WWE Planet #316

Wrestlemania è sempre Wrestlemania, e anche questa edizione non ha fatto eccezione, rivelandosi molto soddisfacente, con un match (quello tra Undertaker e Shawn Michaels) semplicemente superbo. Eppure le cose non erano iniziate bene. Intanto il Money in the Bank. Sullo spettacolo niente da dire, è stato all'altezza delle aspettative. Sul risultato finale, invece, qualcosa da dire c'è. Come ricorderete, lo scorso anno il Money in the Bank fu vinto da CM Punk, wrestler all'epoca molto pushato (anche se non si sa bene per quale motivo). Accaparratosi la preziosa valigetta, CM Punk iniziò ad aggirarsi anonimamente negli show televisivi WWE, alla ricerca del momento giusto per utilizzarla. Momento che arrivò a giugno, quando CM Punk sconfisse Edge e divenne WWE World Champion. Sul suo regno credo si registri un giudizio pressoché unanime: atroce. Non ai livelli di quello di Rey Mysterio, che era anche ridicolo, ma comunque atroce. Tant'è vero che, appena un mese e mezzo dopo, la WWE pensò bene di togliergli la cintura e di consegnarla a Chris Jericho. A quel punto CM Punk sprofondò rapidamente tra i mid carter, ed il 27 ottobre conquistò, insieme a Kofi Kingston (c'era anche lui nel Money in the Bank, ma dubito ve ne siate accorti) i titoli di coppia del roster di Raw. Anche qui, manco a dirlo, un regno anonimo, e anche qui, dopo appena un mese e mezzo, la WWE decide di togliere le cinture a CM Punk e al suo sodale per consegnarle ai decisamente più convincenti John Morrison e The Miz, che infatti le hanno conservate sino a qualche giorno fa. Restava però un problema: che fare con il nostro CM Punk? Semplice, visti i successi alle spalle, a metà gennaio 2009 gli si dà il Titolo Intercontinentale. Risultato: un mese e mezzo di regno (ormai è una tradizione, probabilmente è il massimo livello di sopportazione tollerabile), e poi la cintura viene consegnata a JBL, dato che anche questo regno si era rivelato anonimo e deludente. Ecco, capire per quale ragione la WWE abbia deciso di far vincere nuovamente il Money in the Bank a CM Punk, quando aveva a disposizioni due alternative ben più valide quali MVP e Christian, è francamente un mistero. O forse no, dal momento che era un mistero anche il grosso push ottenuto da CM Punk, la sua prima vittoria al Money in the Bank dello scorso anno, la conquista del WWE World Title, la conquista dei titoli di coppia di Raw, la conquista del Titolo Intercontinentale.

Il peggio però doveva ancora venire. La Battle Royal femminile, infatti, ha messo in secondo piano la scelta di far vincere a CM Punk il Money in the Bank. Abbiamo assistito ad una Battle Royal priva di presentazioni (perché?), terminata con l'assurda, ridicola ed indisponente vittoria di Santino/a Marella, tale da trasformare il tutto in un cabaret di basso livello.

Pensavo a quel punto che le cose potessero solo migliorare, invece sono comparsi sul ring Roddy Piper, Jimmy Snuka e Ricky Steamboat, pronti ad affrontare Chris Jericho. I primi due sono stati semplicemente imbarazzanti. Assistendo al match pensavo di aver inserito la funzione che rallenta le immagini, invece era tutto in ordine, erano proprio loro che si muovevano così lentamente. Steamboat, invece, era in condizioni migliori, ma da qui a gridare al miracolo ce ne passa. Tanto di cappello ad un signore che a 56 anni riesce ancora a stare sul ring dignitosamente, ma il suo confronto con Chris Jericho era comunque improponibile. Ciò nonostante Jericho ha preso un bel po' di botte, faticando assai per riuscire a portare a casa una vittoria che, se si fosse voluto salvaguardare la credibilità del wrestling, avrebbe dovuto ottenere in 5 minuti. Per Jericho, però, l'umiliazione non era ancora finita. A fine match, infatti, è entrato sul ring Mickey Rourke, il quale, con un semplice pugnettino, ha fatto crollare al suolo, esanime, Chris Jericho, lo stesso Chris Jericho che solitamente prende martellate, chokeslam, spear e chi più ne ha più ne metta, riuscendo però in qualche modo sempre a rialzarsi. Arriva il giovane Mickey Rourke (52 anni), invece, e Jericho stramazza al suolo. Complimenti ai booker.

A quel punto, però, se si eccettua l'inguardabile costume di Rey Mysterio (che più che Joker sembrava Doink) abbiamo assistito solamente a cose positive, il che, come dicevo, rende Wrestlemania 25 un PPV decisamente buono. Su tutto il match tra Undertaker e Shawn Michaels, combattuto magistralmente dai due wrestler, autori di una prestazione straordinaria quanto a intensità, partecipazione, tecnica. Chiedere di più a un match di wrestling è francamente difficile. O meglio, in realtà un rimpianto c'è. Il match tra Undertaker e Shawn Michaels sarà con ogni probabilità il match dell'anno, uno dei migliori match del decennio, su questo non ci piove, ma sarebbe potuto essere ancora più bello, ancora più avvincente, ancora più straordinario, e diventare uno dei migliori match della storia della WWE. Cosa gli mancava? Semplice, l'incertezza. Sapevamo tutti come sarebbe finito. Ogni volta che Shawn Michaels tentava di schienare Undertaker si sapeva già che Undertaker si sarebbe rialzato. Se dunque questo match straordinario non può essere considerato ancor più leggendario, è colpa di Undertaker, della sua volontà di proseguire la sua ormai insopportabile winning streak, e della WWE che glielo permette. Peccato, perché una vittoria di Shawn Michaels avrebbe fatto terminare un match superbo con una delle più grandi sorprese di sempre, ed allora sì che il match sarebbe stato ricordato come uno dei 2 – 3 migliori della storia della WWE. Uno spettacolo straordinario, dunque, che ha lasciato però un po' di amaro in bocca per quello che avrebbe potuto essere se non fosse esistita la winning streak di Undertaker.

Per il resto, molto buono il match tra i fratelli Hardy (a mio avviso il migliore dopo quello tra Undertaker e Shawn Michaels), con Matt che a sorpresa si è imposto, ripetendosi anche nella successiva puntata di SmackDown. Resta a questo punto da capire se questi risultati siano il frutto dell'intenzione della WWE di pushare Matt o, al contrario, siano il segno della volontà di depushare Jeff. Matt Hardy main eventer, comunque, non mi convince, e credo che – ammesso che la WWE ce lo voglia trasformare – farebbe meglio a concentrare i propri sforzi su altri personaggi.

Decisamente piacevole anche il match tra Edge, Cena e Big Show, mentre invece un po' deludente (seppur sicuramente sopra la sufficienza) è stato il main event tra Triple H e Orton. Ci si aspettava molto da questo incontro, visti i precedenti tra i due, ed invece ci è stato offerto un match intenso psicologicamente ma complessivamente lento e privo di colpi di scena, con un finale decisamente bruttino. Poco male, comunque, i due avranno modo di rifarsi in futuro.

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