WWE Planet #274

Partiamo da un dato: 3.0. È il rating, disastroso, dell'ultima puntata di Raw, che pure poteva contare sull'ennesima geniale (?) trovata di McMahon per risollevare la situazione: il Million Dollar Contest. Sono ormai mesi che la situazione della WWE è questa, con gli ascolti che scendono o che, nella migliore delle ipotesi, rimangono stabili per qualche puntata, e ogni volta si cerca di trovare qualche ragione estemporanea che giustifichi la delusione: ecco allora che la colpa è una volta di Randy Orton che non è un campione convincente, un'altra degli infortuni che privano contemporaneamente la federazione di diverse superstar, un'altra ancora di una storyline sbagliata e poco accattivante, e via discorrendo. Poi, però, ci si accorge che Randy Orton perde il titolo, diventa campione Triple H, e gli ascolti restano bassi; che i wrestler infortunati tornano a combattere, e gli ascolti restano bassi; che la WWE crea un paio di storyline interessanti e ben costruite, e gli ascolti restano comunque bassi. Segno che il problema è più grande, e non è stato individuato.

La situazione attuale della WWE mi ricorda un po' il periodo successivo ai grandi successi degli anni '80 ed antecedente all'era attitude, quando la federazione di Stamford era surclassata dall'allora rivale WCW. All'epoca McMahon decise di stravolgere il mondo del wrestling, creando, appunto, l'era attitude, e proponendo uno spettacolo nuovo, diverso, accattivante, che ben presto surclassò la WCW, nonostante gli show di quest'ultima non avessero subito un grosso peggioramento qualitativo. Anzi, se si eccettuano gli ultimi momenti, la WCW proponeva delle puntate di Nitro comunque gradevoli, che qualche anno prima sarebbero risultate più che sufficienti ad ottenere ascolti eccellenti. In quel momento, tuttavia, il pubblico si era stancato di “quel” tipo di wrestling, e quindi, nonostante gli sforzi che venivano fatti, nonostante i vari Hogan, DDP, Goldberg, Flair e soci, sceglieva e prediligeva il prodotto WWE, privo magari di moltissimi nomi altisonanti, ma più vicino alle esigenze di divertimento del momento.

Ebbene, credo che per la WWE debba iniziare una nuova era attitude, intendendo con ciò non il ritorno al wrestling di qualche anno fa, ma la creazione di un prodotto davvero nuovo, e soprattutto diverso dal wrestling attuale. Continuare a proporre show sempre identici, e cercare di migliorare un wrestling così impostato non ha più senso. Come detto, gli ascolti si sono rivelati insoddisfacenti anche in concomitanza di show eccellenti e storyline ben costruite. Le ultime puntate di Raw, per intenderci, non sono così brutte, anzi, ma evidentemente gli spettatori cercano dell'altro. Ecco, la WWE dovrà essere in grado di individuare cosa sia questo “altro”, e proporre di conseguenza un prodotto diverso. Certo, magari all'inizio il pubblico sarà disorientato, e gli ascolti caleranno ancora, ma poi, se il prodotto sarà valido, la tendenza inizierà ad invertirsi.

In quest'ottica, non può non ripetersi che i roster dovranno essere riuniti. Anche perché la situazione attuale è in alcuni frangenti decisamente ridicola. Mi spiegate, infatti, che senso ha parlare di ECW, quando i wrestler ECW combattono a SmackDown, quelli di SmackDown combattono nella ECW, e non c'è alcuna differenza tra i due show? È forse una federazione estrema l'attuale ECW? La sua cintura non conta nulla, è come una cintura U.S., niente di meno e niente di più. E allora, perché tenere in vita questo inutile carrozzone? E non mi si venga a dire che tre federazioni equivalgono a tre show a serata e che una federazione equivale a uno show a serata… Perché un roster ampio (Raw + SmackDown) consentirebbe tranquillamente di effettuare più show nel corso della stessa serata, con un po' di lottatori in un posto, e un po' in un altro.

Insomma, serve una scossa, altrimenti continueremo a discutere di Chavo Guerrero nuovo sfidante per il titolo U.S., della nuova cintura femminile e di Ted Di Biase jr. che ambisce a diventare tag team champion. E di ascolti che, inevitabilmente, continueranno a crollare.

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