WWE Planet #457

Anche le pulci fanno la tosse. Con questa piccola e sprezzante frase si può riassumere il finale di Raw Supershow di questa settimana con l'exploit di rabbia di John Laurinaitis ed il suo attacco verbale prima e fisico poi contro Mick Foley. Decisamente sorprendente la reazione del GM del roster rosso quando siamo quasi alla vigilia della Royal Rumble e del match titolato che vedrà di fronte CM Punk e Dolph Ziggler in cui Laurinaitis sarà arbitro speciale. Un'esplosione di rabbia, quella del buon Johnny Ace che di fatto scopre le sue carte e le sue intenzioni in vista del prossimo evento in ppv e la sua chiara intenzione di danneggiare il campione WWE. Su questo non è che avessimo molti dubbi visto che la rivalità tra il vice presidente esecutivo per le relazioni con i talenti e lo Straight Edge è uno dei leitmotiv degli ultimi mesi per quel che riguarda il roster del lunedì sera. È evidente che la federazione aveva necessità di mettere in chiaro la situazione perché adesso è il momento di lavorare sui prossimi eventi e su Wrestlemania visto che la rissa aprirà la strada per lo Showcase Of The Immortals. Non pensate però che Laurinaitis con questo inatteso exploit abbia smentito tutti coloro che lo criticano per mancanza di carisma anche perché non serve mica sbroccare per far credere alla gente di avere carattere. Onestamente mi è sembrato un tentativo, nemmeno troppo ben riuscito (purtroppo Laurinaitis è quello che è ed il carisma non ci compra al supermercato…), di dare una sorta di credibilità ed autorità alla sua figura. Purtroppo i fatti dicono altro ed anche i segmenti parlano impietosamente per Johnny e le sue velleità di far ben in questo ruolo on-screen nel quale Vince e soci lo vogliono vedere a tutti i costi. Dopo questa dichiarazione d'intenti, però, sono molto curioso di vedere cosa succederà in vista di Royal Rumble anche se questa carta forse era meglio giocarsela la settimana prima dell'evento in ppv e non con ancora una puntata da far svolgere.

L'antidoto che Punk potrebbe utilizzare per evitare rischi nella sua battaglia contro Dolph Ziggler (sul ring) e John Laurinaitis (fuori dal ring) ha un nome ed un cognome: Mick Foley. L'Hardcore Legend è stato uno dei protagonisti dell'ultima puntata dello show rosso prima con un promo contro lo stesso Dolph ed il GM poi quando è stato travolto dall'ira di Laurinaitis nell'ultimissimo segmento della puntata di questa settimana. Vista il modo in cui la federazione ha usato Foley è facile pensare che anche lui avrà un ruolo in questa contesa inserendosi in questo triangolo in maniera decisiva, magari iniziando qualche storia che possa portarlo a ricalcare il ring di Wrestlemania. Ho letto molti commenti che iniziano a fantasticare su un Ziggler vs Foley allo Showcase Of The Immortals. L'idea non mi dispiace onestamente, soprattutto se il match in questione fosse senza squalifiche (unico metodo possibile per far disputare un buon match al buon Mick). Sarebbe sicuramente un ottimo trampolino ed un nuovo modo per confermarsi per il protetto di Vickie Guerrero un po' sulla falsa riga di quanto successe con Randy Orton più di sette anni fa. Insomma un'ulteriore consacrazione per questo ragazzo che sta facendo bene ed al quale la WWE sta dando, direi con merito, più spazio. Per il momento questa è solo un'ipotesi. Nel frattempo l'impressione è che l'Hardcore Legend continui a pagare lo scotto del suo recente passato in TNA. Abbiamo commentato a più riprese la pessima figura fatta nel segmento che lo vide protagonista con John Cena alla vigilia di Survivor Series. Anche questa settimana, seppur in maniera più limitata, mi sembra sia successa una cosa di questo tipo. D'altronde essere steso da uno come Laurinaitis non è una cosa da raccontare ai nipoti in futuro. In ogni caso il suo ritorno è comunque da accogliere con soddisfazione anche in vista della rissa dove, nonostante il rifiuto del GM, questi parteciperà (magari venendo eliminato proprio da Ziggler che potrebbe partecipare una volta perso il match titolato). Tutte fantasticherie, certo ma che dopo domenica prossima potrebbero essere molto più reali.

Sempre a Raw c'è stata anche la sconfitta di Zack Ryder con conseguente perdita del titolo U.S. in favore di Jack Swagger, cosa che ha provocato molte reazioni negative da parte dei fan, il che conferma (semmai ce ne fosse bisogno) che ormai il ragazzo di Long Island è uno dei top face della federazione. Ho letto molti commenti rabbiosi verso questa scelta della WWE. Certo, anche io penso che forse questa scelta sia stata un tantino prematura, quantomeno rivedibile. D'altronde Ryder aveva vinto la cintura solo da poche settimane e grazie alla sua visibilità ed alla considerazione del pubblico verso si lui, aveva ridonato attenzione verso il titolo degli Stati Uniti. Si poteva e si doveva aspettare un po' di più. Questo il ragionamento che si fa guardando questa situazione dal punto di vista di Zack Ryder. In realtà bisogna guardare questo episodio da un altro punto di vista che, lo dico anche a costo di attirare svariate bestemmie da parte dei fan del ragazzo Woo Woo Woo, mi sembra il più corretto da seguire perché più rispondente alla realtà. Il punto di vista che vede il buon Zack con la seconda cintura del roster di Raw come situazione secondaria ad una storyline e ad un evento che la WWE considera invece prioritario. Non voglio dire che Ryder non meritasse la cintura, sarebbe un'eresia visto il grande lavoro fatto da questo ragazzo negli ultimi mesi. Penso piuttosto che la federazione abbia unito l'utile al dilettevole. Dare il contentino ai fan e a Ryder, inserendolo come corollario della più ampia e complessa storyline che attualmente riguarda John Cena.

Pensiamoci. Ryder diventa campione U.S. grazie ad un regalo del bostoniano che rinuncia ad una title shot con in palio il titolo WWE per concedere a Zack la sua opportunità di vincere il titolo degli Stati Uniti. Lo stesso Cena regala a Ryder la vittoria della suddetta shot colpendo Mark Henry con la AA e favorendo la vittoria dell'amico. Zack vince la cintura e poi apparentemente si distacca dalle vicende del bostoniano venendovi poi riassorbito con il ritorno di Kane e tutto ciò che è successo nelle ultime settimane. La puntata di questa settimana, con la tutto ciò che ne è conseguito, più che uno sviluppo del personaggio o di una storyline che vede coinvolto il ragazzo di Long Island è stato più che altro un mezzo per portare allo sviluppo della vicenda-Cena: Zack, infortunato dalla Big Red Machine la scorsa settimana, perde il titolo contro Swagger; Cena si lamenta con il GM della cosa e questi lo mette in un match contro lo stesso neo-campione U.S.; il bostoniano attacca selvaggiamente il malcapitato Jack suscitando la soddisfazione di Kane che continua a voler guidare John sulla strada dell'odio. Come si dice in questi casi: ogni azione corrisponde ad une reazione uguale e contraria. Dove voglio arrivare dopo questa spiegazione: non bisogna vedere Ryder come protagonista di una storyline ma come personaggio secondario di un'altra storia. Non si deve pensare: Ryder ha perso contro Swagger. Meglio, non bisogna fermarsi al risultato. Quindi non bisogna chiedersi come ha fatto la WWE a far perdere Zack in favore di Swagger ma piuttosto perché la WWE ha fatto perdere Ryder in favore di Swagger (è l'All-American American ma poteva essere chiunque…). Tutto è in funzione di Cena insomma. Può essere riduttivo e screditante per il buon Zack ma non credo che alla federazione interessi molto delle sorti del buon Ryder.

Passando a Smackdown, continuano i giri a vuoto dello show guidato da Teddy Long che ci propone, ancora una volta, un finale discutibile. Dopo l'incidente ad AJ, che comunque ha avuto il merito di incrementare l'astio dei fan verso Daniel Bryan, ormai quasi ufficialmente heel, è arrivato un altro finale controverso al termine della puntata di questa settimana con The American Dragon che ancora una volta protegge il suo regno titolato in un Lumberjack Match contro Mark Henry che si conclude in no-contest a causa dell'intervento dei Lumberjack che hanno attaccato entrambi i contendenti al titolo. Il tutto ha portato alla stipulazione di un Triple Threat Match in vista delle Royal Rumble dove Bryan difenderà la cintura dall'assalto dello stesso Henry e di Big Show. Una sfida all'apparenza insormontabile per il campione del mondo ma in realtà un nuovo modo per preservarlo dalla perdita del titolo. Immagino che i due giganti si elimineranno a vicenda favorendo l'ex NXT. Continuo a non trovarmi d'accordo su questo modo di gestire i campioni “underdog”. Sarà che forse sono condizionato dalla mia ammirazione per Bryan e dal fatto che vorrei che questo ragazzo fosse trattato, viste le sue infinite qualità, in maniera decisamente più appagante rispetto a quello che vediamo ogni settimana. Chiaro che la volontà di portare il buon Daniel dalla parte degli heel gioca un ruolo importante in questo senso ma sembra abbastanza lampante come tra i booker continui a non esserci un'idea chiara su come gestire i propri campioni a meno che questi non si chiamino Randy Orton o John Cena o non si peschi un jolly di tanto in tanto come successo con il World's Strongest Man e l'ottimo lavoro fatto con lui.

Chiudo collegandomi in parte con il Codebreaker del buon Diego e la questione dei titoli di coppia. Ho provato anche io profonda tristezza nel vedere le immagini del cambio di titolo durante un house show. Soprattutto se il titolo, anzi i titoli, in questione sono quelli di coppia che vantano una storia assolutamente straordinaria ma del quale la federazione sembra essersi completamente dimenticata. Proprio in relazione a questo non mi ha meravigliato leggere la notizia prima e guardare le immagini poi. Il buio delle immagini dell'house show di Oakland con la vittoria di Primo ed Epico dei titoli di coppia ai danni degli Air Boom sono la perfetta metafora de periodo dei suddetti titoli. Buio pesto, anonimato. Lo dimostrano i nomi che di recente hanno indossato questa cintura o le improbabili coppie che la WWE ha messo insieme e che hanno vinto il titolo solo perché non si sapeva cosa fargli fare. Amaro destino quello dei titoli di coppia, un coma irreversibile con la WWE che sembra un dottore nemmeno troppo interessato a salvare il suo paziente. In tutto questo c'è anche quel genio di Evan Bourne che inciampa nuovamente nel Wellness Program e viene sospeso per la seconda volta in pochi mesi. Stavolta sono sessanta i giorni di sospensione e per lui il futuro è decisamente denso di nubi minacciose. Meritatamente. Io, personalmente, non ne sentirò la mancanza.

Buon week-end a tutti!

Adriano Paduano
Appassionato di wrestling dagli inizi del 2000, negli ultimi anni ho vissuto a Londra dove ho coltivato la passione per il wrestling indipendente e la scena UK. Collaboro con Tuttowrestling da oltre dieci anni dove ho ricoperto il ruolo di Raw Reporter (occasionalmente anche ppv), redattore del WWE Planet ed attualmente scrivo il bi-settimanale Bet On Him con qualche comparsata nei vari podcast del sito.
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