WWE Planet #259

Scontato ma bello. Questo a mio avviso è stato No Way Out. Scontato, perché dall'inizio alla fine (eccezion fatta per il ritorno di Big Show, su cui mi soffermerò poi) non è successo assolutamente nulla che non fosse stato previsto. La stessa conclusione del match tra Orton e Cena, l'unico, sulla carta, un po' incerto, non può certo essere considerata una sorpresa, come invece sarebbe stato un pin pulito di Orton. Nonostante ciò, tuttavia, No Way Out è stato comunque un PPV decisamente bello, poiché la qualità (alta) degli incontri è risultata in grado di far passare in secondo piano la mancanza di incertezza sull'esito degli stessi.

Se ripenso all'Elimination Chamber di Raw, ad esempio, penso alla straordinaria prestazione di Umaga o all'intenso scontro finale tra Triple H e Jeff Hardy, e non al fatto che ha vinto il superfavoritissimo Triple H. Allo stesso modo, se ripenso al match tra Randy Orton e John Cena, mi viene in mente la grandiosa partecipazione del pubblico e il magnifico scontro tra due personalità che molto spesso, negli anni futuri, vedremo una di fronte all'altra, e non l'esito finale che era stato ipotizzato dai più.

Insomma, No Way Out è stato quello che dovrebbe sempre essere (e che purtroppo, invece, non sempre è stato, vale a dire un momento di transizione (spettacolare e ben combattuto) tra la Royal Rumble e Wrestlemania.

In chiave Wrestlemania non può non essere notato, tuttavia, come i due main event appaiano al moemnto un po' troppo scontati. Le speranze di Edge di porre fine alla winning streak di Undertaker sono ridottissime, così come quelle di Orton e di Cena di sconfiggere Triple H. Intendiamoci: il main event di Raw sarebbe anche incerto, se solo però non ci fossero alle spalle le ultime edizioni di Wrestlemania. Triple H, infatti, non vince un incontro a Wrestlemania dal lontano 2003, e non credo proprio che accetterà di uscire sconfitto ancora una volta. Certo, “everything can happen” nella WWE, ma a tutto c'è un limite. Peccato, dunque, perché un po' di incertezza un PPV come Wrestlemania dovrebbe sempre averla.

Definiti i due main event, c'è poi da trovare l'avversario di Ric Flair, vale a dire il wrestler che porrà fine alla sua carriera. Esclusi i partecipanti nei due main event, esclusi anche i wrestler già qualificati al Money in the Bank (Mr. Kennedy, Jeff Hardy e Shelton Benjamin), escluso poi MVP che è stato già affrontato e battuto da Flair durante la Royal Rumble, resta ben poco: Shawn Michaels o Batista. Entrambe queste scelte non mi soddisferebbero appieno. Certo, sia HBK che Batista sono due wrestler di valore, e hanno entrambi tutte le carte in regola per ricoprire questo ruolo, tuttavia credo che proprio a causa della loro popolarità e del loro status, una eventuale vittoria contro Flair aggiungerebbe ben poco ai loro personaggi. Credo dunque che la WWE abbia buttato al vento una grande occasione, in quanto avrebbe potuto utilizzare questa storyline per consacrare definitivamente un giovane wrestler heel (penso soprattutto ai già sconfitti MVP e Kennedy).

A proposito di heel, come non commentare positivamente il ritorno di Big Show? Big Show è incredibilmente in forma, e il suo personaggio è apparso convincente come forse mai lo era stato in passato. Ovvio, a mio parere, che venga dirottato nel roster di SmackDown, dove abbiamo attualmente una evidente carenza di main eventer, carenza confermata dall'Elimination Chamber di No Way Out, dove Khali, Finlay, Big Daddy V e MVP hanno fatto da inutile contorno a Batista ed Undertaker. Una volta sbarazzatosi di Edge, Undertaker avrà necessità di un avversario heel all'altezza, e il Big Show attuale è in grado di ricoprire alla grande questo ruolo. Anche per SmackDown, dunque, così come per Raw, si preannuncia un futuro decisamente roseo.

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