WWE Planet #294

Anche Cyber Sunday si è rivelato un PPV in linea con quanto la WWE è in grado di offrire ultimamente. Nulla di trascendentale, dunque, semplicemente una serie di match discreti che ben presto verranno dimenticati. Indubbiamente, la notizia più importante è stata la conquista del WWE World Title da parte di Batista. Tale scelta va inquadrata nel periodo di crisi che sta vivendo la WWE: gli ascolti crollano, il prodotto non tira, ed allora ci si aggrappa ai personaggi più “sicuri”. E in questo momento, nel roster di Raw, nessun wrestler è più “sicuro” di Batista. Orton e Cena, infatti, sono fuori gioco, CM Punk da campione è stato un fallimento, Shawn Michaels non è fisicamente in grado di fungere da campione sette giorni su sette, lo stesso Jericho non offre le garanzie di Batista, che non sarà un fenomeno sul ring, ma che comunque è un wrestler di personalità, amato dalle folle, credibile come campione, e che nei suoi regni passati non ha mai fallito. In quest'ottica, allora, può essere vista anche l'ennesima vittoria di Triple H ai danni di Jeff Hardy, che vede così ancora rimandati i suoi sogni di gloria (e rimanda oggi, rimanda domani, chissà se arriverà davvero il giorno in cui conquisterà una cintura prestigiosa).

Quanto a Jericho, non mi sento di criticare particolarmente il suo regno, non molto diverso da quello iniziato nell'ormai lontano dicembre del 2001. D'altronde, il personaggio è complessivamente sempre lo stesso, e se non si era dimostrato particolarmente convincente da campione in un periodo in cui poteva contare su un roster con numerose superstar (da Steve Austin a The Rock, da Triple H ad Undertaker, da Kurt Angle ad Hulk Hogan), era francamente difficile chiedergli di esserlo nelle difficili condizioni attuali. L'impressone, dunque, è che Chris Jericho possa essere considerato il classico campione di transizione. Dargli la cintura non sarà mai un azzardo ma neppure una scelta completamente efficace e vincente: mi stupirei, pertanto, se nel futuro dovesse essere protagonista di un lungo regno da WWE Champion.

Quanto all'immediato futuro, fortunatamente John Cena è ormai sulla via del rientro, ed anche il ritorno di Orton non è poi così lontano. Con ogni probabilità, allora, saranno questi tre wrestler, con forse l'aggiunta di Shawn Michaels, a monopolizzare i prossimi main event, nella speranza che nel frattempo si smuova qualcosa nelle retrovie.

A proposito di retrovie, prosegue, intanto, il regno da campione intercontinentale di Santino Marella, che rappresenta una piacevole sorpresa in questo periodo buio della WWE. Grazie alla storia dell'Honk-A-Meter ed alla sua indubbia capacità di essere un personaggio, Santino sta tenendo da solo viva l'attenzione sul titolo intercontinentale: il tutto senza avversari, senza feud, senza niente. Ora, non c'è dubbio che, se paragonato ai vari Randy Savage, Ricky Steamboat, Mr. Perfect e compagnia Santino da campione intercontinentale sia impresentabile; tuttavia, credo che si debba anche tener conto della situazione attuale della WWE, dove il titolo intercontinentale è da tempo trattato come una cintura di pochissimo valore, e considerare che adesso, invece, questa cintura è nuovamente un motivo di interesse del roster di Raw, uno dei pochi a dirla tutta. Grazie alla storyline che è stata creata, certo, ma grazie anche al lavoro di Santino. Mi auguro, pertanto, che il suo regno continui, che pian piano inizi ad avvicinarsi al record di Honky Tonk Man, e che la WWE non distrugga una delle poche cose interessanti che è stata in grado di creare negli ultimi tempi.

In realtà, di cosa interessante ce n'è anche un'altra, vale a dire i cosiddetti “figli d'arte”. Certo, nel corso dell'ultimo Raw Cody Rhodes e Ted DiBiase jr. sono stati sconfitti da CM Punk e da Kofi Kingston, che gli hanno così strappato le cinture da tag team champions, ma ciò non toglie che anche questa sia un'idea della WWE ben riuscita. Quando rientrerà a tempo pieno Randy Orton, è dunque auspicabile che si metta alla guida di una stable vera e propria e che i giovani figli d'arte, sotto la sua protezione, crescano, proprio come fecero nel recente passato lo stesso Randy Orton e Batista sotto la protezione di Triple H e Ric Flair. E chissà che non possa venir fuori un nuovo Randy Orton.

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