WWE Planet #725

Ogni due settimane siamo qui a scrivere qualcosa a proposito di un pay-per-view WWE e la federazione dovrebbe farsi due domande se ogni volta sono più le lamentele rispetto ai complimenti. L'aver istituito due eventi al mese, uno per roster, è stato, è e sarà ancora un'arma a doppio taglio: guadagni, certo, ma il rischio di fallire nelle costruzioni delle storyline è alto e quello della non buona riuscita del ppv ancor di più. E per Extreme Rules c'è da fare un discorso preciso, che andremo ora a fare. Analizziamo dunque l'ultimo evento in pay-per-view targato WWE nel nostro WWE Planet. Drink it in maaaaaan!

EXTREME? Non sono mai stato un fan dei pay-per-view a tema, ma almeno una cosa mi aspetto da un evento: se questo si chiama “Extreme Rules”, gli incontri dovranno avere una componente estrema non indifferente, altrimenti lo si potrebbe chiamare “Different stipulations”. Perché mettere uno Steel Cage, un Kendo Stick (bookato assurdamente tra l'altro), non significa rendere un evento estremo, ma piazzare stipulazioni diverse, le prime che vengono in mente. E il problema dell'evento non è stato tanto il lottato, buono per diversi tratti, ma il booking: per alcuni incontri è stato aberrante, per non dire assurdo. Che mi significa un incontro per il titolo femminile di cinque minuti? Uno squash (perché non è un match) da parte di Alexa Bliss, in cui Bayley esce danneggiata in maniera assoluta, continuando un booking dell'ex campionessa davvero scandaloso. Spero poi di non aver capito male io, ma mi è parso di capire che la faida prevedesse che solo chi fosse riuscita a prendere il Kendo Stick avrebbe potuto usarlo: invece no, l'hanno utilizzato entrambe, anzi, per più tempo Alexa Bliss, nonostante Bayley l'avesse preso per prima. Con questo booking Bayley spero non venga più proposta nel giro titolato, considerando l'affossamento che hanno inscenato e osservando l'andamento della divisione nell'ultima puntata di Raw. E' chiaro che la federazione sia parecchio confusa sul da farsi per quanto riguarda la divisione femminile di Raw: Sasha Banks è in pianta stabile nella faida dei cruiser e a 205 Live, Bayley è ormai fuori dai giochi. Restano Alexa Bliss, Nia Jax, Mickie James e Dana Brooke, le quali verranno prese e gettate in un probabile quanto orrendo incontro a quattro, paragonabile ad uno dei più normali vicoli ciechi: Alexa Bliss, uscendo campionessa da un Fatal 4-Way del genere, affosserebbe tutta la divisione femminile e non avrebbe più alcun'avversaria che la possa impensierire. D'altra parte, il solo pensiero di consegnare il titolo femminile a Dana Brooke fa sbattere la testa contro il muro: Nia Jax e Mickie James sarebbero da valutare, ma al momento, secondo il mio modesto parere, nessuna delle due è materiale per il titolo, ma potrei benissimo sbagliarmi. Ciò non toglie il momentaccio della categoria femminile di Raw, la quale, se paragonata a quella di SmackDown, risulta completamente allo sbando. E molta confusione è stata adottata per gli incontri valevoli per i titoli di coppia e il titolo intercontinentale: per il primo non ho capito appieno il fatto per il quale Jeff Hardy, dopo essere rientrato nel ring, avrebbe annullato la propria uscita. In teoria lui il terreno l'ha toccato, dunque risulta uscito: se poi vuole rientrare penso debba essere solo affare suo. Per il secondo incontro, invece, è regnato il caos semplicemente dovuto alla stipulazione, che ho trovato parecchio stupida: e infatti il finale è stato confusionario, proprio per quel vincolo di squalifica per Ambrose. Ma, a parte questo, i cambi di titoli sembravano inevitabili, proprio perché il regno di Ambrose non stava più dando gli effetti sperati, mentre quello degli Hardys è parso più un momentum, identificabile con il pop ricevuto a WrestleMania e la vittoria del Ladder Match nella stessa sera. L'augurio è, che ora, Raw, con questa rivoluzione, cambi decisamente registro: per dare una svolta al 2017 e anche perché Summerslam non è poi così lontano.

BEST OR WORST SCENARIO? Parlando invece di risultati abbastanza inaspettati, non possiamo non focalizzarci sulla questione legata a Samoa Joe: l'ex campione NXT è infatti il nuovo primo sfidante di Brock Lesnar per il titolo universale. Dalle ultime notizie, però, che trapelano, in pratica The Beast girerà come sfidanti praticamente tutti gli altri atleti che hanno preso parte al 5-Way di Extreme Rules, per poi arrivare a questo agognato scontro con Roman Reigns. Ciò significa che, ma non che ne fossimo totalmente all'oscuro, Samoa Joe rappresenterà un vero e proprio sfidante di transizione per Lesnar. L'unica cosa da capire a fondo è il come verrà impostato il lavoro tra i due. Il segmento fatto a Raw con Paul Heyman è stato ottimo: ma non tanto per la recitazione, quanto per la realtà che ha trasudato: perché Samoa Joe è questo, un heel che non guarda in faccia a nessuno, una macchina distruttrice che mette sotto tutti, da atleti, a manager, passando per gli avvocati. Avesse risparmiato Heyman invece, avrebbe soltanto fatto trasparire paura della possibile reazione di Brock Lesnar e non quest'apparente sicurezza che la Submission Machine ha in questo momento. Nonostante questo, però, ho dei seri dubbi sulla buona riuscita di questo incontro: niente e nessuno spingerà la WWE lontano dalla voglia di mettere in scena l'ennesimo squash di Brock Lesnar, ma, pensandoci, non che ci siano soluzioni differenti: per far sì che sia giustificata la sua perenne assenza, bisogna continuare a farlo dominare, così da poter dire “Avete visto? Lesnar ogniqualvolta affronta qualcuno lo distrugge, quindi può anche permettersi di fare ciò che vuole”. Un ridimensionamento, invece, indurrebbe a pensare che egli debba essere presente ogni settimana, proprio perché allo stesso livello delle altre superstar. Ma tutto ciò è frutto della gestione degli scorsi anni, che ha portato inevitabilmente ad una situazione dalla quale è difficile tornare indietro. Per quanto Samoa Joe possa essere cazzuto, non si andrà probabilmente oltre i soliti 8-10 minuti di mazzate e suplex, proprio perché il personaggio di Brock Lesnar lo impone. E' difficile dunque dire se Joe possa essere, citando Paul Heyman, il miglior o il peggior scenario: rappresenta un qualcosa di nuovo sicuramente, visto che Rollins vs Lesnar l'abbiamo già visto, Reigns pure, mentre Wyatt e Bàlor non sembrano in questo momento in grado di poter mettere i bastoni fra le ruote al campione universale. Ecco che Joe può essere dunque la soluzione di transizione, perché questa è, inutile girarci intorno, più giusta, considerando che un suo eventuale ridimensionamento non farebbe scontenta la gente, come sarebbe successo nel caso di Finn Bàlor, e passerebbe magari più inosservato rispetto ad altri casi. E poi diciamocelo, uno scontro tra omoni che se le danno di santa ragione è sempre interessante da vedere, soprattutto per come potrà essere messo in piedi. Ecco perché a Great Balls of Fire – mamma mia che nome orrendo – ne potremo vedere delle belle.

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