WWE Planet #607

Benvenuti amiche ed amici di TuttoWrestling.com ad una nuova edizione del WWE Planet!!! Questo è l'ultimo numero del 2014 dell'editoriale domenicale di questo sito e, come l'anno scorso, ho voluto riunire alcuni miei colleghi per analizzare gli eventi accorsi in questi dodici mesi. La WWE ci ha regalato momenti da ricordare sia in senso positivo che in quello negativo, ci ha fatto venire i brividi e la pelle d'oca, ma anche il senso di vomito per alcune scelte di booking insensate; non bisogna dimenticare l'esplosione definitiva di NXT, il progetto targato Triple H che ha ingranato la quinta. Un anno in cui, nonostante tutto, la Federazioni di Stamford ci ha fatto emozionare e ci ha intrattenuto facendoci vedere ore di wrestling live e portando nel nostro Paese per ben due volte il tour. Prima di cominciare voglio ringraziare per aver collaborato con me alla stesura del Planet i miei colleghi Lorenzo Pierleoni, Marco Pastore, Dario Rondanini e Lino Basso. LET'S GO!!!

LORENZO PIERLEONI: Il 2014 è stato decisamente un anno strano. Un anno qualitativamente molto deficitario, dove persino i PPV sono stati spesso mediocri o comunque mai molto al di sopra della sufficienza. Ho trovato veramente pessima la gestione dei talenti e delle storyline, basti pensare alle tante occasioni sprecate: il regno di Daniel Bryan come WWE World Heavyweight Champion, arrivato in ritardo di sei mesi e che comunque non gli ha concesso di consacrarsi al meglio a causa dell'infortunio; lo split dello Shield che poteva essere gestito decisamente meglio nonostante ci abbia regalato due performer straordinari dal talento cristallino nell'uppercarding; la gestione allucinante di Cesaro, che a quest'ora potrebbe essere tranquillamente un uppercarder e invece latita nel nulla da ormai mesi; lo spreco immane che è stato l'affidare la fine della Streak di Undertaker a uno come Brock Lesnar, che non ne aveva alcun bisogno; l'ulteriore spreco che è stato il regno di quest'ultimo, che dal suo ritorno nel post-Wrestlemania 28 è riuscito nell'incredibile impresa di non mandare over NESSUNO. È la causa di una gestione frenetica, dove si naviga a vista ogni settimana fino a due minuti prima (o anche nel corso) dello show, dove niente viene stabilito prima ma ogni decisione viene presa all'ultimo, spesso sbagliando. Nonostante questo, lì dove la carenza di storyline e di gestione è lampante, altrettanto lampante è stata l'esplosione di alcuni dei talenti di casa WWE, che hanno approfittato di questo periodo di confusione totale dal punto di vista creativo per emergere e farsi notare. Personalmente mi sono trovato in difficoltà nell'eleggere il mio Wrestler of the Year nei TW Awards quest'anno, poiché nessuno ha dominato la scena ininterrottamente tanto da risaltare come mattatore assoluto (a meno che non vi piacciano i campioni a domicilio. A me no, non piacciono proprio). Daniel Bryan, Dolph Ziggler, Dean Ambrose, Seth Rollins… sono molti quelli che potrebbero ambire a tale titolo. Questo è indicativo del livello incredibile del roster attuale, cosa che rende ancora più grave il fatto che la WWE non sappia gestirlo. Ma la cosa più assurda è pensare che questi problemi a NXT, che è il settore di sviluppo della compagnia, non ci sono. Lì la scrittura è coerente, i wrestler sono messi in risalto per quello che sono in grado di fare, vengono costruiti davvero. Basta vedere non solo come siano riusciti a rilanciare Tyson Kidd con una storyline stupidissima, ma ottimamente costruita, ma anche come questa storyline abbia poi compreso Adrian Neville, Tyler Breeze, Sami Zayn, Titus O'Neil… Kevin Owens. È una storyline che dal punto di vista narrativo non si ferma mai da mesi, rimanendo sempre coerente. E restituendo al roster di NXT dei wrestler e dei feud fantastici: chiunque abbia visto Takeover: [R]Evolution può testimoniarlo. È dunque la gestione il vero problema del main roster, una gestione che io mi auguro che il 2015 sia in grado di risolvere. E all'anno nuovo io chiedo una cosa sola: che non sia sprecata anche quell'ultima possibilità che rappresenta il battere Brock Lesnar per il WWE World Heavyweight Title e consacrarsi come main eventer. La WWE pare voler puntare testarda su Roman Reigns per farlo, ma sta già cominciando ad avere dubbi. È, deve essere, il momento di Dolph Ziggler, mai pronto come in questo momento a diventare un main eventer. Ha tutte le capacità per arrivarci: sta alla WWE trovare il coraggio necessario per lanciarlo. #ZigglerForMania

LINO BASSO: Ritengo che il 2014 sia stato un anno tutto sommato positivo per la WWE: abbiamo avuto una edizione di Wrestlemania del quale si parlerà ancora per un bel pezzo, dei colpi di scena quasi inaspettati (se a Survivor Series si era vociferato non poco del debutto di Sting, la vittoria di Brock Lesnar ai danni di The Undertaker a Wrestlemania è stato un vero e proprio shock), l'ascesa dei vari Dean Ambrose, Seth Rollins e anche Dolph Ziggler, ma soprattutto la consacrazione oserei dire definitiva di NXT. Se già nel 2013 lo show delle superstars del futuro era stata una delle più piacevoli note positive, anche nel 2014 NXT si è rivelato davvero piacevole e interessante da seguire, al punto che a mio avviso è di gran lunga lo show più divertente della settimana, non solo per quel che riguarda la WWE: NXT Arrival, NXT Takeover, NXT Takeover: Fatal 4-Way si sono rivelati degli speciali davvero superiori in tutto e per tutto a tante edizioni settimanali di Raw e Smackdown, specialmente NXT Takeover R Evolution, uno show davvero incredibile quanto spettacolare, al punto che sembrava uno show delle indy made in WWE. Le note negative però non sono comunque mancate: pay per view qualitativamente altalenanti (se Wrestlemania, Summerslam, Elimination Chamber e Payback si sono fatti guardare ben volentieri ci sono stati eventi come TLC e Battleground, e volendo anche Money In The Bank, che hanno lasciato l'amaro in bocca), show settimanali non proprio eccelsi fatta qualche sporadica eccezione, dove a mio avviso si vede la notevole differenza tra Triple H e Vince McMahon dal punto di vista creativo, e la gestione discutibile di alcuni lottatori (se personalmente non sono mai stato entusiasta di vedere in faida due lottatori che per me hanno bisogno di vittorie convincenti come Dean Ambrose e Bray Wyatt, la parabola discendente di Cesaro. E' un qualcosa che mi lascia ancora molto perplesso).

MARCO PASTORE: Il 2014 della WWE è stato un anno ricco di avvenimenti che ricorderemo a lungo. Dato il clima festivo ho deciso di lasciare da parte gli aspetti negativi e di concentrarmi solo sui ricordi positivi di questo anno uno della WWE Network Era.
Non parlerò quindi del caso CM Punk, nè del campione del mondo dei pesi massimi WWE sparito per tre mesi con la cintura per andare chissà dove a caccia di cervi (presumibilmente a mani nude).  E non mi dilungherò sul perchè Nikki Bella e Brie Bella meritano il premio di peggior feud dell'anno. Non parlerò nemmeno delle interviste di Roman Reigns e del vomito di Stephanie McMahon (No, le due cose non sono collegate). E non analizzerò i motivi per cui Cesaro non può avere successo, del resto se non sa spiegarli Vince McMahon come potrei io? (forse perchè è svizzero?)
No, voglio parlare di quelli che per me sono stati gli eventi positivi del 2014. Prima di tutto lo Yes Movement, perchè questa storyline ha dimostrato che i fans possono avere un peso e dire la loro sulle scelte della compagnia. Certo c'è stato bisogno di una protesta al limite del clamoroso durante la Royal Rumble (vittima incolpevole Batista, fuori ruolo come eroe anti Authority), ma il pubblico ha fatto cambiare i piani alla WWE . A  Wrestlemania 30 hanno dovuto raccontare la storia che tutti volevano, Daniel Bryan solo contro tutti, ma col sostegno dei fans, batte in modo netto e pulito prima Triple H e poi Orton e Batista in uno dei migliori finali della storia di Wrestlemania. Nello stesso show abbiamo assistito alla sorpresa più scioccante della storia della WWE: la fine della streak di Undertaker. Una scelta che ha diviso ma per me è stata giusta. La striscia doveva essere interrotta e Brock era l'avversario giusto al momento giusto. Sempre Lesnar è stato protagonista a Summerslam di un main event memorabile e unico nel suo svolgimento. Si può discutere su quello che è successo nelle settimane successive, ma quel match titolato a senso unico e quelle 16 german suplex (da sempre una delle mie mosse preferite) inflitte a Super Cena sono state una scelta coraggiosa, originale e imprevedibile. 
A proposito di fatti che hanno diviso, quest'anno c'è stata anche la rottura dello Shield. Per me il timing è stato perfetto. Erano all'apice, avevano appena battuto due volte e nettamente l'Evolution, cioè tre dei più importanti campioni degli ultimi 15 anni in WWE. Da lì come gruppo potevano solo calare. Invece si sono sciolti quando erano super popolari e nessuno se l'aspettava. In più in un momento di difficoltà tra adii ed infortuni la WWE si è ritrovata tre volti nuovi da lanciare nel main event. Seth Rollins sull'onda del tradimento è diventato il cattivo principale della compagnia (altra nota positiva del 2014 il ritorno sul ring al suo fianco di Noble e Mercury, a.k.a. Shield 2.0). Mentre Ambrose col personaggio dell'unstable è stato la cosa migliore di molti episodi di Raw.
Non dimentichiamo poi che questo è stato l'anno dell'attesissimo esordio in WWE di Sting. Per ora una sola apparizione a Survivor Series, ma subito decisiva in ottica di storyline, durante quella che è stata la grande e meritatissima serata di Dolph Ziggler. Speriamo che questo bel finale di annata sia solo l'inizio di una storia importante che porti Dolph ad essere tra i protagonisti del prossimo anno.
Citazione doverosa per Miz e Mizdow, raro esempio di comedy wrestling fatto bene, le migliori risate dell'anno in WWE.
Ma la notizia migliore del 2014 è stato il salto di qualità di NXT. Il progetto di Triple H, con il passaggio sul WWE Network e l'esordio degli show live, è diventato lo show settimanale più piacevole da seguire. Tutti e quattro gli eventi speciali sono andati oltre ogni più rosea aspettativa per la qualità delle storie raccontate e dei match lottati. Sami Zayn, oltre che un grande wrestler, è il personaggio più amabile della WWE, impossibile non fare il tifo per lui. Paige, Emma, Charlotte, Bailey, una rigenerata Natalya e la mia favorita Sasha Banks, hanno dimostrato che se hanno tempo e vengono trattate seriamente le donne in WWE possono essere più che semplici eye candy, e hanno disputato alcuni dei migliori match dell'anno. Tyson Kidd ha dimostrato di essere bravo anche al microfono ed è diventato il cattivo più divertente della compagnia. FACT. Come se non bastasse la scorsa estate sono arrivati tre wrestler straordinari che mai avrei pensato di vedere a Stamford: Owens, Itami e Balor. Li chiamo con i loro nuovi nomi “da schiavi” perchè per quante cose importanti abbiano fatto in passato sono sicuro che sarà per quello che faranno in futuro in WWE che lasceranno il loro segno nel mondo del wrestling. 
Non ci resta che metterci comodi e vedere come continuerà nel 2015 la corsa per ottenere il “brass ring”: chi sarà l'erede di Cena?
Capitolo licenziamenti: mi è molto dispiaciuto l'addio di Drew McIntyre con il conseguente scioglimento forzato della 3MB (adesso so cosa provarono i fans dei Beatles nel 1970) ma voglio chiudere questa review del 2014 con una nota positiva: hanno finalmente licenziato JTG! Yo!

DARIO RONDANINI: L'anno che sta per chiudersi in WWE è il più concreto esempio di regressione degli ultimi tempi. Un anno cominciato nel migliore dei modi, con la vittoria di Daniel Bryan a WrestleMania in un match dal sapore di “People Power” complice anche l'abbandono di CM Punk che ha spinto il WWE Universe a lamentarsi abbastanza da ottenere ciò che voleva. Un Batista il cui ritorno è passato quasi completamente inosservato, e la cui vittoria della Royal Rumble non ha aiutato, anzi. Dopo la “Cinderella Story” di Bryan, terminata anzitempo causa infortunio al collo, abbiamo assistito ad un'agguerrita lotta tra lo Shield, fazione dominatrice della scena tag team negli scorsi 12 mesi, ed Evolution, con un HHH sempre sugli scudi, con Batista (o Bluetista, in quel caso) ed Orton a fare da solidi comprimari. Proprio questa lotta ha poi portato all'ascesa di un certo Seth Rollins, che ha saputo poi ritagliarsi uno spazio di primo piano all'interno della compagnia, ottenendo vittorie prestigiose e facendo grandi miglioramenti nell'extra ring, nel quale era piuttosto carente. Il booking riservato all'ex ROH non è sempre stato rose e fiori, comunque, come testimonia il finale del Tables Match di TLC contro John Cena, ma la WWE in quest'ultimo anno ci ha abituati a scelte ben peggiori. (per info, chiedere a Roman Reigns, che si ritrova a dover portare sulle spalle un fardello che è palesemente incapace di reggere, al momento.) E qui mi allaccio al discorso NXT/main roster. Non riesco a spiegarmi il motivo per cui alterare in maniera così drastica un personaggio ben collaudato e funzionante nel settore di sviluppo. Ogni riferimento a Paige NON è puramente casuale. Una ragazza che sarebbe destinata a calcare i migliori palcoscenici della WWE, confinata al ruolo di comprimaria o peggio, di comparsa, in una Divas Division che ha bisogno di lei come il pane. Il feud con AJ è indubbiamente la cosa più interessante che la divisione femminile WWE ci abbia proposto quest'anno. Quindi, dopo la favola di Bryan, l'ascesa di Seth Rollins e l'esplosione (ahinoi) di Roman Reigns, ci si ritrova a commentare questo anno “made in Stamford” con una percentuale di soddisfazione leggermente al di sotto del 50%. A questo punto, lasciatemelo dire: menomale che c'è NXT! Lo show di sviluppo in questo 2014 ha regalato dei momenti da applausi a scena aperta. Ha regalato sorprese sia tra i wrestler (Enzo Amore & Colin Cassidy su tutti) che tra le Divas (qualcuno ha detto Charlotte?). Momenti di wrestling a cinque stelle (soprattutto grazie agli splendidi Adrian Neville e Sami Zayn), e debutti impressionanti (Kevin Owens e Finn Bàlor in particolare.) In conclusione, se NXT fosse lo show di una compagnia concorrente, la WWE avrebbe fatto benissimo a preoccuparsi. Nel main roster c'è chi invoca a gran voce HHH per il 2015, ma almeno per ora, Vinnie Mac non sembra intenzionato a cedere il posto. Nella speranza di un 2015 migliore, riservo tanti cari auguri a tutti gli amici e le amiche di Tuttowrestling.com.

GIUSEPPE CUOZZO: Il 2014 è stato un anno dalle due facce per la WWE. L'inizio con l'ormai consueta “Road to Wrestlemania” e il push di Daniel Bryan verso il main event del PPV più importante dell'anno. I primi tre mesi della Federazione di Stamford sono stati caratterizzati da tre momenti fondamentali: il ritorno flop di Batista e la sua vittoria nella Rumble, l'abbandono di CM Punk e il conseguente volo di Daniel Bryan verso la conquista del WWE World Heavyweight Championship. Giustamente, come hanno anche detto i miei colleghi, l'American Dragon ha usufruito della dipartita di Punk dalla WWE per poter ambire a ben altri palcoscenici, infatti non ci dobbiamo dimenticare che l'avversario designato per Bryan era Sheamus. La storyline di Bryan è stata la dimostrazione che qualche volta la WWE ascolta veramente il suo pubblico e trasforma quella forza positiva in match e in feud. L'edizione numero trenta dello Showcase of the Immortals sarà sicuramente ricordata negli annali per molti eventi del weekend. Naturalmente la storia umana di Ultimate Warrior ha emozionato tutto il mondo del wrestling, un uomo che fa pace definitivamente con Vince McMahon, ritrova la serenità e il giorno dopo il destino lo chiama a sé. L'evento storico è sicuramente la fine della Streak di Undertaker grazie a Brock Lesnar, in quei secondi dopo il conto di tre da parte dell'arbitro mi sono alzato dal letto e sono rimasto a bocca aperta per almeno due minuti: il momento più scioccante a cui ho assisitito in diretta. Il post Wrestlemania è una discesa verticale inevitabile, illuminata solamente dalle sfide tra lo Shield e l'Evolution e dalla scissione dei primi. Il lancio nelle carriere da singolo di Seth Rollins, Dean Ambrose e Roman Reigns è il simbolo della decisione da parte della Dirigenza: questi tre saranno i pilastri del nostro futuro. I mesi susseguenti sono stati caratterizzati da molti alti e bassi, momenti salienti sono sicuramente il debutto su un ring WWE di Sting, la vittoria del Titolo da parte di Lesnar con conseguente gestione molto discutibile di esso ed il tramonto dell'Authority. Tutto ciò è stato fortemente influenzato dalla nascita del WWE Network, vero e proprio strumento su cui la Federazione ha puntato per il futuro ed in cui ha investito e sinora non guadagnato molto. Il futuro ora sembra abbastanza segnato per la prossima Wrestlemania, ma il futuro è anche NXT. Il settore di sviluppo pullula di giovani virgulti, di giovani ed affamate Superstars; quindi personalmente ho molta fiducia nel 2015. Io speriamo che me la cavo.

Voglio ringraziare ancora i colleghi che hanno collaborato con me alla stesura di questo articolo, ringrazio voi lettori di TuttoWrestling.com per l'anno passato insieme tra alti e bassi ed infine ringrazio la Dirigenza del sito per avermi accordato anche in questi 12 mesi la fiducia nel poter scrivere sul sito numero uno in Italia. Nel chiudere auguro a tutti voi un buon anno pieno di wrestling e soddisfazioni personali.

#DealWithIt
#RealRealReal
#KillOwensKill
#HappyNewFear

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