WWE Planet #953 – Ondata su ondata

Ogni volta che non so cosa scrivere in merito agli show della WWE, specie in questo che è sempre stato un periodo di transizione (a proposito, è Zigglember) la stessa federazione di Stanford mi viene incontro con qualche iniziativa extra-ring.

Ovviamente mi sto riferendo alla nuova ondata di licenziamenti avvenuta questo venerdì. Al di là dei talenti inutilizzati e giovani di NXT come Oney Lorcan e Harry Smith, sono diversi gli atleti il cui rilascio ha suscitato sorpresa, chi per un motivo chi per un altro.

Dal lato maschile abbiamo non uno ma ben due wrestler debuttanti/ridebuttanti nel main roster. Karrion Kross, dopo aver mostrato qualcosa a NXT è stato fatto salire nel main roster in tempi relativamente veloci. Ma visto il trattamento ricevuto penso che lui prima di tutti avrebbe preferito restare ancora nel roster giallo. Cambio di gimmick, allontanato da Scarlett e sconfitta al debutto contro un Jeff Hardy che in quel periodo correva dietro il titolo 24/7. Penso che solo un wrestler con un talento enorme sarebbe potuto sopravvivere a un debutto simile, e Kross non rientra di certo in questa categoria.

Chi di talento ha dimostrato di averne è stato invece Keith Lee. Arrivato in pompa magna nel main roster, già ai tempi di Survivor Serie dove risultò il mattatore della serata, ha avuto diversi problemi di salute che l’hanno tenuto lontano dal ring. Niente che facesse quindi pensare a un suo licenziamento, almeno fino a quando non hanno deciso di affidargli la nuova gimmick del Bearcat e il modo di lottare. Il soprannome è un rimando a Bearcat Wright, una citazione che però avranno compreso in totale sette persone in tutto il mondo, per gli altri Keith Lee è semplicemente diventato un orso. E da orso è diventato il suo stile sul ring, ciò che lo caratterizzava maggiormente, passando dall’essere il Limitless a un comunissimo big man.

Tra le donne invece il licenziamento che ha fatto più rumore è senza alcun dubbio quello di Nia Jax. Considerata intoccabile all’interno della compagnia, l’abbiamo vista spessissimo alle prese con vari botch anche abbastanza pericolosi per le avversarie, attitudine che sembra le avesse portato ad avere dell’heat nel backstage, senza però che vi fossero mai delle conseguenze. Pare quindi strano che sia stata licenziata così dal nulla, durante un periodo di pausa.

Per quanto riguarda infine Mia Yim e Ember Moon sembra palese che non sapessero cosa costruire intorno alle due, la prima utilizzata come membro della Retribution e poi passata al dimenticatoio, la secondo dal main roster, a NXT, al dimenticatoio. Licenziamenti che ancora una volta fanno storcere il naso perché conseguenti a un’incapacità dal team creativo più che di chi sul ring va a lottare.

Chiudo rimarcando l’incapacità del team creativo con la costruzione dei classici 5 vs 5 tipici di Survivor Series. Il marchio di fabbrica del PPV mai come quest’anno è un’accozzaglia di nomi messi a caso nello stesso team, e quasi tutti combatteranno per un roster che vede la loro presenza da un mese, nemmeno a voler sfruttare l’attaccamento ai colori che rappresentano. Sarebbe bastato in verità cambiare qualche nome per rendere il tutto una sfida a chi ha fatto le scelte migliori nel draft, contrapponendo da entrambe le parti unicamente neo acquisti dell’ultimo mese. Ma se vorrà questa sarà una riflessione che potrà svolgere il mio collega Daniele la prossima settimana con un nuovo numero del WWE Planet.

Davide Procopio
Davide Procopio
Scrive per TuttoWrestling dal 2016. Laureato in sociologia dei processi culturali e comunicativi, analizza criticamente i vari tipi di media presenti nel mondo, wrestling compreso.
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