WWE Planet #956 – La rincorsa è tutto

Il meno big dei Big-4 è alle spalle, con niente da raccogliere e poco di cui emozionarsi. Ma dopo l’ormai consueta falsa partenza di ottobre, la nuova “stagione” della WWE può finalmente partire. Pagata la tassa obbligata di Survivor Series e senza un PPV da costruire per dicembre, c’è infatti più tempo del solito per provare a prendere la rincorsa verso la nuova Road to WrestleMania.

Se inutile è stato Survivor Series, le sue poche implicazioni, la sua povera costruzione e il suo nullo effetto dal giorno dopo, inutile è anche soffermarsi su di esso. Un no contest generale che rende anche un distruttivo esercizio di stile stare a sottolineare difetti strutturali che non si è fatto nulla per evitare. Ha vinto Raw ma con i “titolari” di SmackDown, le storyline sono state messe in pausa o, nel peggiore dei casi, dimenticate, il tutto ha avuto zero impatto a cominciare dalla sera dopo a Raw. Tutto evidente anche al meno attento degli osservatori. Ora però, tocca cominciare davvero: il Draft ha dato modo di mescolare un po’ le carte, e valle dei giudizi su di esso, ci sono sicuramente le possibilità di cominciare a raccontare due show un po’ più freschi. Per una volta, anche senza la scusa della fretta: la cancellazione di TLC porta in dono un dicembre PPV-Free e anche se il prossimo appuntamento è Day-1, in programma subito il 1° gennaio, ciò significa ben 7 settimane di tempo (una è già andata e non è stata usata benissimo) per prendere velocità.

Un lusso raro per la WWE che di solito non si concede oltre le 4, talvolta 5 settimane tra un PPV e l’altro. Un’eccezione che difficilmente farà crollare la regola ma che con un po’ di fortuna potrà dare l’abbrivio giusto al 2022. Dal tardo gennaio, in poi, infatti, si comincerà ad andare verso WrestleMania e chissà che avere così tanto tempo senza eventi a pagamento, possa regalare un po’ di pace all’ossessiva ricerca di colpi di scena in serie di cui spesso si va troppo ghiotti. Iniziando a programmare a lungo termine. Senza gettare fumo negli occhi su The Rock, come successo di recente, ma provando a progettare davvero e fin da subito dove si vuole andare a parare e, soprattutto, l’ossatura della card di WM. Quattro mesi sembrano lunghi, è vero, ma l’improvvisata è da tanto tempo la cifra stilistica unica del processo decisionale creativo della compagnia. Troppo per non pensare di provare qualcosa di nuovo. Appare quasi un obbligo, per una volta, darsi il tempo di costruire i binari e gettare le basi di storyline lunghe o brevi, delineare la traiettoria quantomeno dei wrestler di punta e del destino delle Cinture principali.

Potrebbe dunque essere l’occasione per rendersi conto che al di là delle posizioni opposte su questo o quel wrestler, per accontentare i fan e contemporaneamente attirarne di nuovi, talvolta basta raccontare delle storie interessanti. La base della base del mestiere, dell’intrattenitore prima ancora che del pro-wrestler. Sfruttare la calma per darsi tregua, creare contenuti, regalare finalmente delle dimensioni segnate e sensate. Il bladejob è vietato in era PG, ormai lo sappiamo, ma prendere in mano il rasoio di Occam e scegliere dunque la soluzione più semplice, potrebbe sorprendentemente risultare meno tagliente della prospettiva di un nuovo fallimento.

Daniele La Spina
Una mattina ho visto The Undertaker lanciare Brock Lesnar contro la scenografia dello stage. Difficile non rimanere incollato. Per Tuttowrestling: SmackDown reporter, co-redattore del WWE Planet, co-presentatore del TW2Night!. Altrove telecronista di volley, calcio, pallacanestro, pallavolo e motori.
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