WWE Planet #529

Un saluto a tutte le amiche e gli amici di Tuttowrestling.com e benvenuti ad un nuovo appuntamento con il WWE Planet. Un nuovo numero di avvicinamento verso quello che è il prossimo ppv della federazione di Stamford, l'inedito WWE Payback. La card non è ancora ben definita con soli tre match annunciati a poco più di una settimana dall'avvento dello show che avrà luogo in quel di Chicago. Tre match, per carità, anche piuttosto interessanti visto che sono stati aggiunti ufficialmente alla card il match tra Chris Jericho e CM Punk e quello valido per il titolo Intercontinentale dove Wade Barrett difenderà la cintura dall'assalto di The Miz e Fandango, alla prima title shot importante della sua carriera. Sicuramente nella prossima puntata avremo l'ufficializzazione di altri match che renderanno la card di Payback il più interessante possibile per evitare il rischio di un buyrate disastroso. Ne parleremo la prossima settimana con i classici pronostici pre-ppv. Nel frattempo dedichiamo questo numero ad analizzare quanto di più interessante è successo in questa settimana di show.

No-DQ! Inizio a parlare di uno degli argomenti che maggiori discussioni ha creato nell'ultima settimana tra noi fan di wrestling. Ovvero il finale del match dell'ultima puntata di Raw con protagonisti John Cena ed il nuovo pupillo di Paul Heyman, Curtis Axel. Il match era senza squalifiche e si è concluso, in maniera piuttosto sorprendente con un count-out. Sorprendente perché francamente nessuno si aspettava un risultato di questo tipo (per altro passato quasi indisturbato rispetto a quanto poi successo, con l'attacco di Ryback ai danni del WWE Champion). È stata sicuramente una stranezza in teoria ma nella pratica non c'è niente di particolare in questa situazione. Come molti hanno segnalato, la stipulazione No-DQ non comporta automaticamente quella No-Count Out. Infatti molto spesso, negli ultimi tempi, queste due stipulazioni venivano pronunciate insieme, abbiamo avuto molti esempi in questo senso. Non c'è da sorprendersi dunque di questa situazione, per altro verificatasi anche in un passato più o meno recente. Certo, come sempre la WWE gestisce le regole un po' a seconda di come le pare e piace però, di fatto, non c'è nessuna discussione perché, a conti fatti, i regolamenti e le definizioni stesse parlano chiaro. Come sempre, però, il problema è più logico che pratico. Logico sia a livello di storyline che più in generale. A livello di storyline perché non ha avuto nessun senso mettere questa stipulazione “per evitare che succedesse quanto successo la scorsa settimana”, per poi far concludere il match esattamente allo stesso modo. Più in generale trovo molto strano separare i due concetti perché, questa ovviamente è una mia opinione, lo stesso concetto di No-Count Out è una limitazione al concetto di No-DQ e non a caso queste due stipulazioni vanno, nel 99% dei casi, a braccetto. È un po' come alcune leggi (italiane e non): sono stupide logicamente ma siccome sono leggi (in questo caso regolamenti) vanno rispettate e l'ignoranza non è una giustificazione per infrangerle o contestarle. Insomma, alla fine dei conti non c'è nulla di stano in quel che si è visto a Raw. La vera domanda è: non c'era davvero altro modo per mantenere “l'imbattibilità” di Curtis Axel?

Yes! Yes! Yes! Finalmente sembra arrivato il momento del rilancio di Daniel Bryan. Le avvisaglie per un addio di The American Dragon al Team Hell No ci sono state nelle ultime settimane. Una buonissima notizia sia per lui che per noi. L'ex World Heavyweight Champion sta per chiudere una parentesi tutto sommato positiva. L'esperienza con Kane è stata molto importante, soprattutto per recuperare il terreno perso dopo il periodo post-titolo mondiale nel quale questo grande atleta ha faticato per imporsi e trovare uno spazio importante negli show della federazione. Il personaggio un po' pazzo interpretato in questo periodo ha avuto i suoi frutti e soprattutto ha messo in luce il grande talento di questo wrestler non solo per quel che riguarda le abilità sul quadrato (che non sono state mai messe in discussione) ma anche come abilità al microfono. Non abbiamo rivisto il Bryan Danielson che incantava sui ring della ROH e delle varie indies, ma sicuramente abbiamo trovato un atleta capace di attirare su di sé l'attenzione e guadagnarsi un posto tra i grandi della federazione di Stamford. La WWE fa bene a ri-puntare su di lui, anche se stavolta dovrà farlo seriamente perché Bryan ha tutte le qualità per ripercorrere le orme di CM Punk, un altro che ha intrapreso un percorso simile a quello del suddetto. Daniel, d'altronde, ha sempre avuto tutte le qualità per presenziare stabilmente nel main event della WWE. Se solo potesse esprimersi sul quadrato almeno al 70% rispetto a quanto faceva nelle indies, staremmo parlando di una Superstar di prima grandezza che niente avrebbe da invidiare rispetto ai grandi attualmente in circolazione e non solo. Il problema, un po' come gli inizi di CM Punk, è quello di fare esprimere Bryan in tutto il suo enorme talento. Quando e se questo succederà allora potremmo guardare a lui come uno dei pilastri della federazione. Un recupero importante quello di Daniel Bryan così quanto quello di Randy Orton che, proprio contro di lui, ha gettato le basi per un probabile ed auspicabile turn heel. Anche l'ex Legend Killer, seppur con meno talento rispetto all'ex WWE Tag Team Champion, è una risorsa fondamentale della WWE e quest'ultima fa bene a volerlo recuperare e portare al più presto in zona main event ed ormai si è capito che The Viper dà il meglio di sé quando agisce tra gli heel.

McMahon's back!
La maggior parte di noi, francamente, non ne sentiva la mancanza però questa settimana c'è stato il ritorno di una parte della famiglia McMahon. Nello specifico di Stephanie e Vince McMahon. Il tutto all'interno della storyline che riguarda Triple H ed il malore che lo ha colpito più di due settimane fa. A quanto pare, ai piani alti, ritengono che l'unico modo per far rialzare i ratings in questo periodo di crisi sia quello di far apparire il WWE Chairman e famiglia. Ovviamente sappiamo bene che non è questa la soluzione. In primo luogo perché la gente è ormai satura delle storyline che vedono coinvolta la famiglia a capo della federazione. In secondo luogo perché molto spesso McMahon corrisponde a “qualità approssimativa”. Il che ci porta alla terza ragione: l'unico modo per rimediare ai ratings bassi è offrire alla gente un prodotto di qualità. Qualità nelle storyline e qualità anche nell'azione sul ring. È chiaro che se alla gente proponi storie come l'ammiratore segreto di Kaitlyn oppure Ryback nel main event contro John Cena c'è qualcosa che non quadra con gli ascolti. La WWE, insomma, dovrebbe pensare ad altro e sforzarsi di utilizzare al meglio le potenzialità delle sue Superstar. Onestamente, anche per quel che si è visto questa settimana, della famiglia McMahon si può fare benissimo a meno.

Il sottoscritto vi saluto e vi auguro buon week-end. L'appuntamento con il WWE Planet è per la prossima settimana per il pronostici a WWE Payback.

Adriano Paduano
Appassionato di wrestling dagli inizi del 2000, negli ultimi anni ho vissuto a Londra dove ho coltivato la passione per il wrestling indipendente e la scena UK. Collaboro con Tuttowrestling da oltre dieci anni dove ho ricoperto il ruolo di Raw Reporter (occasionalmente anche ppv), redattore del WWE Planet ed attualmente scrivo il bi-settimanale Bet On Him con qualche comparsata nei vari podcast del sito.
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