WWE Planet #497

Ciao a tutti, sono Carlo Di Bella e sono veramente emozionato (credetemi) nel tornare a scrivere su queste pagine, su quelle del WWE Planet. Mi sono divertito a farlo per la 500esima edizione del TW Risponde, ma la puntata numero 500 di questa rubrica è un qualcosa di diverso, di più forte. Già, perché se comunque oggi Tuttowrestling.com è il sito di wrestling più seguito in Italia (e oltre, probabilmente… fermarsi all'Italia direi che è riduttivo…), molto è dovuto anche al WWE Planet. Non sto esagerando, ma lo dico semplicemente perché mi ricordo come se fosse oggi il lontano giugno 1999, quando dopo aver contattato Luca Franchini dell'allora Kiniluca's Wrestling World, decidemmo insieme di lanciare una nuova rubrica, il WWE Planet, che avrebbe analizzato i fatti salienti della settimana. Allora, avevo 16 anni, il wrestling era una passione fortissima e seguivo la WWE su Sky Sport inglese, una fortuna riservata a pochi visto che ancora in Italia non c'era né la diffusione attuale di TV satelittare, né tanto meno la stessa facilità di guardare programmi di wrestling su siti vari, autorizzati o meno che fossero. E no, non c'era SKY Italia (che non era ancora nata), naturalmente non c'era Sky Go per vedere Raw su iPad, ma soprattutto non c'erano nemmeno iPad e iPhone… c'erano circa 50 visitatori al giorno sul sito (ora ce ne sono in media quasi 20.000 diversi), e tutti volevano sapere qualcosa in più su quello che accadeva a Raw (e già, perché non c'era nemmeno SmackDown all'inizio…). Quindi io e Luca ci dicemmo: “perché non raccontare nel week end agli appassionati tutto quello che è successo nella WWE in settimana?”. Per leggere il primo numero del WWE Planet vi basterà cliccare QUI (scorrete la pagina fino all'edizione del 3 luglio 1999, per visualizzare la primissima edizione del Planet). Fu un'ottima idea, talmente ottima che il WWE Planet è ben presto diventato – con il sottoscritto alla conduzione (e non certo per merito mio, ma soprattutto per l'idea vincente) – la rubrica numero uno del sito, seguita con grande passione dai lettori e, di conseguenza, portata avanti di anno in anno con forte attenzione da parte dello staff. Con il tempo ho deciso di cambiare, di scrivere un'editoriale diverso, di occuparmi di altre cose sul sito e infine di rilevarlo quando Luca ha pensato di concentrarsi sul lavoro a SKY, ma nonostante tutto, come potete ben vedere, il WWE Planet è ancora qui. Vivo e vegeto, forte come non mai. Ecco perché oggi sono tornato a scrivere sul WWE Planet. Per ringraziare voi, i lettori di TW, che avete continuato a credere in noi e in questa rubrica. E per ringraziare tutti coloro che hanno contribuito nel corso degli anni a tenerla viva, con grande passione. Sono stati tanti, in mezzo, che hanno tirato il filo che unisce me, Carlo, primo redattore del WWE Planet, ad Adriano, attuale eccellente conduttore di questa storica rubrica. Ed è per questo che, se il mio più forte ricordo a riguardo del WWE Planet non è legato a un wrestler o un avvenimento, ma alla creazione stessa della rubrica e alle telefonate con Luca per deciderne il format. Io e Adriano abbiamo pensato di invitare coloro che nel corso del tempo hanno curato il WWE Planet a tornare su queste pagine per un'occasione speciale: il 500esimo anniversario, nel quale ognuno vi racconterà la sua esperienza legata al WWE Planet. Allacciate le cinture dunque, si parte, con grandi ospiti e ricordi straordinari…

Eccoci qui. A scrivervi è Adriano Paduano, attuale redattore del Planet. L'introduzione da parte del direttore Carlo Di Bella dice praticamente tutto su come è nata questa rubrica. Una rubrica curata con passione negli anni sia dal sottoscritto che da chi mi ha preceduto. Questa sicuramente la chiave del successo di questa rubrica così come di tutto il lavoro di Tuttowrestling.com e di tutti coloro che vi hanno fatto e vi fanno parte. Dunque iniziamo con la serie di ricordi partendo da Erik Ganzerli, uno dei primissimi redattori di questa rubrica, seppur per poco tempo…

Un saluto anche da parte di Erik Ganzerli e grazie a Adriano per l'ospitalità in questa occasione. Mi sento un po'a disagio nello scrivere qua, più che altro perchè ho scritto pochissimo per il Planet ma soprattutto ho curato la rubrica ben 12 anni fa, nell'estate-autunno del 2000. Non ho quindi moltissimo materiale dal quale scegliere per eleggere il momento preferito nella “mia” storia del WWE Planet, ma il momento migliore del mio “regno” da opinionista è sicuramente Summerslam 2000, il miglior pay-per-view di quel periodo con una perla che ancora adesso è ricordata negli annali, ovvero il primo Tables, Ladders and Chairs match tra Edge & Christian, i Dudley Boyz e gli Hardy Boyz.

https://www.youtube.com/v/WVRb4Ta9yYA

C'è però come detto molto da ricordare di quell'ottimo periodo della WWE: l'ascesa di Triple H come nome di punta della compagnia, la gimmick di American Badass di The Undertaker (molto discussa ma che ci stava a quel tempo), The Rock che prende il suo posto come top babyface della compagnia in assenza di Steve Austin. Good times… great memories, direbbe qualcuno. 500 di questi giorni, WWE Planet!

La palla passa a Mario Tobia, ovvero il redattore più longevo del WWE Planet. I lettori più giovani o che ci seguono da meno tempo probabilmente non lo conoscono visto che, già da qualche anno non fa più parte del nostro sito. Tuttavia ringrazio Mario che ha accettato davvero con grande entusiasmo di partecipare a questa edizione della rubrica che lo ha visto protagonista per molti anni. Il suo lavoro ha contribuito tantissimo alla crescita del Planet cosa che lo iscrive senza dubbio nella TW Hall Of Fame…

Le storyline che più mi sono piaciute nei sette anni circa (dal novembre del 2002 al giugno del 2009) in cui ho avuto l'onore di scrivere il WWE Planet sono due. La prima è quella che ha riguardato John Bradshaw Layfield, la sua conquista del WWE Title ed il suo lungo regno. Non ho problemi ad ammettere che il giorno in cui JBL conquistò la cintura più prestigiosa del roster di SmackDown! ero molto scettico. Sorprendentemente, tuttavia, ebbe inizio uno dei regni migliori e più convincenti degli ultimi tempi. JBL sul ring valeva poco, è vero, ma la sua gimmick perfetta e la sua innata capacità di farsi odiare dal pubblico lo rendevano irresistibilmente credibile. Ho assistito dal vivo a diversi show della WWE, e devo dire che non ho mai visto alcun wrestler in grado di farsi fischiare e insultare da TUTTA l'arena come era in grado di fare JBL. JBL, in sintesi, è il chiaro esempio di come, lavorando bene ed in modo intelligente, si possano ottenere ottimi risultati anche con wrestler non propriamente eccelsi. Questo è un esempio di come JBL sia riuscito a farsi apprezzare e divertire nonostante fosse un heel

https://www.youtube.com/v/Illcrj7Jxc8

L'altra storyline, invece, è quella del Randy Orton – Legend Killer, che, da perfetto novellino, scalò rapidamente le classifiche della WWE, sino a conquistare, nell'estate del 2004, il WWE World Title, sconfiggendo a SummerSlam Chris Benoit. Anche in questo caso la WWE creò una gimmick fantastica, che, a mio avviso, avrebbe dovuto portare Randy Orton a sconfiggere a Wrestlemania Undertaker (il che, lo dico per inciso, avrebbe reso più credibile la striscia vincente di quest'ultimo, che invece ogni anno che passa perde valore). Purtroppo, però, il giorno dopo SummerSlam, la WWE ebbe la brillante idea di girare improvvisamente Orton face, mettendogli contro Triple H, Batista e Ric Flair, che lo cacciarono dall'Evolution. Ebbene, Orton iniziò un declino immediato e inarrestabile, e per riprendersi da quello sciagurato turn face ha dovuto impiegare anni (e, a dirla tutta, non è mai più stato convincente come allora). Conclusione: se, nel caso di JBL, è bastata una buona idea per valorizzare al massimo un wrestler altrimenti mediocre, nel caso di Orton è bastata una sola scelta per vanificare un ottimo lavoro portato avanti per mesi.

A proposito di TW Hall Of Famer, è il turno di un altro nome importante della storia di Tuttowrestling.com ovvero Antonio Bomba che molti di voi ricorderanno alla guida del TW Risponde, ma che è stato anche redattore di questa rubrica per un breve periodo anche lui dando la sua impronta inconfondibile al WWE Planet…

E rieccomi qua su TW. Esco dal mio letargo wrestlinghiano per celebrare anche questa settimana una bella ricorrenza. La cinquecentesima edizione del WWE Planet che, prendendo spunto dagli USA, e come si vuole nella più classica tradizione delle competizioni automobilistiche made in USA a me tanto care, assume questa settimana il nome di WWE Planet 500. Rubrica che a quanto pare ho condotto per un lasso di tempo che in tutta onestà non ricordo quale fosse. Perdonate la mia memoria. Ad ogni modo una cosa che ricordo è che questo era l'editoriale più letto e seguito. Penso sia ancora così. Quindi ne approfitto subito per fare un salutone a tutti. Ecco, rubato del giusto spazio per i convenevoli è ora di fare i seri. Per celebrare la ricorrenza mi è stata data carta bianca sull'argomento da trattare. Ho quindi pensato di seguire il mio istinto e di parlare delle prime due cose che l'intuito ha portato alla mia mente. Una bella e una brutta. Tanto per tenersi in equilibrio. Il primo è un angle fantastico che culminò nel main event di Wrestlemania X-7: vale a dire il match tra Steve Austin e The Rock. Tutto fu straordinario in quell'occasione. Il ritorno di Austin dopo circa un anno di assenza, la successiva vittoria della Rumble, Rock che vince il titolo e le successive sfide a suon di interviste e interferenze varie di Vince McMahon che cercava di mettere continua zizzania tra i due (ricordo che obbligò Debra, che per i più giovani che non sanno chi sia val la pena di ricordare che era una Divas al tempo impegnata in una relazione con Steve Austin, a diventare manager di The Rock) portò ad un incontro stratosferico in un'edizione unica e veramente irripetibile di Wrestlemania, in cui Austin trionfò turnando heel e schierandosi dopo anni di odio proprio con Vince McMahon. Il seguito della storia non fu proprio eccezionale dato che l'Austin heel prima divenne mezzo psicopatico (e tutto sommato ci stava) poi quasi gay ed insicuro per quanto era morboso il suo attaccamento a Vince ed infine una mezza macchietta assieme a Kurt Angle. Però oh, che inizio e che proseguio fino a W-Mania. Davvero. Personaggi storie e sensazioni irripetibili. Non a caso dopo quella Wrestlemania il wrestling ha lentamente iniziato il suo declino che oggi lo porta a cercare problemi ovunque tranne che dentro se stesso.

https://www.youtube.com/v/no43xYeFMpA

La storia brutta che invece voglio raccontarvi è la ri-creazione della ECW da parte della WWE. Doveva sortire a tutti gli effetti da terza federazione interna alla WWE (dopo Raw e Smackdown) e negli intenti iniziali avrebbe dovuto offrire un qualcosa di decisamente diverso, direi di nicchia, rispetto a quanto già si vedeva negli show rosso e blu. Tutto sembrava fatto bene nei dettagli: show televisivo a lei dedicato, un buon numero di house show in programma e una buona fetta dei miti della prima ECW messi sotto contratto per traghettare la ECW verso una nuova era. Dicevamo che tutto era ok nei dettagli. Ecco. Peccato per i contenuti. Dopo pochissime settimane gli ex ECW, salvo rarissime eccezioni, eran già tutti spariti. A chi era andata bene dopo qualche job a qualche wrestler di belle speranze che la WWE voleva provare prima di sbatterlo nei due show principali. A chi è andata peggio invece son toccate zero apparizioni TV e una jobbata dopo l'altra nei pochi house show disputati. Eh sì perché la gente capito il meccanismo (ci chiamiamo ECW ma siamo una WWE di serie C) col cacchio che ha comprato i biglietti, e quindi moltissimi show sono stati rimandati prima e soppressi poi, fino al punto che il concetto di house show ECW alla fine è stato proprio annullato. E lo stesso show ECW col tempo è diventato un riempitivo di tempo con davvero poco da offrire, fino ad essere soppresso per trasformarsi in NXT. Val comunque la pena di ricordare a Stamford CM Punk e Sheamus han mosso i primi passi proprio nella ECW. Ciò dimostra che con un po' più di attenzione e un po' più d'amore per il proprio terzo figlio televisivo in ordine di importanza, mamma WWE avrebbe potuto togliersi molte più soddisfazioni nella sua vita da genitore. Questo è quanto mi sentivo di condividere con voi. Scusatemi se sono stato troppo lungo, e perdonatemi anche se a molti sono parso particolarmente striminzito nel racconto. Insomma, accettatemi per come sono. Un saluto e alla prossima ricorrenza ringraziando come sempre l'amico CDB e Adriano Paduano per avermi concesso anche questa volta uno spazio su TW.

È il turno di colui che mi ha preceduto in ordine di tempo alla guida del WWE Planet. Sto parlando dell'ineguagliabile Giovanni Pantalone, attuale redattore del GPOrder, ma soprattutto una delle colonne portanti del nostro sito. Ricordate la questione “passione” di cui sopra? Certamente GP è uno dei rappresentanti più significativi di questa categoria per il nostro sito e il WWE Planet che, sotto la sua guida, ha vissuto davvero un periodo d'oro…

Quando una rubrica sopravvive al GPassaggio allora è chiaramente destinata a durare nel tempo. È un piacere tornare a scrivere da queste parti dopo aver gestito questo editoriale per un paio di annetti (dal luglio 2009 all'aprile 2011) prima di un progetto un attimino meno costante ma più personale come il GPOrder. A volte per capire quanta storia è stata in grado di scrivere e descrivere questo sito navigo proprio fra le edizioni più vecchie di rubriche come questa, e mi tornano in mente situazioni oggi inimmaginabili, sia per quanto riguarda la possibilità che abbiamo di vedere regolarmente il Wrestling in TV (altro che Raw e pay per view in diretta, altro che Sky), ma anche per l'evoluzione che questo sito ed in generale il Wrestling Web italiano ha avuto. Pagine che oggi sembrerebbero datate, che impallidiscono rispetto al contesto editoriale attuale e una schiera iniziale di appassionati, ben lontana numericamente dalle decine di migliaia di click che oggi riceviamo tutti i giorni. Pochi mega di traffico rispetto ai terabyte che generiamo oggi (e che fanno costantemente incazzare il nostro provider, che secondo me se potesse bandirebbe il wrestling dalla faccia della terra!), eppure la stessa passione, in certi casi anche le stesse persone, la stessa voglia di rendere questo sporco lavoro l'hobby più professionale di ognuno di noi. Di tutti i Planet che ho curato non potrò mai scordare quello successivo al licenziamento di Daniel Bryan, una scelta così folle da spingermi a sostituire la classica icona (all'epoca non c'erano i megabanner che usiamo ora in prima pagina) del pezzo con un semaforo verde di quelli TVPG, ed iniziare l'editoriale come se a scriverlo fossero stati Valenti e Recalcati: jojo, mucho gusto, trovate del genere insomma (per rileggerlo, cliccare QUI). CDB, ovviamente non informato prima, disse che andava bene ma forse non era il caso di esagerare così tanto e che magari la prossima volta era meglio concordarlo prima (e quando scrive così posso garantirvi che significa che si è DAVVERO incazzato!) e io stesso un po' di rimorso per aver esagerato lo provai pure… Ma alla fine risultò il Planet più letto della mia gestione ed uno dei più letti di sempre! In sintesi mi sono divertito come un matto nel curare la rubrica, sono convinto che chi lo fa oggi abbia lo stesso entusiasmo e vi riesca altrettanto bene, e mi auguro davvero che tutto questo, comprese naturalmente le incazzature del megadirettore e del provider di cui sopra, possa proseguire quanto più a lungo è possibile. Il nostro sistema permette per ogni editoriale un milione di edizioni, siamo solo a cinquecento, mettetevi comodi!

Adesso tocca a me ed alla mia testimonianza. Sono alla guida del WWE Planet dall'aprile 2011 e devo dire che non è affatto facile curare una rubrica di questo tipo, trovare argomentazioni sempre nuove settimana dopo settimana. Credetemi, però, l'impegno e la già più volte citata “passione” non manca mai al sottoscritto e vi assicuro che continuerà ad esserci fino al giorno in cui cause di forza maggiore mi costringeranno a lasciare la guida di questa rubrica. Spero sia un giorno molto lontano ovviamente. In questo anno e mezzo di guida del Planet c'è stato un evento che più di tutti sono stato contento di aver commentato. Sto parlando dell'ormai celeberrimo promo pre-Money In The Bank 2011 di CM Punk nel corso della puntata di Raw del 27 giugno dello stesso anno. Un promo incredibile per i contenuti con Punk che spara a zero sulla federazione, sui suoi uomini simbolo (sia sul ring che nel quadro dirigenziale) e tutto ciò che circonda l'universo WWE. Un promo tanto potente da sconvolgere letteralmente il mondo del wrestling (potete leggere quel numero del Planet cliccando QUI). Ancora oggi non sappiamo con esattezza se quel promo fu costruito a tavolino o se Punk davvero parlò a ruota libera esprimendo quello che era realmente il suo malessere da wrestler che, pur incredibile sul quadrato ed al microfono, non era considerato un main eventer della federazione. Ma d'altronde è anche giusto non saperlo perché alla fine anche situazioni come queste fanno parte della “magia” del wrestling.

https://www.youtube.com/v/QUVFl6DOuMM&feature=related

Da quel giorno CM Punk è diventato uno dei personaggi più importanti del roster, probabilmente il più importante dopo John Cena. Senza quel promo oggi non ci sarebbe un regno di quasi un anno da celebrare. Sicuramente quel promo è stata una novità rispetto a tutto quello che siamo stati abituati a vedere negli ultimi anni in WWE. Un evento che rimarrà sicuramente nella storia del business e nella mente di tutti noi. Spero vivamente di poter commentare molti altri eventi del genere e che questo business continui a regalarmi e regalarci emozioni come queste. D'altronde se il WWE Planet ha raggiunto le 500 edizioni è proprio grazie a queste emozioni.

Il sottoscritto, a nome di tutto lo staff, non può che ringraziarvi per il seguito ed il successo che avete regalato a questa rubrica. Se la passione ha spinto noi redattori a riempire pagine e pagine di questa rubrica, la passione ha anche spinto voi a dar retta, a leggere e, solo recentemente, anche a commentare i nostri pensieri. Un grazie a tutti voi. Chissà, un giorno celebreremo insieme anche l'edizione numero 1000…

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