WWE Planet #766

Forse nel mondo del wrestling è molto più semplice fare una scelta rispetto a quello reale, di sicuro non ci poniamo alcun problema ritrovarci a selezionare un personaggio come nostro preferito rispetto magari ad un percorso di studi che possa costruire basi solide per il nostro futuro.

In effetti sono due paragoni che non reggono, d'altronde come si fa a poter mettere di fronte uno sport d'intrattenimento con la vita reale. Impossibile.
Ci sono delle eccezioni, rare, molto, ma esistono. Una di queste si chiama Daniel Bryan.
Ognuno, ripeto, ha le sue preferenze, io ho le mie e di sicuro Daniel non è il mio personaggio preferito, forse mai lo sarà, ma non posso fare a meno di avere i brividi e di commuovermi dinanzi alle sue parole dello scorso martedì che spesso mi ricollegano a quel suo promo del gennaio 2016 in cui fu costretto a dire basta.
Ho visionato dal vivo quello che è stato il suo ultimo match nel mondo del wrestling, episodio di SmackDown registrato nella O2 Arena di Londra in data 13 aprile 2015, un eternità per un wrestler come lui.

Lui, Daniel Bryan, “The American Dragon” conosciuto dai mark indies come Bryan Danielson nonché uno dei pionieri della ROH assieme a Christopher Daniels, Low Ki, Kevin Steen (Kevin Owens in WWE ndr), Tyler Black (Seth Rollins in WWE ndr), Nigel McGuinness e via via dicendo. Un Danielson arrivato in WWE con tanti sogni e pronto a realizzarli, un tragitto duro che nonostante qualche bel match a Stamford lo vede licenziato e poi pronto a tornare nella stessa, una compagnia che sembrava non riuscire a renderlo importante come fece la Ring of Honor, poi a fine 2011 arrivò il primo titolo mondiale, seguito da una cocente sconfitta a WrestleMania 28, l'infortunio, il ritorno, il tag team con Kane cui deve il suo vero successo esploso in quel SummerSlam 2013 dove sconfisse John Cena divenendo per la seconda volta campione del mondo della compagnia.
Li, in quel preciso istante ci siamo ritrovati in Daniel Bryan, un atleta grandioso – Lo reputo il migliore per tecnica, tra quelli ancora in attività, assieme a Zack Sabre Jr. -, ma pur sempre una persona semplice come noi.
Nonostante di rado abbia sopportato gli “Underdog” non posso non ammettere quanto Daniel Bryan sia stato importante per ognuno di noi, la pura e trasparente dimostrazione di un soggetto che ha una passione e porta quella passione alla sua completa realizzazione riuscendo a realizzare i suoi più desiderati sogni.
Un “Underdog” diverso dal solito, può piacere, può non piacere, sono gusti personali e non per forza criticabili se posti con un ragionamento giusto e sensato.
Per me Bryan è un wrestler, uno di quelli veri, uno di quelli che ti fa respirare il ring, si perché il ring ha un profumo tutto a se, non è quello che respiri in uno stadio o in mezzo alla strada no, il ring sa di passione pura, sa di verità, sa di spettacolo, quell'essenza aaaah quanto è speciale.
Il momento in cui un fan riesce ad immedesimarsi in un determinato wrestler significa che quest'ultimo ha raggiunto quello che ogni essere umano dovrebbe prefissarsi nel proprio cammino di vita, far arrivare il proprio pensiero, le proprie parole, il proprio animo, a colui che in quel momento ti/ci sta ascoltando o guardando.

Sapete, la vita di oggi non è semplice, per niente. Viviamo in un epoca difficile per il nostro paese e le difficoltà – Perdonate il gioco di parole – non vengono mai meno. Studi tanto per crearti un posto di lavoro che magari rispecchi la tua passione, lavori per poter portare avanti la tua vita e renderla migliore come vorrebbe la tua famiglia che ti ha cresciuto con educazione e amore, vorresti raggiungere ogni tuo obiettivo, ma li davanti a te c'è sempre un muro, un dannato muro che ti si pone davanti e ti fa sbattere prepotentemente il muso per ricordarti che non stai sognando e che devi rimboccarti le maniche per affrontare la realtà. Che poi quel “Rimboccarsi le maniche” non vuol dire per forza farcela, perché il mondo sa essere cattivo come pochi, ma indica una volontà propria, una forza capace di far scalare le montagne e di cui dobbiamo nutrirci. Quello che davvero serve è avere questa forza, la forza di andare avanti, la forza di costruirci un percorso fatto di volontà, quella che ci serve per affrontare la vita anche dinanzi le avversità e, frega poco se oggi non hai il lavoro dei tuoi sogni, cerca di portare il pane a casa in modo onesto e quel sogno prova a costruirtelo in un modo alternativo. C'è sempre un alternativa e devi lottare per questa perché, come ha detto Daniel: “Se lotti per i tuoi sogni, i tuoi sogni lotteranno per te!”
Aiutatevi e circondatevi di gente capace di amare, di persone che sappiano supportarvi e non sopportarvi. Guardate ancora una volta l'opener di SmackDown Live, cento, anche mille volte, memorizzate le parole di Daniel Bryan, e fatene un arma capace di darvi la forza di cui vi ho parlato.
Daniel Bryan, un atleta straordinario che ancora una volta ha colpito il mio cuore e la mia anima.
WE ARE ALL GRATEFUL. THANK YOU DANIEL AND WELCOME BACK!

Have A Nice Day 🙂

Aldo Fiadone
Newser ed editorialista per Tuttowrestling.com dal 2015; Founder e conduttore del podcast Pro Wrestling Culture; Dal 1999 amante di Sting e le sue gesta.
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