WWE Planet #945 – Tra tumulti e uova strapazzate

Si legge spesso che la AEW soffra di una specie di bulimia (Ciccio) di wrestler e che di questo passo il loro roster possa ben presto ingolfarsi, specialmente in zona main event. Una critica che può essere condivisibile, soprattutto in assenza dei titoli trios che sarebbero perfetti vista la quantità di stable all’interno della federazione. Sovraffolamento di atleti che però, almeno fino a questo momento, non ha causato troppi danni in termini di storyline o qualità dei match.

La WWE invece ha trovato due modi differenti per ovviare a questo problema. Il primo è il più semplice “Licenziamo”, così da risparmiare anche qualcosa in termini monetari. Via jobber, midcarder, arbitri, cameraman, gente che fino alla settimana prima era nel main event. Meno personale hai da gestire, meno devi impegnarti per gestirlo.

Il secondo modo per affrontare l’aver messo sotto contratto qualsiasi persona avesse calcato un ring di wrestling è venuta invece dall’alto dei cieli. Un’illuminazione da parte del booking team per far sì che non ci sia alcun bisogno di scrivere alcun ché, ma per permettere a tutti di essere presenti.

No, non sto parlando dell’annuale battle royal di WrestleMania, che altro non è che un modo per dare a tutti il bonus di presenza al PPV più importante dell’anno (e infatti è stata tra le prime cose a essere tagliata per risparmiare). Sto parlando del concept dell’anno e che ormai viene riproposto ogni tre o quattro mesi. Sto ovviamente parlando del Gauntlet Match / Tag Team Turmoil.

Se qualche anno fa ad andare di moda era lo scramble match, per poi essere gettato nel dimenticatoio come tutto in WWE, ora sembra il periodo dei mini match uno dietro l’altro. Tipologia di match che spesso pecca in qualità, sia perché gli atleti si affaticano col passare dei minuti e degli avversari, sia perché inevitabilmente ha al suo interno wrestler che farebbero bene a darsi ad altri sport. O a nessuno.

Ed è così che, con una tipologia di match tra le più insulse che potessero creare, poterono mettere tutti i wrestler presenti nel roster senza aver bisogno di un minimo sforzo e al contempo riempire 3 ore di show il lunedì senza il minimo sforzo.

Davide Procopio
Fan di wrestling ma niente di serio (cit.) Laureato in sociologia dei processi culturali spera un giorno di poter scrivere della sociologia del wrestling. Nel tempo libero... non ne ha
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