottima storyline dove, in teoria, Bryan avrebbe dovuto rincorrere il titolo per mesi, per poi vincerlo nuovamente, magari a WrestleMania. I piani della WWE, invece, prevedevano ben altro: Bryan sarebbe stato allontanato dopo pochi mesi dalla scena titolata, in favore di un rientrante Batista. Un incredibile insieme di circostanze porterà invece la WWE a coronare Daniel nel main event della successiva WrestleMania, ma questo è l’ennesimo esempio di quanto la federazione di Stamford possa essere testarda nel proporre le proprie idee, indipendentemente dalle reazioni dei fan.

MENZIONE D’ONORE: Inizia la tradizione del “Raw dopo WrestleMania”.



2014: WrestleMania XXX e l’ascesa dello SHIELD
L’annata 2014 segnò l’inizio di una nuova era in WWE, con il lancio del Network e il progressivo decentramento della figura di John Cena che, da circa dieci anni, aveva dominato i main event della federazione di Stamford.



Per questo, ho voluto citare l’ascesa di Roman Reigns, Seth Rollins e Dean Ambrose, tre wrestler che già si erano imposti in WWE sin dalla fine del 2012 ma che nel 2014 divennero i tre volti principali delle federazione in ottica futura. La gestione di tutti e tre i membri dello Shield negli anni a venire, per motivi estremamente diversi, sarebbe potuta (dovuta) essere migliore, ma Reigns, Rollins e l’ex Ambrose sono, nel 2020, fra le figure più importanti dell’intero panorama mondiale del wrestling, ed è proprio nel 2014 che la loro ascesa ebbe davvero inizio.
Parlando del 2014, però, non è possibile omettere WrestleMania XXX, uno degli eventi più memorabili nella storia della WWE: Hogan, Rock e Austin che condividono lo stesso ring, la fine della streak di Undertaker per mano di Brock Lesnar e la storica vittoria di Daniel Bryan, capace di sconfiggere Triple H nell’opener dello show e Batista e Randy Orton nel main event titolato.

MENZIONE D’ONORE: Brock Lesnar vince il titolo WWE a SummerSlam con uno squash ai danni di Cena.




2015: Sasha Banks vs. Bayley a NXT TakeOver: Brooklyn

In questo editoriale stiamo parlando dei momenti che hanno definito le varie annate dello scorso decennio in WWE, ma se dovessimo parlare, più in generale, dei maggiori cambiamenti avvenuto in casa Stamford, NXT si aggiudicherebbe il primo posto. Il brand giallo ha profondamente scosso il mondo del pro wrestling, accendendo i riflettori su lottatori fisicamente meno imponenti rispetto a quelli a cui eravamo abituati in WWE, con incontri dinamici, caratterizzati da mosse spettacolari ed esplosive. TakeOver: Brooklyn è stato la “WrestleMania I” di NXT, con uno stupefacente tutto esaurito al Barclays Center di New York. Ma la rivoluzione non finiva lì: Bayley e Sasha Banks si esibirono quella sera in uno dei migliori match femminili nella storia del wrestling americano, facendo aprire gli occhi a centinaia di migliaia di fan che, sbalorditi, si resero conto di quanto potenziale ci fosse nella divisione femminile. Nel giro di poco tempo, dopo lo show di Brooklyn, le ragazze sono riuscite a conquistare il main roster WWE, i main event di Raw e di SmackDown, dei PPV e, infine, di WrestleMania e - ne sono convinto - TakeOver: Brooklyn è stato di fondamentale importanza perché tutto questo fosse possibile.

MENZIONE D’ONORE: Seth Rollins incassa il Money in the Bank a WrestleMania laureandosi campione del mondo, dopo la disastrosa vittoria del Royal Rumble match di Roman Reigns.



2016: Brand Split, parte 2
Dopo almeno quattro anni in cui SmackDown veniva presentato come uno show di seconda (ma anche terza o quarta) fascia, con l’abolizione della divisione dei roster, la WWE decise di dare una scossa alla sua programmazione, iniziando a trasmettere SmackDown in diretta al martedì e separando di nuovo i lottatori di Raw da quelli di SmackDown. Il brand split, ancora in vigore oggi, portò un’ondata di aria fresca in casa WWE, con mesi davvero splendidi per il brand blu e con Raw capace di proporre volti nuovi (come Owens con Jericho o Strowman). Al contrario del brand split del 2002, inoltre, quello del 2016 fu un grande successo a livello di ascolti, con Raw che riuscì a restare sugli stessi livelli di quando il roster era unico e con SmackDown che aumentò i propri dati di ascolti in modo notevole (fattore fondamentale che ha poi portato all’approdo dello show su FOX pochi mesi fa).

MENZIONE D’ONORE: Goldberg fa il suo ritorno in WWE.




2017: L’ultimo “vero” anno di John Cena in WWE

Avrei voluto poter citare il ritiro di Undertaker a WrestleMania 33 (sarebbe stato perfetto), ma purtroppo di ritiro non si è trattato. Avrei potuto parlare del regno di Jinder Mahal a SmackDown, ma è qualcosa che voglio dimenticare e - comunque - non è un avvenimento che ha avuto ripercussioni a medio/lungo termine per la WWE. Il 2017, invece, lo ricordo come l’ultimo anno in cui John Cena, il volto WWE degli ultimi anni, ha combattuto per l’ultima volta in modo semi-regolare in quel di Stamford, prima di dedicarsi a tempo pieno alla carriera di attore. Il 2017 di Cena fu caratterizzato da un brevissimo regno di campione WWE ad inizio anno, un’occasione sprecata considerando che si trattava della sedicesima vittoria di Cena (il che, secondo i numeri farlocchi della federazione, significava il raggiungimento del record di Ric Flair). Una cosa è certa: la WWE non è stata ancora capace di colmare il vuoto lasciato da Cena.

MENZIONE D’ONORE: WrestleMania 33, con il ritorno dei Hardy Boyz, la vittoria di Lesnar ai danni di Goldberg e il (finto) ritiro di Undertaker.



2018: Ronda Rousey arriva in WWE
I quindici mesi che vanno dalla Royal Rumble 2018 a WrestleMania 35 (di cui parleremo nel prossimo paragrafo) hanno avuto come protagonista principale l’ex campionessa UFC Ronda Rousey. L’ex lottatrice, arrivata fra i tanti dubbi dei tifosi, dimostrò da subito una passione smisurata per il business e un talento incredibile sul quadrato, diventando in pochi mesi una delle wrestler più interessanti dell’intero roster (divisione maschile inclusa). Inoltre, Ronda dette la spinta finale alla divisione femminile, e permise a questa di raggiungere vette inimmaginabili fino a pochi anni prima.

MENZIONE D’ONORE: La WWE dà il via al suo accordo decennale con l’Arabia Saudita, promuovendo i valori del paese durante due show annuali tenuti nel Paese, una delle decisioni più controverse nella storia recente della compagnia




2019: la divisione femminile conquista il main event di WrestleMania

Ne abbiamo parlato più volte in questo editoriale: nel 2014 le ragazze del main roster WWE erano protagoniste di match di pochi minuti che fungevano da “pausa” per chi stava guardando lo show. In poco tempo (e tanto lavoro), la divisione femminile è divenuta il fiore all’occhiello della compagnia di Stamford e, solo per loro merito, le ragazze hanno conquistato l’incontro più importante dell’anno: il main event di WrestleMania. Certo, il merito è da spartire fra innumerevoli atlete, ma sono state Becky Lynch (l’attuale wrestler più popolare dell’intero roster WWE) e la già citata Ronda Rousey a rendere possibile il raggiungimento di questo incredibile traguardo (l’aggiunta di Charlotte Flair al main event di WrestleMania - seppur sensata da un punto di vista di marketing - poteva sicuramente essere evitata).
E’ passato quasi un anno dalla disputa di WrestleMania 35 e, a mio modo di vedere, il main event più interessante che la WWE potrebbe proporre per il prossimo “Showcase degli immortali” sarebbe proprio un match uno contro uno fra Rousey e Lynch, a testimonianza del fatto che lo spot dato alle ragazze lo scorso anno non fu una semplice mossa pubblicitaria da parte della WWE ma qualcosa che le ragazze avevano conquistato “sul campo”.

MENZIONE D’ONORE: SmackDown approda su FOX



Anche per oggi è tutto! Siete d’accordo con questi “premi”? Quali sarebbero le vostre assegnazioni? Sentitevi liberi (come sempre!) di dircelo nelle nostre sezioni commenti sui vari social.

YOWIE-WOWIE! BYE!






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