WWE Planet #506

A dispetto dei Maya e della crisi, anche su questo 2012 stanno scorrendo i titoli di coda. L'anno che sta per finire è stato in generale molto difficile soprattutto per noi italiani, alle prese con i tanti problemi che attanagliano il nostro paese e dal quale pian piano si cerca di risalire. Non è però questo il luogo in cui analizzare questi problemi. Qui, per fortuna, si parla solo di wrestling e di quella che è una passione di tutti noi, nulla di più e nulla di meno. Ancor più nello specifico in questa rubrica si parla solo di WWE e, come ad ogni fine anno, è giusto tracciare un bilancio di ciò che abbiamo visto e delle cose più importanti accadute nel nostro business preferito. Che anno è stato questo 2012 per la WWE? Un anno in chiaroscuro oserei dire. Abbiamo visto molte cose belle e vissuto molti momenti esaltanti. Di contro abbiamo anche assistito a match e storyline rivedibili, personaggi del quale avremmo fatto volentieri a meno. Un po' quello che succede ogni anno, mi direte giustamente. Insomma non è stato un anno memorabile ma non è nemmeno da buttare. Gli ultimi due anni si sono equivalsi credo tra ritorni eccellenti ed alcuni ppv molto convincenti. Forse l'anno scorso ha avuto quel qualcosa in più con tutta la vicenda CM Punk e lo splendido Money In The Bank. Che cosa abbiamo visto di buono in questo 2012? Proviamo a prendere il meglio di quest'anno.

Il 2012 è stato l'anno di CM Punk e del suo regno di oltre un anno da WWE Champion. Un traguardo straordinario, impensabile solo qualche anno fa. D'altronde stiamo parlando di un wrestler che non è un prodotto “made in WWE” ma di un atleta che ha fatto anni ed anni di gavetta tra indies e federazioni minori. Però quando c'è la classe, il talento e la qualità in ciò che si fa non si può che premiare questi valori. CM Punk si è legittimato come top star della federazione e del business e questo è un bene soprattutto in virtù della moria di atleti di valore che c'è in questo particolare momento storico in quel di Stamford. Il WWE Champion è ormai campione WWE da oltre 400 giorni. Un record per un personaggio che nel corso dell'anno ha saputo reinventarsi e che ha sempre cercato di mantenere alta la considerazione nei suoi confronti anche quando la federazione lo ha messo in secondo piano favorendo (giustamente o meno a seconda dei punti di vista), questa o quell'altra storyline. Punk ha iniziato da face idolatrato ad heel con il sorprendente attacco a The Rock al termine della puntata numero 1000 di Raw (altro evento da ricordare di quest'anno). C'è stata poi la questione del rispetto, i match contro John Cena e Ryback e l'affiancamento di Paul Heyman, un'altra grande notizia di questo 2012, e che ha reso il suo personaggio, se possibile, ancor più accattivante. Insomma il 2012 è stato l'anno della definitiva consacrazione dello Straight Edge (già iniziata con i fatti pre-Money In Bank 2011) che ora non è più un upcarder buono da inserire nelle storyline che contano all'occorrenza, ma una colonna portante della federazione dal quale non si può prescindere sia nel 2013 che negli anni a venire.

Il 2012 è stato anche l'anno di AJ Lee. Se solo un anno fa avessimo detto questa affermazione si sarebbero sollevate grasse risate. Invece questa ragazza è stata una delle grandi sorprese di quest'annata WWE. L'ex NXT è stata in grado di attirare l'attenzione interpretando alla grande il personaggio un po' pazzo nato dall'abbandono di Daniel Bryan in seguito alla sconfitta lampo di quest'ultimo a Wrestlemania. AJ ha dimostrato delle doti interpretative straordinarie che hanno portato ben presto la WWE a coinvolgerla anche nelle storyline più importanti. Daniel Bryan, CM Punk, Kane, John Cena ed adesso Dolph Ziggler sono stati ruotati al fianco della ragazza e sempre con eccellenti risultati. Certo qualche volta il suo personaggio è diventato ripetitivo ma proprio quando si rischiava di oltrepassare i limiti della sopportazione, c'è stato il cambio di uomo o un'evoluzione del personaggio AJ. Addirittura c'è stata la parentesi della ragazza come GM di Raw. Una parentesi non proprio convincente ma che fa capire fino a che punto questa signorina del New Jersey è riuscita ad imporsi all'attenzione di tutti. La cosa bizzarra è che ad imporsi come Diva dell'anno sia una ragazza che non è certo la più bella o sexy del roster. Un'ulteriore dimostrazione che il talento e la dedizione per questa disciplina pagano sempre. Anche il 2013 vedrà sicuramente AJ Lee come protagonista, magari anche sul ring visto che adesso le manca solo il Divas Championship.

Il 2012 è stato l'anno del ritorno di Brock Lesnar. Un ritorno roboante. Non poteva essere altrimenti visto il personaggio in questione e visto anche il tempo passato dall'ex UFC Champion lontano dal “pianeta WWE”. The Next Big Thing ha subito lasciato il segno nella federazione con l'attacco ai danni di John Cena nella puntata di Raw post-Wrestlemania (che ha segnato il suo ritorno ufficiale), con lo strepitoso match contro il bostoniano ad Extreme Rules (ed inspiegabilmente vinto da quest'ultimo… Ci ritorneremo) ed l'intensissima rivalità con Triple H che ha portato al match durissimo match di Summerslam. Certo le presenze con il contagocce non sono proprio un fattore positivo però è sempre meglio di niente. Con il ritorno di Lesnar c'è stato anche quello di Paul Heyman già citato poco sopra. Un altro valore aggiunto visto che il genio dell'ex manager ECW e le qualità di intrattenitore di quest'ultimo sono fuori discussione. Un supporto importante per Brock prima e Punk poi. Ci sarebbe da chiedersi come mai il buon Paul sia stato messo ai margini del business per così tanto tempo. Certe volte il buon senso dovrebbe prevalere sulle simpatie o antipatie personali e questa è la dimostrazione vivente di tutto ciò.

Il 2012 è stato anche l'anno, permettetemelo, di Daniel Bryan. L'anno della sua consacrazione definitiva nel grande palcoscenico del wrestling mondiale, lui che già aveva dimostrato di essere il migliore nelle federazioni indipendenti. Una consacrazione soprattutto a livello di personaggio visto che le doti tecniche non sono mai state messe in dubbio (e come possiamo dire il contrario?). Il vero paradosso del successo di quest'anno di Daniel Bryan è il fatto che questo è cominciato in seguito ad una scellerata scelta di booking della WWE: fargli perdere il titolo in 17 secondi contro Sheamus a Wrestlemania. Una scelta bocciata all'unanimità da tutto il WWE Universe, scatenato contro la federazione nelle arene e su Internet. Talmente scatenato da portare ad un tormentone che ormai risuona in ogni show “Yes! Yes! Yes!”. Tanto è bastato a The American Dragon per diventare uno dei protagonisti di questa stagione. Anche lui ha interpretato un personaggio un po' pazzo convincendo tutti. Ci sono state poi le belle battaglie contro CM Punk e Kane con il quale poi ha formato un tag team, il Team Hell No. Nome un po' idiota di certo, ma i due insieme hanno dato vita ad alcuni dei siparietti più divertenti dell'anno e sono anche arrivati a diventare WWE Tag Team Champions. Insomma, nonostante molte sconfitte, Daniel Bryan penso possa essere soddisfatto del suo 2012 che lo porta ad essere un wrestler sul quale riporre la fiducia anche in zona main event. Il giusto spazio che spetta ad un maestro del quadrato come lui.

Il 2012 è stato l'anno della End Of An Era. Noi di Tuttowrestling l'abbiamo premiata come storyline dell'anno. Lo è stata per davvero. Due mostri sacri del ring, Triple H e The Undertaker, una streak ancora inviolata, una gabbia infernale ed un arbitro super-speciale (uno straordinario Shawn Michaels). Insomma gli ingredienti c'erano tutti. Ho letto di molte critiche sulla scelta di questo come match dell'anno. Non vedo la ragione di queste critiche. Un match non è da giudicare da ciò che si vede tecnicamente sul ring. Ci sono aspetti altrettanto rilevanti come l'atmosfera, la storia raccontata sul quadrato, l'interpretazione dei protagonisti. Tutti gli ingredienti c'erano in questo match che deve essere considerato il match dell'anno anche per quel che ha rappresentato. Non è il canto del cigno dei due atleti coinvolti ma poco ci manca. È stato un momento emozionante coronato al bellissimo abbraccio finale e lo sguardo rivolto al WWE Universe, uno sguardo fiero di chi ha lottato per anni ad alti livelli, con fatica e sacrificio. Il giusto riconoscimento e premio a chi ha portato avanti la baracca WWE per quasi vent'anni.

Il 2012 è stato anche l'anno del match tra The Rock e John Cena. Due icone di epoche vicine ma allo stesso tempo distanti l'uno contro l'altra. Proprio come dieci anni prima succedeva con lo stesso The Rock ed Hulk Hogan. È stato un match ed un feud, quello tra il People's Champion ed il bostoniano, molto intenso. Fatto di battute e stilettate più o meno ficcanti. Fatto di argomentazioni validissime da una parte e dall'altra. Fatto soprattutto dalla determinazione che entrambi questi personaggi hanno dimostrato in questa occasione. Sia Rocky che Cena hanno vissuto molto intensamente questa rivalità. Il risultato è stato straordinario, complice anche l'attesa di un anno per questo match. Il pubblico di Miami ha fatto il resto. Il risultato è stato un match davvero di alto livello, anche a livello di qualità sul ring (pur non essendo eccellente). Un match che forse ha la pecca di aver avuto il risultato sbagliato. Doveva vincere John Cena. Doveva esserci il passaggio di testimone proprio come successe con Hogan. Invece ha vinto The Rock e lasciando in tutti quanti un dubbio: non è che forse il concetto di “Once in a lifetime” verrà accantonato nel 2013? Visto il risultato di Wrestlemania è quasi auspicabile perché credo che John debba prevalere alla fine di tutto. È anche giusto così, per il business. So che ci sono molti detrattori del bostoniano tra i lettori, ma credo che quest'ultimo meriti questa ulteriore consacrazione se non altro per la dedizione che dimostra nei confronti del business, della federazione e del WWE Universe. A maggior ragione dopo quest'anno, probabilmente il peggiore della carriera del bostoniano da Wrestlemania XX ad oggi. Il 2013 sarà l'anno del riscatto per il leader della Cenation? Lo vedremo…

Potrei parlare a lungo ancora. Potrei parlare dello straordinario traguardo delle 1000 puntate raggiunto da Raw, potrei parlare dell'annata positiva di un altro talento che mostra progressi ogni anno che passa ovvero Sheamus (stesso discorso vale per Dolph Ziggler). Potrei parlare dei debutti di alcuni atleti che sicuramente faranno strada come Antonio Cesaro, Damien Sandow e Ryback (che proprio debuttanti non sono) ed i ragazzi di The Shield. Sicuramente scordo qualcos'altro. Vorrei però chiudere questo numero ricordando anche un altro episodio del 2012 molto importante ed intenso. Il malore di Jerry “The King” Lawler. C'è mancato davvero poco che non piangessimo un'altra tragedia nel mondo del wrestling. Per fortuna qualcuno lassù o la sorte, a seconda di ciò in cui credete, ha evitato che questo succedesse. Il ritorno del commentatore dopo un episodio drammatico come questo è una delle notizie più belle di questo 2012. Uno dei momenti da ricordare. Una di quelle iniezioni di fiducia del quale questo business ha sempre tremendamente bisogno.

A me non resta che augurarvi buon anno, sperando che questo 2013 da fan di wrestling nello specifico, ma più in generale nella vita possa riservare a tutti voi grandissime soddisfazioni ed emozioni. Auguri a tutti!

Adriano Paduano
Appassionato di wrestling dagli inizi del 2000, negli ultimi anni ho vissuto a Londra dove ho coltivato la passione per il wrestling indipendente e la scena UK. Collaboro con Tuttowrestling da oltre dieci anni dove ho ricoperto il ruolo di Raw Reporter (occasionalmente anche ppv), redattore del WWE Planet ed attualmente scrivo il bi-settimanale Bet On Him con qualche comparsata nei vari podcast del sito.
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