WWE Planet #394

Non sono bastati circa 450 mila voti a Linda McMahon per diventare senatrice dello stato del Connecticut. Non è bastata, dunque, la campagna elettorale innaffiata generosamente con decine di milioni di dollari, o almeno non questa volta. Mi perdoneranno gli appassionati delle storyline in corso, ma questa edizione del Planet è completamente dedicata alle domande che questa notizia può far nascere, naturalmente in ottica wrestling e WWE. Del resto l'alternativa era un editoriale dove avrei scritto che il segmento più interessante della settimana è stato il matrimonio di Goldust, dunque soprassediamo volentieri e partiamo con:

Linda McMahon ha perso, ma che tipo di sconfitta è stata? Schiacciante? Onorevole?

Partiamo da una serie di freddi numeri: Richard Blumenthal, candidato del Partito Democratico ha vinto con 557.388 voti, pari al 54,3%. Linda si è fermata 453.104, pari al 44.1%; un distacco di circa 10 punti percentuali, di poco inferiore ai 12 punti previsti dai sondaggi. I numeri però, come vi ho detto, sono freddi.. questi dati significano una sconfitta bruciante o con l'onore delle armi? Difficile rispondere.. a favore di Linda, infatti, c'è da dire che il seggio è stato per ben trent'anni – avete letto bene – saldamente nelle mani dello stesso candidato democratico, che poi dopo una serie di polemiche ha ritirato la sua candidatura lasciando campo libero proprio a Blumenthal. Ora vincere le elezioni per trent'anni di fila significa senza dubbio avere una base elettorale piuttosto radicata e ben difficile da sconfiggere, un po' come quelle regioni in Italia considerate “roccaforti” da alcuni partiti. Provate ad esempio a mettere un candidato leghista a Siracusa, o dell'ultradestra in Emilia Romagna, tanto per intenderci.. il loro obiettivo non è nemmeno vincere, semplicemente venire sconfitti con poco distacco, per poi magari sfruttare la credibilità acquisita per incarichi o altre candidature.

In questo senso la vera vittoria di Linda è stata prima delle elezioni, quando sia alla convention del partito che alle primarie è stata eletta come candidato dei Repubblicani. Non è un riconoscimento da poco per chi debutta sulla scena politica, ed il risultato credo porterà facilmente a candidare lei alle elezioni per un altro posto che si terranno sempre in Connecticut fra due anni: la McMahon ha infatti dimostrato di “reggere” elettoralmente e di poter contare su solide base finanziarie per la campagna elettorale.

Proprio però il dato finanziario è quello che forse gioca a suo danno: la sua campagna elettorale, infatti, è costata la bellezza di 46 milioni 682 mila e 270 dollari, non esattamente noccioline, tanto da essere la più alta cifra mai spesa per una campagna autofinanziata. Tanto per rendere l'idea l'avversario democratico ne ha spesi poco più di 7 milioni e mezzo, e sono bastati per vincere. Certo nonostante quello che possa dire Ted Di Biase i soldi non possono comprare i voti, ma volendo essere realisti sono comunque indispensabili e possono fare la differenza. Aver speso così tanto e ritrovarsi “ancora” a dieci punti di distacco significa che forse la potenza economica e mediatica ha già raggiunto il suo limite massimo, e dunque per il prossimo appuntamento elettorale sarà necessario puntare anche su altro.

La sconfitta avrà ripercussioni negative sulla WWE dal punto di vista economico?

Assolutamente no, per fortuna. Sono lontani gli anni della spietata concorrenza con la WCW, dove peraltro comunque non c'erano enormi problemi dal punto di vista finanziario per la WWF. Né Vince è immune da spese grosse e senza ritorno, vedi la sua lega di football estremo, la XFL, degli inizi del 2000, fallita dopo pochissimo e costata sicuramente un bel po' di bigliettoni. Certo il passivo personale di Linda pare si aggiri sui 17 milioni di dollari, non esattamente una cifra che tutti possono permettersi, ma da qui a dire che la compagnia possa soffrire per questo e magari mandare a casa wrestler e dipendenti per ridurre le spese ce ne corre. Anche i dati di rating e acquisti del ppv non sono positivi, ma non per questo si può parlare di azienda in difficoltà, anzi.

La sconfitta avrà ripercussioni dal punto di vista creativo? Il TVPG continuerà?

E questa forse è la domanda più interessante di tutte. La premessa è che certamente la nuova politica dell'avere una WWE “per tutta la famiglia” non è nata per esclusive esigenze elettorali, ma anche per estendere il bacino di utenza e raccogliere sponsor e media partner. L'obiettivo in tal senso è pienamente riuscito, ed aiuterà anche quel ricambio generazionale fondamentale per il futuro; noi vecchietti siamo cresciuti con Hogan, qualcuno dovrà pur crescere con John Cena!

Ecco perché chiunque speri che l'era TVPG possa chiudersi con la chiusura della campagna elettorale e delle elezioni resterà ampiamente deluso. Economicamente non conviene, dunque non sarà assolutamente fatto. Niente match hardcore, niente attitude estrema.. al più si può sperare che siano limati anche gli eccessi opposti, ovvero quelle situazioni che vanno perfino oltre il TVPG, e queste si magari dettate esclusivamente da esigenze elettorali.
Tanto per fare un esempio, magari sarà ancora necessario interrompere i match in caso di fuoriuscita di sangue accidentale, ma altrettanto magari gente come Daniel Bryan sarà solo richiamata per aver leggermente esagerato nel recitare la propria parte, non licenziata in tronco. Insomma quello che possiamo immaginarci è una attenzione che comunque resterà vigile su tutto ciò che può far nascere il titolone dal moralista di turno (compreso ciò che con il wrestling non dovrebbe avere niente a che fare, vedi sicuro mantenimento sia del wellness program che della riabilitazione degli ex dipendenti), magari solo con un minimo di flessibilità in più.

Quale può essere l'aspetto positivo? Semplice.. il booking: certo non vedremo un altro Mick Foley contro Undertaker, e nemmeno un altro Bret Hart contro Steve Austin, ma almeno qualche scelta oltre che commerciale anche politica (come ad esempio affidare il titolo a Mysterio, che sono convinto sia stata una mossa elettorale) la vedremo più raramente. Questo, naturalmente, solo fino alla prossima campagna elettorale…

PS
Tra meno di sette giorni ci sarà l'atteso ritorno della WWE in Italia, in un Forum di Assago praticamente esaurito (ed è una gran bella notizia). Ovviamente ci sarà buona parte dello staff del sito, ci sarà la Kliq a fotografare i vostri striscioni, ci sarà il gruppo del Wrestling Cafè che magari riuscirà a registrare qualche opinione da trasmettere poi nel podcast (mi raccomando seguaci del GPO, fatevi vedere e sentire!), e se proprio vi va di passare dalle parti della Platea C troverete anche il sottoscritto, esagitato come ad ogni show di wrestling visto dal vivo. E in fondo ci se ne frega se sia “solo” un house show e con un roster azzoppato da infortuni e assenze varie.. è Wrestling di alto livello dal vivo in Italia, e occasione più unica che rara di incontrare una marea di appassionati!

Giovanni Pantalone
Super appassionato di wresting dagli inizi degli anni 90, al punto da vedersi, tra WWE e Impact, una trentina di Pay Per View e show televisivi dal vivo in giro per il mondo. Si occupa da sempre di tutta la parte tecnica del sito, compresa la App e la gestione del Forum, ma non disegna sporadici editoriali e comparsate nei podcast.
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