Stamford Report #88 – Payback 2014

Benvenuti a questa nuova edizione dello Stamford Report, naturalmente dedicata a Payback, evento che, posso già anticiparvi, mi ha sorpreso decisamente in positivo in rapporto alle aspettative iniziali. L'acciaccato Erik Ganzerli non può essere questa settimana con noi, dunque dopo aver acquisito i voti da lui assegnati e con qualche lieve modifica proverà a sostituirlo il sottoscritto, peraltro già precedentemente alla guida, seppur per pochissimo tempo, di questa rubrica.

Sheamus batte Cesaro: 7

Ecco, forse proprio questo match rispecchia l'idea globale che mi sono fatto del ppv: non mi aspettavo quasi niente, un match che nulla mi diceva e temevo nulla mi avrebbe detto, invece il risultato finale va ben oltre le aspettative. Una contesa ben più gradevole del previsto, conclusasi senza penalizzare eccessivamente Cesaro ed in uno dei pochi modi possibili per raggiungere il suddetto scopo. Certo c'è da chiedersi perché mandare contro un atleta che aveva vinto da poco una cintura ed uno da lanciare, ma una volta creata questa frittata ne sono usciti decisamente bene. Sono il solo che continua a pensare che perfino un Paul Heyman in grandissimo spolvero come quello attuale non sia poi così utile, anzi, a Cesaro?

Rybaxel sconfiggono i Rhodes Brothers: 6

Stesso discorso di prima: incontro non annunciato, visto e rivisto, insomma una potenziale noia mortale. Invece anche qui ritmo sostenuto nel finale, incertezza nell'esito, capacità insomma di conquistare una attenzione certamente limitata, ma assai maggiore dello zero assoluto di partenza. Bel lavoro, vedremo se la storyline della scelta di un partner migliore per Goldust porterà al turn di Cody.

Rusev sconfigge Big E: 6

Molto breve, per la gioia dei tanti che nel TWGame avevano pronosticato un minutaggio maggiore ipotizzando una maggiore resistenza di Big E. Nel poco spazio a disposizione lo stesso Big E fa vedere qualcosa di buono (bello il bump preso dai due), anche se obiettivamente la sensazione è che da un lato un minutaggio così basso ovviamente non renderà memorabile questo incontro, e parallelamente concedendo loro più minuti il rischio noia sarebbe stato dietro l'angolo. In sintesi poteva andare molto peggio..

Wade Barrett sconfigge Rob Van Dam: 5,5

Forse l'unica nota storta della serata, ovvero un incontro un pò trascinatosi che non è stato capace di offrire mordente o particolari motivi per guardarlo. Nulla di strano quando sul ring si presenta il fratello di RVD, quello che non ha voglia, tuttavia è un segnale non positivo nemmeno per Wade, che pur avendo una gimmick che ormai convince senza se senza ma, deve appunto spingere per una migliore riuscita anche sul ring, viceversa non soltanto il suo regno sarà anonimo ma soprattutto ben difficilmente qualcuno potrà anche solo immaginare di vedere in lui qualcosa di meglio, perfino con una catchphrase così over.

John Cena sconfigge Bray Wyatt: 7,5

Non soltanto un signor last man standing match, ma anche il migliore dei tre incontri che hanno fin qui alimentato il feud. Non è mai facile tirare fuori il meglio al terzo tentativo, quindi con tutto quello che comporta l'assuefazione e la sensazione di già visto, dunque un merito ulteriore dei due lottatori, che hanno messo in piedi una contesa davvero solida sotto ogni punto di vista. A mio parere il “lasciapassare” per i piani alti Bray Wyatt lo aveva staccato, per quanto riguarda il livello di lotta offerto nel ring, già alla Royal Rumble contro Daniel Bryan, ma confermarsi qui contro un avversario tecnicamente meno valido – seppur ovviamente enormemente carismatico – secondo me costituisce la conferma che nel suo futuro a mio avviso non vedremo soltanto un inevitabile turn face, ma anche qualche soddisfazione di non poco conto, cintura alla vita compresa.

Paige batte Alicia Fox: 6

Tremendo spot della morte per le due atlete, che di certo fanno un centesimo di quando le loro colleghe Charlotte e Nathalya hanno fatto a NXT Takeover, ma se non altro traghettano il pubblico da un semi main event al main event vero e proprio senza eccessivi danni. Siamo ancora in attesa dell'aggressività di Paige, misteriosamente e vergognosamente tagliata dal suo personaggio dopo il suo passaggio da NXT al main roster, e dubito francamente che senza di quella il suo regno titolato avrà molta chance di suscitare un buon interesse. Di contro Alicia Fox con questa instabilità mentale semplicemente non poteva che migliorare rispetto allo zero assoluto da cui veniva: heel, face, di nuovo heel, cambi continui senza uno straccio di perché. Ora paradossalmente con la schizofrenia il suo personaggio ha recuperato un po' di logica, meglio che niente.

The Shield batte The Evolution: 8

Signori, se c'era qualcuno che aveva ancora bisogno di saggiare sul campo le capacità di Rollins, Ambrose e Reigns, dopo Payback dovrà necessariamente ritenersi soddisfatto. Tutti e tre, infatti, nella loro evidente diversità hanno esaltato al massimo le loro caratteristiche peculiari: Ambrose con l'eccentricità del suo personaggio (che me lo fa adorare, dipendesse da me pusherei prima di tutto lui), Rollins con l'insane bump dallo stage e tanta tanta roba in generale sul ring, ed ovviamente Reigns come power house. Ovvero tutto ciò che nel 99% dei casi serve a divenire un main eventer in pianta stabile. La sola nota negativa che mi sento di trovare a questo incontro è che è parso evidente, dopo la prima eliminazione, come le stesse si sarebbero susseguite rapidamente, quasi frettolosamente, ma è davvero poca cosa rispetto ad oltre 25 minuti di grande azione ed adrenalina degna di un incontro di chiusura di un pay per view. Pur se già visto, pur se senza il campione del mondo. Cosa dire dell'Evolution? Nota di merito per aver accettato il 3-0, non è mai facile con quel pedigree, ma per il resto è apparso evidente come la scossa, che puntuale è arrivata a Raw, fosse necessaria. In particolare Batista conclude questo stint in WWE con un costume blu semplicemente imbarazzante, non a caso subito oggetto degli sfottò del web durante e dopo il pay per view. Ci chiederemo per sempre cosa sarebbe successo senza gli spoiler sul suo ritorno, ma a consuntivo non possiamo far altro che concludere come il suo rientro sia stato a dir poco fallimentare, e la sua assenza, peraltro alquanto breve se le voci sono vere, ben difficilmente sarà sentita.

PPV: 7

Parliamoci chiaro, le aspettative verso un ppv senza match titolato, senza Daniel Bryan in azione e con gli incontri principali tutti già visti in precedenza erano decisamente basse. In più c'era il rischio, peraltro temuto anche dai dirigenti della WWE a giudicare dai rumours, di un paragone impietoso con NXT Takeover, che è stato un evento eccezionale con almeno un paio di incontri assolutamente memorabili ed una solidità impressionante dello show, del pre-show e del fallout (e qui ci vorrebbe una statua a Heyman). Cosa abbiamo invece avuto a consuntivo? Un evento che pur con tutte queste spade di Damocle addosso è riuscito abbondantemente a dire la sua, con almeno un paio di incontri di pregiata fattura e soprattutto una continuità generale che a mio avviso è stata importante, proprio perchè ha contribuito a non creare un numero eccessivo di zone morte (forse solo il match RVD vs Barrett) ed ha lasciato una sensazione, naturalmente fondamentale, di aver speso bene il proprio tempo. Certo dovessi consigliare uno show fra quelli andati in onda questa settimana direi NXT Takeover tutta la vita, ma se invece di ore a disposizione ne avete di più, il mio consiglio è di guardarli entrambi. Tempo speso proficuamente, e ripeto né io né molti altri sarebbero stati così convinti di dire la stessa cosa a preventivo.

Giovanni Pantalone
Super appassionato di wresting dagli inizi degli anni 90, al punto da vedersi, tra WWE e Impact, una trentina di Pay Per View e show televisivi dal vivo in giro per il mondo. Si occupa da sempre di tutta la parte tecnica del sito, compresa la App e la gestione del Forum, ma non disegna sporadici editoriali e comparsate nei podcast.
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