WWE Planet #490

Sarà che Chicago ispira particolarmente la WWE, sarà che forse ci si è resi conto che bisognava aggiungere un po' di pepe in più al feud tra CM Punk e John Cena in vista di Night Of Champions, sarà che si è constatato che di certa gente è davvero difficile fare a meno se si vuole puntare al successo di una storyline o più in generale di uno show. Il finale dell'ultima puntata di Raw può essere vista in questa triplice chiave di lettura. D'altronde quando l'ultima scena della puntata di lunedì sera è CM Punk che si allontana a bordo di un'auto guidata da Paul Heyman che osserva compiaciuto John Cena al tappeto, è impossibile non esaltarsi o pensare ad un grande futuro nel periodo più o meno immediato di quello che è il feud più importante in questo periodo della WWE.

Diciamo subito che, a priori, l'aggiunta di Heyman poteva anche non essere necessaria visti i due protagonisti in questione. Cena e Punk, anche con le loro solo forze (lo hanno dimostrato già in passato) sono in grado di reggere una rivalità ad alto livello sia per quel che riguarda la parte “parlata” sia per quella tecnica. Perché però non provare a rendere un buon feud, un ottimo feud? Dev'essere stato questo il pensiero della federazione quando si è pensato di sfruttare l'ex manager della ECW. D'altronde l'ultima volta che abbiamo visto uno contro l'altro il wrestler di West Newbury e quello di Chicago è stata relativamente recente ergo cercare qualcosa che cambiasse un po' la situazione ed evitasse la ripetitività era quanto meno prevedibile. In più, come già detto nelle ultime settimane, il personaggio di Punk con la questione del “rispetto” stava rischiando inevitabilmente di risultare noioso. Non perché lo Straight Edge sia noioso, per carità, ma sicuramente insistere in ogni promo ed ogni match sempre sulla stessa cosa, ripetendo gli stessi concetti ogni volta, rischiava di diventare un danno per il WWE Champion. Va bene impostare un feud su una linea guida e poi svilupparlo in vari modi, ma quando si ripete sempre la stessa solfa, puoi essere anche un fenomeno, ma alla fine rischi inevitabilmente per annoiare. In questo senso l'inserimento di Paul Heyman è cosa buona e giusta. Rafforzare questa questione del rispetto spostando però il tiro con nuove idee ed un nuovo punto di vista sicuramente di impatto. D'altronde anche Heyman in quanto a rispetto ne avrebbe di cose da reclamare nei confronti della WWE e del WWE Universe. Sicuramente dalle parole dell'ex GM di Smackdown ne sentiremo delle belle.

Giusta la scelta di Heyman, ma soprattutto logica. Penso che tutti, appena abbiamo visto il faccione di Paul sporgersi dal finestrino dell'automobile lunedì, abbiamo ripensato a quella serata di giugno dello scorso anno, alla prima Pipe Bomb di CM Punk. “I'm a Paul Heyman guy!” diceva in quell'occasione lo Straight Edge, lamentandosi di come questo lo avesse privato della considerazione che meritasse. Sarebbe stato un grave errore ignorare a distanza di un anno quella frase avendo Heyman a disposizione. È stato proprio l'ex ECW il promotore dell'ingaggio di CM Punk all'epoca della rinascita della federazione estrema (anche se poi si rivelò tutt'altro, ma questa è un'altra triste storia). Era dunque troppo ghiotta l'occasione di unire queste due forze così tanto legate da un rapporto di stima reciproca. Il tutto, per giunta, contro John Cena ovvero un wrestler decisamente lontano da quello che è l'ideale di wrestling di entrambi questi personaggi. Onestamente trovare un personaggio migliore per provare questa alleanza sarebbe stato difficile. Il bostoniano è la persona ideale per far imporre con maggiore forza i principi di “rispetto” sul quale si fonda la nuova linfa dello stesso Punk ed anche l'inserimento a sorpresa di Heyman. Si è trovato un buon motivo per seguire la prossima puntata di Raw che poi è l'obiettivo che si pone sempre la WWE nella costruzione dei suoi show. Nelle ultime settimane le motivazioni erano un po' latitate.

Se un'aggiunta fa particolarmente bene al feud titolato di Raw, un'altra aggiunta invece non offre niente di più a quello di Smackdown. Nel tentativo di rendere più interessante il lungo feud tra Sheamus ed Alberto Del Rio, si sono inseriti nel calderone due nuovi elementi. Il primo è rappresentato da David Otunga che ricopre il ruolo dell'avvocato del messicano. Una variante che non aggiunge né toglie niente alla rivalità. È giusto un personaggio in più da far strapazzare a Sheamus prima di arrivare a ADR. Nulla di più nulla di meno. Quando parlavamo di qualità nelle scorse settimana il riferimento era proprio sull'utilizzo o meno di certi personaggi. Di Otunga avremmo fatto volentieri a meno. La seconda variante è quella del Brogue Kick che, molto probabilmente, verrà bandito in vista del match di Night Of Champions tra i due contendenti. Peccato solo che la federazione abbia subito offerto la via d'uscita all'irlandese facendogli immediatamente mostrare una nuova arma nel suo repertorio di mosse ovvero la Texas Cloverleaf. A questo punto mi sembrerebbe quasi logico rendere la contesa tra i due un Sumbission Match nel prossimo ppv. Insomma la WWE fa quel che può per recuperare la situazione ed aggiungere del pepe ad un feud che, già da tempo, ha dato tutto quello che aveva secondo il mio parere, già espresso tra l'altro in più occasioni.

Cos'altro abbiamo visto di interessante in questa settimana. Molto divertente il siparietto tra Kane e Daniel Bryan con i due che continuano ad essere uno dei motivi migliori per guardare Raw. Sia le vignette della seduta terapeutica, sia l'abbraccio al centro del ring sono stati i momenti più divertenti della serata. Onestamente a questo punto mi aspetto di vederli in coppia prima o poi. Insieme, i due, potrebbero essere una vera e propria bomba ad orologeria. Sempre nella categoria di coppia mi ha ben impressionato anche la coppia composta da Rey Mysterio e Sin Cara. I due atleti mascherati sono stati protagonisti di due ottimi match prima a Raw e poi a Smackdown. Visto che per questi due atleti di spazi importanti a livello di singolo non ce ne sono, potrebbero essere una buona risorsa a livello di tag team. Senza contare che la vicinanza a Rey potrebbe portare l'ex Mistico ad avere quei miglioramenti che la WWE ha sempre sperato fin dal suo ingaggio con relativo primo passaggio a vuoto.

Sempre a Raw abbiamo visto l'esplosione di AJ Lee con la storyline che la vede sempre più “sola” nella guida dello show rosso. Vickie Guerrero l'ha portata ad un esaurimento nervoso che, secondo me, renderà la ragazza del New Jersey quella scheggia impazzita che tutti credevamo potesse essere all'inizio di questa “avventura” alla guida dello show. Una scheggia impazzita che, per ora, era venuta meno in favore di una copia sbiadita di quel personaggio imprevedibile che tanto aveva ben impressionato nei mesi scorsi. A Smackdown, invece, c'è stato il ritorno di Wade Barrett. L'inglese ha avuto la meglio, in maniera piuttosto agevole, di Yoshi Tatsu ma ha fatto già capire le sue intenzioni. Un po' sulla striscia del “Feed me more!” à la Ryback (a proposito, la WWE sta facendo quasi il miracolo di renderlo sopportabile e sostenuto dal pubblico) l'inglese ha già reclamato più e più importante spazio. Inutile dire che la speranza è un po' comune per tutti. Smackdown e la WWE hanno bisogno di una risorsa di qualità come lui.

Con queste considerazioni si chiude questo numero del WWE Planet. L'appuntamento è per la prossima settimana. Buon week-end a tutti.

Adriano Paduano
Appassionato di wrestling dagli inizi del 2000, negli ultimi anni ho vissuto a Londra dove ho coltivato la passione per il wrestling indipendente e la scena UK. Collaboro con Tuttowrestling da oltre dieci anni dove ho ricoperto il ruolo di Raw Reporter (occasionalmente anche ppv), redattore del WWE Planet ed attualmente scrivo il bi-settimanale Bet On Him con qualche comparsata nei vari podcast del sito.
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