WWE Planet #330

Big Show??? Lo ammetto, ci sono rimasto abbastanza maluccio quando il mistery partner di Chris Jericho si è rivelato essere il gigante. Intendiamoci, dopo la prima immediata impressione e tornando ad una analisi più razionale la scelta ci può stare ampiamente: Big Show era parcheggiato a Raw senza un apparente futuro dignitoso, almeno nel breve periodo, e collocarlo al fianco di Y2J è un bene sia per lui che per Jericho stesso. Tuttavia da fan incontentabile mi aspetto dietro ad una sorpresa o ad una incognita come questo mistery partner una scelta più di rottura, meno conservativa, il classico shock che possa scuotere il mio interesse (naturalmente nella misura in cui lo shock non sia Tatanka con Animal, sia chiaro).
Tuttavia non aggiungerò altri commenti, essendo pienamente cosciente che quella che per me è stata una delusione per qualcun altro si è rivelata una buona idea, non soltanto logicamente ma anche come “prima impressione”; è una tematica troppo soggettiva, che dunque poco si presta ad una analisi critica.

Con molta più oggettività, invece, si può dire che Night of Champions si è rivelato nella migliore delle ipotesi uno show leggermente superiore alle bassissime aspettative; questo naturalmente non basta, ed anzi completa un mese di Luglio particolarmente sconfortante per gli appassionati di wrestling, con un pessimo Victory Road della TNA seguito da questo mediocre pay per view targato WWE. Qualche risultato tutt'altro che scontato non è mancato, ed il riferimento principale è ovviamente alla conquista del titolo da parte di Jeff Hardy, con buona pace delle molteplici voci circa la sua situazione contrattuale e – soprattutto – sul puntare ad un regno più lungo e meritevole di CM Punk. Tutto sommato però è proprio il risultato che meno ci si aspettava, ovvero il cambio di mano della cintura, quello che può contribuire meglio al proseguimento del feud, che con ogni probabilità prevederà un ulteriore incontro a Summerslam.
Altrettanto vero, tuttavia, che per la seconda volta consecutiva abbiamo assistito ad un incontro fra i due che non è assolutamente in linea con il loro potenziale: passi il primo, “sacrificato” per esigenze di storyline, e volendo essere indulgenti passi anche il secondo, non eccelso ma con dei gap parzialmente mitigati dal finale a sorpresa, ma appare evidente come a Summerslam il crocevia sarà davvero importante, probabilmente decisivo per le carriere di entrambi almeno nel breve periodo.

Ancora più oggettivamente possiamo ribadire la situazione piuttosto nera in cui verte il brand di Raw. Come si prevedeva la cintura è ancora saldamente nelle mani di Randy Orton, ed altrettanto come si prevedeva il triple threat match, già “figlio” di un interesse di partenza pari a zero, ha assolutamente annoiato.
La federazione, spero dopo aver considerato questa palese debacle come tale, ha cercato di ovviare in qualche modo, magari con qualche scelta più innovativa? La risposta ci è arrivata dalla puntata di Raw condotta da Shaquille O'Neal (brillantemente, resto della mia opinione sui GM occasionali ma riconosco che quando l'ospite stesso è uno con il carisma di Shaq tutto lo show non ha che da guadagnarci): assolutamente no, poiché la sfida beat the clock che ha determinato il number one contender per Summerslam l'ha vinta John Cena, ovvero l'antitesi del volto nuovo e della soluzione innovativa. Per Triple H ci sarà un ruolo dunque diverso, e non dico di secondo piano poiché con ogni probabilità sarà impiegato insieme a Shawn Michaels contro la Legacy, e un incontro dove HHH e HBK compaiono insieme peraltro rientrando insieme certo non si può definire di secondo piano.

Ora da un certo punto di vista posso sicuramente capire come Summerslam sia uno dei big four, un pay per view dal quale ci si aspetta un numero considerevole di acquisti, e che dunque sia sicuramente uno dei momenti dove c'è poco spazio per rischiare, provare, sperimentare; è dunque d'obbligo un nome di rilievo nel main eventing – e John Cena lo è per eccellenza. E' però altrettanto vero che già Night of Champions ha pagato una enorme ripetitività della storyline principale, una sensazione di deja vù assolutamente inevitabile se si considera da quanto i tre pretendenti alla cintura – e solo loro – se le stiano dando di santa ragione in tutte le salse e circostanze. Quale dei due fattori è da prediligere? Andare su un nome che è una garanzia, ma che è altrettanto stragaranzia di “già visto”, o rischiare di più ma almeno far leva sull'inedito? Da appassionato mi viene facile scegliere la seconda strada… peccato che l'appassionato non ci guadagna o rimette dei soldi, al più avrà buttato tre ore per uno show brutto, mentre chi dirige la federazione in gioco mette molto di più, e dunque si ritrova inevitabilmente altri parametri da considerare.

Quello che però è grave, anzi di più, è che se non nel breve periodo almeno il “terreno” per il futuro andrebbe preparato in un modo quantomeno coerente, anche se lento. Oggi invece sfido chiunque a trovarmi una logica, uno straccio di logica alla strategia di gestione di tutti quei personaggi promettenti che – mi ripeto – forse in termini di resa avrebbero potuto fare anche meglio di Cena a Summerslam, e che di sicuro serviranno come il pane molto presto. L'ultima enorme incoerenza è arrivata servita in un bel piatto d'argento proprio durante il beat the clock tournament: avevo detto che Jack Swagger era l'unico che forse stava beneficiando di un push coerente e con una sorta di continuità.. e naturalmente (chissà come mai non vinco mai alle lotterie, eh..) neanche una settimana dopo Swagger non solo non vince il torneo (e ovviamente ci limitassimo a questo ci starebbe ampiamente) ma viene addirittura sconfitto da Evan Bourne. Ziegler ovviamente non è da meno, prendendo un pin da Mysterio non solo a Night of Champions (e mi ripeto anche qui ci sta ampiamente) ma anche pochi giorni dopo a Smackdown .
Più passano le settimane e più mi sembra di assistere ad un assurdo girotondo, o walzer, o come lo vogliamo chiamare: oggi vinco io, domani però non ti preoccupare vincerai tu, e come è giusto che sia dopodomani toccherà di nuovo a me. Come potrà mai emergere un main eventer, uno che lo show lo deve trascinare, con questa filosofia? Semplicemente nessuno potrà, perché per arrivare a quel ruolo ci vuole prima di tutto credibilità, elemento piuttosto difficile da acquisire continuando ad alternare vittorie e sconfitte.

Una federazione che punta ancora sul ritorno di Shawn Michaels o della DX per vendere un evento dovrebbe far riflettere, e non poco. Non per discutere del valore di questo ritorno, sarebbe follia, ma perché troppo spesso – e potrei fare decine e decine di esempi degli ultimi anni – si è scelta la strada del passato, dell'usato sicuro e garantito per poter vendere il proprio prodotto.

Se non altro questa settimana possiamo insolitamente consolarci con gli allori minori, ed in particolare ocn quelli di coppia, dove dopo la buona prestazione a Raw ma soprattutto l'eccellente match a Smackdown contro la Hart Dinasty, i Cryme Time hanno guadagnato il diritto di sfidare Jericho e Show a Summerslam; la rivalità è iniziata nel migliore dei modi con un ottimo promo, nel quale solo Big Show – paragonato a Chewbacca (si scrive così?) ma in borghese assai più somigliante al padre o fratello maggiore di Tomko – mi è sembrato leggermente sottotono, ma sono convinto che questa rivalità potrà davvero divertire.

Giovanni Pantalone
Super appassionato di wresting dagli inizi degli anni 90, al punto da vedersi, tra WWE e Impact, una trentina di Pay Per View e show televisivi dal vivo in giro per il mondo. Si occupa da sempre di tutta la parte tecnica del sito, compresa la App e la gestione del Forum, ma non disegna sporadici editoriali e comparsate nei podcast.
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