WWE Planet #900 – Happy 900th Birthday!

Festeggiamo la 900esima edizione del WWE Planet: then, now, forever!

Cari lettori di Tuttowrestling, benvenuti all’edizione numero 900 del WWE Planet! 

900 numeri a cadenza settimanale si traducono in oltre 17 anni di età: il WWE Planet fra poco potrà guidare una macchina, avrà diritto di voto e, con tutta probabilità, è più grandi di diversi dei suoi lettori. 

Augurandosi, come da clichè, che questo sia solo l’inizio per questa storica rubrica, abbiamo pensato di festeggiare questa occasione analizzando le scorse settimane (THEN), quella attuale (NOW) e le prossime (FOREVER) in casa WWE. 

Ma festeggiare da soli – si sa – non è divertente: Lorenzo Pierleoni, Daniele La Spina e Aldo Fiadone, nomi che avete imparato a conoscere leggendo i nostri editoriali, mi aiuteranno a celebrare come si deve l’anniversario di questo editoriale. 

Bando alle ciance!

THEN

CLASH OF CHAMPIONS

di Daniele La Spina

Che fosse in PPV dalle pretese basse, ce lo siamo detti la scorsa settimana. Che potesse comunque trovare la propria dimensione era chiaro. Che riuscisse a risultare, tutto sommato, un evento decisamente positivo, invece, era ottimistico. E invece Clash Of Champions è riuscito ad affrancarsi, o meglio a smarcarsi dalla propria costruzione pigra e solo vagamente tratteggiata lo ha fatto lasciandosi indietro facilmente le cose inutili, rendendole dimenticabili, ed esaltando i piatti forti, senza eccessivamente strafare.

A spiccare è chiaramente l’opener e sfido io: tirare fuori qualcosa di men che eccezionale da Zayn, Styles e Hardy in un Ladder Match credo sia impossibile. Nonostante un finale che può aver fatto storcere qualche naso, l’incontro è stato da applausi, con degli spot a tasso tecnico (e di pericolosità) elevatissimo e talvolta persino innovativi, cosa non scontata. Il finale indirizza verso una replica senza AJ, probabilmente orientato verso altri lidi, ma ci lascia la sensazione di esserci tolti uno sfizio bello grosso con questa piccola gemma.

La fase centrale della card è stata quella che marchiava il PPV. COC è stato penalizzato dall’obbligo di mettere in palio tutte le Cinture. Innanzitutto creando parecchi remake non richiesti – arrivati persino a vere e proprie saghe come nel caso di Crews vs Hurt Business – e anche un po’ buttati lì, come nel caso di Asuka-Bayley. Il basso interesse, corroborato da una costruzione eufemisticamente minimal, è andato ad inficiare degli incontri che potremmo valutare anche positivamente, dal punto di vista in-ring. Poco male, perché non sposta molto. Ma vista l’occasione, si poteva e doveva provare a fare di più.

A salvare capra e cavoli ci hanno pensato i main event; altra cosa tutt’altro che frequente per gli eventi di casa Stamford. Nessuno dei due è esente da critiche ma il livello è stato buono e per una volta si è evitato di sovraccaricare il finale di serata. McIntyre, più che Orton, paga un match inflazionato dalle intromissioni di Show, Christian e Michaels che però, di contro, sono state ben orchestrate, per tempi e modi, lasciando comunque al WWE Champion modo di mettere la parola fine e inerendosi nelle fasi di stanca dell’incontro, anziché nei momenti clou. Ci sarà ancora un atto – inevitabile – e con tutta probabilità il coinvolgimento dei 4 andava limitato al solo COC e non proseguito. Per quanto riguarda il main event vero e proprio, viene confermato l’ottimo momento: del roster, del main event dello show blu e del nuovo personaggio di Roman Reigns. La nuova veste, in realtà, sopra al solito personaggio, che è stato in grado di restituirci l’attenzione verso il Big Dog, con tutte le contraddizioni che questo turn heel ancora si porta dietro. Forse era preferibile avere Jimmy a bordo ring fin dall’inizio, ma per ora continua a valere la regola che va bene così, baste che finalmente abbiamo il Reigns che meritiamo. L’incontro con Jey Uso si è giocato molto sotto il profilo dello storytelling e per quasi la prima volta in carriera, l’ex Shield ha avuto qualcosa di diverso da raccontare. Nulla di eccelso, tutto però nei binari. A volte basta così poco. Servirà l’upgrade ma per ora va bene anche così.

NOW

RAW

di Albert Wesker

Lo show rosso di questa settimana ha rappresentato un netto miglioramento rispetto a quanto visto sette giorni prima. Intendiamoci bene: questo non è un complimento, considerando i livelli infimi toccati dalla WWE sei giorni prima di Clash of Champions. Raw, terminato con un segmento di dubbio gusto con protagonisti Orton, Flair, Michaels, Big Show e Christian, offrirà nuovamente come piatto principale un match fra Orton e il campione WWE al prossimo PPV, Hell in a Cell, presumibilmente all’interno dell’omonima struttura metallica. Il feud fra i due ha offerto ottimi spunti prima di SummerSlam, per poi appiattirsi in vista dell’Ambulance Match di Clash of Champions. La mia impressione, purtroppo, è che Hell in a Cell possa essere la fine della corsa per Drew, con Orton come possibile campione in vista del ritorno di Edge nel periodo di WrestleMania. 

Per il resto, RAW è stato nuovamente caratterizzato da troppi feud che vanno avanti da sempre. Rollins vs. Mysterio, per quanto in continua evoluzione, è uno dei piatti principali dello show dal post WrestleMania e, considerando anche gli altri (molto alti) e i bassi (bassissimi) della rivalità, si sente veramente il bisogno di aria nuova. Insomma: il draft arriva al momento giusto per Raw.

SMACKDOWN

di Albert Wesker

Discorso molto diverso per lo show blu che, per via di due rivalità riuscitissime in contemporanea, sta vivendo il suo momento migliore da un paio d’anni a questa parte. Come già discusso su queste pagine, il turn heel di Roman Reigns e la rivalità fra Sasha Banks e Bayley sono fra le cose migliori proposte dalla WWE negli ultimi anni. A Smackdown è stato ufficializzato un match all’interno dell’Hell in a Cell fra Jey Uso e Reigns. La cosa non avrebbe troppo senso dopo la prestazione dominante di Roman a Clash of Champions, ma l’ottima alchimia fra i cugini samoani e la stipulazione misteriosa che avrà il match rendono l’incontro molto intrigante. Ma, almeno stando a diverse voci di corridoio, il main event di Hell in a Cell vedrà protagoniste Sasha Banks e Bayley e la cosa mi rende felicissimo: le due non hanno sbagliato un segmento da mesi a questa parte (per qualche mese sono state una delle pochissime cose belle in WWE) e, sono convinto, potranno finalmente proporre qualcosa sul livello di Brooklyn 2015 in una cornice importante come il main event di un PPV. “Last but not least”, ancora ottima la prestazione di Alexa Bliss nella sua storyline con “The Fiend”. Insomma: pollice in su per SmackDown.

FOREVER

NXT: TAKEOVER 31

di Lorenzo Pierleoni

Non un titolo molto ispirato per parlare del prossimo TakeOver che vedremo tra poche ore, ma d’altronde è la WWE stessa a non essersi presa nemmeno la briga di dargli un nome. Né a pensare di costruirlo, fino a due settimane fa. Ciò nonostante io non credo che assisteremo a un brutto show, anzi i presupposti perché i match in programma siano buoni ci sono tutti.

Ottimo il lavoro fatto per presentare Kyle O’Reilly come un contendente all’altezza di lottare per l’NXT Title. Il dibattito tra lui e Bálor non solo ha spiegato come O’Reilly sia un wrestler singolo di valore e non solo un tag team specialist, come presentato finora a NXT, ma ha dato più senso al character di Finn Bálor in una notte rispetto a quanto fatto da mesi nello show giallo. Merito anche del promo di Adam Cole e del successivo match con Austin Theory, che hanno contribuito ad ampliare la storia. Questo si chiama costruire un match.

Faccio un discorso unico per i match validi per il North American Title e il Women’s Title considerando che gli sfidanti sono i Gargano, che dal mio punto di vista non hanno mezza chance di conquistare le cinture. Il regno di Damien Priest è in rampa di lancio e ancora nettamente in fase ascendente, quindi farlo perdere non avrebbe alcun senso. Io Shirai ha conti aperti con mezza divisione femminile ma sicuramente non con Candice LeRae. Vincerà Io, aspettando la ripresa del feud con Rhea Ripley in sospeso da mesi.

Il Cruiserweight Title viene difeso per la prima volta a Takeover e la faida lo merita assolutamente. La puntata di questa settimana di 205 Live è stata dedicata solo a loro e va benissimo così: Santos Escobar e Isaiah “Swerve” Scott hanno posto le basi della loro faida mesi fa e sono andati avanti coerentemente da allora, passando purtroppo solo un po’ troppo sottotraccia. Ma i due si intendono benissimo e il loro match sarà certamente ottimo. Chi vince? La vedo assolutamente 50 e 50, forse 51 in favore di Scott che è l’unico che ha schienato Escobar finora e a cui la vittoria del titolo è sempre stata negata per cause avverse.

Chiude Takeover Kushida vs Velveteen Dream che potrebbe rappresentare la prima vittoria di un certo livello del giapponese in WWE. Il modo in cui hanno proposto Velveteen Dream dal suo ritorno è incomprensibile: se non lo fanno vincere mai per paura di ribellioni legate alle accuse che gli sono state imputate durante lo Speaking Out movement, che motivo c’era di farlo tornare? Bene avrebbero fatto a fare come la AEW ha fatto con Sammy Guevara, periodo di sospensione unito a corsi di sensibilizzazione (che sia colpevole o meno di ciò di cui è accusato). Così invece sono costretti a camminare sulle uova con lui e la cosa è più che evidente.

DRAFT

di Aldo Fiadone

Ottobre 2020, il Draft si avvicina e nel frattempo festeggiamo il numero 900 del WWE Planet.

Aver gestito in solitaria questa rubrica per due anni circa mi ha inorgoglito in un modo inimmaginabile.
Il più longevo editoriale di Tuttowrestling.com che, ancora oggi, risulta uno dei più letti in assoluto sul nostro fantastico sito.

Passa il tempo e tramontano tante cose, ma TW e il suo WWE Planet non tramonteranno mai.

Vi stavo parlando di Draft e in effetti è proprio questo il prossimo grande appuntamento in vista per la WWE che, dopo aver chiuso con un’ottima edizione di Clash of Champions, si prepara a scrivere nuovamente qualcosa di importante in vista di quella che poi sarà la WrestleMania Season, con la speranza che il pubblico possa tornare partecipe all’interno dei palazzetti.

Un Draft che dovrà mischiare molte carte in tavola. Per esempio un Seth Rollins che da un anno a questa parte ha un obbligato bisogno di cambiare aria e spostarsi in quel di Friday Night SmackDown in cui però vi è un Roman Reigns diverso a dominare la scena.
La presenza di entrambi sotto lo stesso tetto potrebbe nuocere a uno dei due, forse più a “The Messiah” in un momento di crescita del suo character, nonostante il feud con la famiglia Mysterio stia prendendo una piega malsana.

Aleister Black è uno dei nomi che necessita più di una riscrittura che di un cambiamento di roster, così come la Retribution. Una stable da cancellare completamente dalla storia, o giù di lì.

Difficile fare dei pronostici veri e propri, anche perché con lo stato attuale delle cose, pandemia in particolare, ogni previsione può essere facilmente sconvolta da decisioni last minute, le stesse decisioni che il booking team dichiara ai propri dipendenti a non più di tre ore dalla reale messa in onda di Monday Night RAW (fonte WrestleVotes n.d.r.).

The Fiend, Alexa Bliss, Bayley, Sasha Banks, la famiglia Mysterio, The Hurt Business, Kevin Owens, Jeff Hardy, Sami Zayn, AJ Styles (che odia Paul Heyman e sembra volersi ritirare a breve), tanti i possibili profili pronti a cambiar casa.

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