WWE Planet #342

Direi proprio che questa settimana qualche notiziuccia l'ha portata, magari anche un po' vintage, tanto per usare questa parola con un senso e non alla cazzo di cane come fa Michael Cole.

Cominciamo naturalmente da bragging rights, l'evento della storia del wrestling da ricordare per il numero di pin subiti da John Cena, ovvero pari a quelli che subirà da qui alla fine della sua carriera. Ora vi posso garantire che GP non ce l'ha con nessuno dei due contendenti, ma possibile che un feud possa meritare tre cambi di titolo in un mese e dodici giorni? Possibile, ma non per questo feud, che si è concluso con un incontro che lo rispecchia perfettamente: da sufficienza stiracchiata, non da buttare ma completamente incapace di destare qualche minima emozione in più.

Benchè poi la mia memoria possa essere facilmente fallace (e dunque se sto dicendo una sciocchezza vi invito a farmelo notare via mail), in oltre vent'anni di wrestling non avevo mai visto un match dove uno dei due contendenti venisse medicato per chiudere una ferita. Sappiamo anzi che il mondo del wrestling per come lo conoscevamo prima delle ultime idee di Vince McMahon si comportava esattamente al contrario, ovvero invece di suturare le ferite accidentali i wrestler erano spesso chiamati a procurarsi intenzionalmente dei tagli, rendendo il sangue una componente fondamentale di questo o quell'incontro. Cena ovviamente si è ferito accidentalmente, ma tanti e tanti altri hanno utilizzato la classica lametta per dei bladejob almeno esteticamente ben più impressionanti di ciò che abbiamo visto durante l'iron man match. Ora francamente i casi sono due: o l'intervento degli addetti WWE era necessario per consentire a Cena di svolgere le fasi fuori dal ring più a contatto con il pubblico, oppure siamo di fronte ad uno scenario che non mi piace neanche un po'.

Già per non andare ancora più in là col tempo a Wrestlemania VII, ovvero 18 anni fa, Hulk Hogan sconfisse Sergeant Slaughter concludendo il ring con una discreta maschera di sangue sul viso; possibile che i bambini e il pubblico giovane, target dichiarato del nuovo corso WWE, vent'anni fa – quando c'erano le gimmick, mica l'attitude – fosse meno suscettibile alla violenza di adesso? O semmai un ragionamento logico porterebbe a dire l'esatto opposto? Nessuno vuol dire che senza un po' di sangue non può venire fuori un incontro di wrestling, ma almeno ricordarsi ogni tanto che ciò di cui stiamo parlando magari non è un vero combattimento, ma sicuramente uno sport di contatto dove l'obiettivo è dare proprio l'idea di un combattimento stesso.

Ops.. mi sono reso conto di aver appena citato un nome a caso.. tale Hulk Hogan, vi dice niente? Specialmente questa settimana? Per i pochi che non abbiano letto la top story, la notizia della settimana è che proprio Hogan, in compagnia di Eric Bischoff, hanno firmato un accordo con la TNA, entrando dunque a far parte della federazione di Orlando. Inutile parlare di ciò che i due hanno fatto in passato, perché chi non dovesse saperlo, come disse Dan Peterson nella fantastica telecronaca di Ultimate Warrior contro Hulk a Wrestlemania VI, “ha sbagliato indirizzo questa sera”. Ciò che invece dobbiamo chiederci, specialmente nell'ottica di questa rubrica che di TNA non parla, è capire se e come questa notizia possa mettere in discussione gli equilibri attuali, il monopolio attuale che c'è a favore di Vince McMahon e che al momento né la TNA né nessun altro hanno speranza alcuna di sovvertire.

Potranno riuscirci Hulkster ed Easy E, che nel loro curriculum alla voce “Monday night war” hanno pagine e pagine da scrivere, così come una tessera d'iscrizione al club “personaggi che hanno fatto la storia del wrestling”? Francamente è veramente difficile a dirsi, sia in termini di potenzialità sia di effettiva previsione su come andranno i fatti.

Hulk è un uomo capace di portare quel seguito e quel carisma per il grande salto di qualità. In fondo lo ha già fatto alla WWF trent'anni fa no? Ed altrettanto in fondo quando c'è lui le arene vengono ancora giù senza se e senza ma.. ed ancora a ragion veduta sono in molti a mettere il suo nome davanti a quello di Steve Austin, Ric Flair e altri come il più grande di tutti i tempi, mica poco.

Certo il wrestling ed il pubblico che lo segue è molto cambiato, certo che forse dietro l'Hulkmania c'è anche tanto Vince McMahon, e ancora certo che come Hulk ha creato tante volte ha anche distrutto, vedi la defunta WCW o anche le voci che sento sul completo controllo creativo del suo personaggio anche in TNA.
E che dire di Easy E? Un genio, un innovatore del business come pochi altri o un perfetto esempio di come condurre una compagnia al fallimento? Entrambi? Nessuno dei due?

Sintetizzando è una domanda cui francamente qualunque editorialista o appassionato del settore a mio avviso dovrebbe rispondere avvalendosi della facoltà di non rispondere. Perché dietro questo accordo c'è tantissimo fascino – e ci mancherebbe, è la ragione per cui è stato fatto – e molte più potenzialità di quanto si possa immaginare, siano esse in positivo o in negativo, ma proprio per questo anche tanta incertezza sul futuro. Immaginate il primo scenario.. Hulk porta subito un buon incremento dei rating, la federazione nel frattempo continua a puntare sui suoi pezzi migliori, McGuinness compreso, e “stabilizza” il suo pubblico fino a diventare una realtà seriamente competitiva per Stamford. Difficilissimo, ma non impossibile, così come non è impossibile il secondo scenario, meglio riassumibile come “WCW2 la vendetta”.

Certo è, e qui veniamo alla ragione per cui ne ho parlato qui nel WWE planet, in vista di un possibile terremoto, anche se nessuno sa quando si abbatterà veramente e con quale intensità, la WWE farebbe bene a pensare a qualche casa antisismica. Cosa intendo? Semplice.. come immaginavo la gravità del feud fra Orton e Cena è stata anche quella di non aver fatto nulla nel frattempo per avere pronta una buona alternativa, e dunque non potendo davvero più chiedere nulla ai due si è “dirottato” Cena verso gli unici main eventer a tempo piano di Raw, ovvero contro la DX. Scelta necessaria, neanche negativa per carità, ma anche qui senza prevedere almeno contemporaneamente un barlume di organizzazione a lungo termine. Dietro di loro, infatti, regna l'assoluto caos più completo: Kofi Kingston, come ha detto giustamente Claudio Poggi nel Raw Report, ha parlato più in una puntata di Raw che in tutta la sua carriera, ed onestamente mi ha confermato gli ottimi motivi che spingevano a farlo star zitto e soprattutto a tenerlo ben lontano dal vertice. Ogni settimana parlo di Miz e Swagger come gente da portare in alto ed ogni settimana questo puntualmente non succede, e se il nuovo è Scemus (e direi che va benissimo scriverlo così), beh..

Insomma vogliamo dire che la WWE ha qualcosa da temere, che sarà costretta a fronteggiare una concorrenza, a non avere brand separati, a rivolgersi di nuovo ad un pubblico più adulto.. in estrema sintesi a cambiare? E' quasi impossibile, però se non altro fino a ieri quel quasi non lo avrei nemmeno messo, ed è già un primo deciso punto di svolta portato da una maglia che si strappa ed un legdrop di quelli che fanno proprio male.

Giovanni Pantalone
Super appassionato di wresting dagli inizi degli anni 90, al punto da vedersi, tra WWE e Impact, una trentina di Pay Per View e show televisivi dal vivo in giro per il mondo. Si occupa da sempre di tutta la parte tecnica del sito, compresa la App e la gestione del Forum, ma non disegna sporadici editoriali e comparsate nei podcast.
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