Stamford Report #43 – WWE Hell in a Cell 2010

Amici di Tuttowrestling.com ci ritroviamo due settimane dopo Night of Champions per una nuova edizione dello Stamford Report dedicata ai giudizi su Hell in a Cell. Non perdiamo dunque ulteriore tempo e andiamo a dare i voti alla card del pay-per-view.

DANIEL BRYAN batte THE MIZ e JOHN MORRISON in un Triple Threat Submission Count Anywhere match e conserva il WWE United States Championship: voto 7
Ottimo opener per Hell in a Cell e, seppur di poco, match della serata per i 3 contendenti. Non amo assolutamente la stipulazione, la trovo piuttosto stupidotta (da quando una submission sullo stage, per dire, è più dolorosa di una fatta sul ring?) ma, se non altro, l'azione fuori dal ring è stata di un livello decisamente eccellente con manovre originali e divertenti. Gli unici nei, non dipendenti purtroppo dai lottatori, sono da trovarsi nella quasi totale assenza di risposta da parte del pubblico per le manovre di sottomissione in gioco nel match (visto che non sono ancora stati educati a sufficienza ad accettarle come efficaci), ed è un peccato. Come detto avrei preferito un Falls Count Anywhere match con anche le sottomissioni valide (in questo modo The Miz avrebbe avuto un motivo per usare uno Skull Crushing Finale sul cemento e, probabilmente, non avremmo avuto Morrison in piedi dopo pochi secondi a saltare “di liana in liana” sullo stage prima di gettarsi sugli avversari) ma, lo ammetto, è cercare il pelo nell'uovo. Piccole cose che non tolgono quasi nulla a un gran bel match.

RANDY ORTON batte SHEAMUS in un Hell in a Cell match e conserva il titolo WWE: voto 6.5
A mani basse il miglior match di Randy Orton da molto, molto tempo. Non un capolavoro che rimarrà nella storia del wrestling ma un match gestito molto bene da entrambi i lottatori con una storia raccontata in modo semplice ma efficace per tutti i 23 minuti della sua durata. Mi è piaciuto questo match anche perchè Sheamus, pur battuto, è uscito molto bene dal confronto. Offensiva ne ha avuta parecchia e, purtroppo per lui, doveva uccidere Orton per vincere questo match e, allo stesso tempo, Orton ha dovuto tirar fuori una RKO sugli scalini per aggiudicarsi il match. Questo è il classico match dove entrambi i contendenti vengono elevati, il vincitore con la cintura e lo sfidante che, secondo me, ha fatto un ulteriore passo per essere consolidato come main eventer della compagnia per parecchio tempo. Sarà interessante vedere ora quali piani ci sono per Orton e Sheamus dopo Bragging Rights e per i mesi successivi, perchè Wrestlemania si avvicina e mi piacerebbe vedere specialmente Sheamus con un ruolo importante nello show (ancora di più di quello dell'anno scorso, quando affrontò Triple H).

EDGE batte JACK SWAGGER: voto 6
Senza infamia e senza lode, perfetto per un match a metà puntata di SmackDown, appena sufficiente per un pay-per-view anche non di “grido”. 11 minuti, Edge vince con la Spear come prevedibile e il suo passaggio a face (peraltro non tanto riconosciuto nè dal pubblico, in totale silenzio, nè tantomeno da Lawler al commento, cosa che ulteriormente dimostra come Lawler non guardi SmackDown, purtroppo). Una nota a margine: possiamo dare l'eutanasia alla gimmick del GM? Per favore? Rivelatelo, facciamola finita…quando il pubblico reagisce all'effetto sonoro della mail quasi a dire “opporca…ci mancava pure questa” bisogna apportare quantomeno dei cambiamenti…

WADE BARRETT batte JOHN CENA: voto 6.5
Purtroppo ampiamente spoilerato nei giorni precedenti lo show ma anche durante lo show grazie alla decisione di WWE di mandare in onda lo spot di Bragging Rights, col Nexus protagonista, PRIMA che il match di Barrett abbia avuto luogo, il match è stato comunque più che discreto e divertente. Barrett, per quanto ancora acerbo e con un'esecuzione di mosse non propriamente impeccabile, mi ha comunque piacevolmente sorpreso per il modo in cui sa stare sul quadrato e per il suo arsenale di manovre. Il ragazzo “c'è”, senza dubbio, e può solo migliorare. Partendo però da questa base possono uscire solo cose buone. Come prevedibile, Cena ha subito la sconfitta grazie all'inserimento di Michael McGillicutty e Husky Harris (non identificati al commento da Cole, Lawler e Striker) e adesso la “Cenexus era” ha inizio. Ammetto di aver riso di gusto quando la regia WWE ha inquadrato il primo bambino scioccato da quanto appena avvenuto sul ring, però più aumentava la gente mostrata “on screen” scioccata o triste per quanto avvenuto più pensavo che la WWE avesse fatto centro con il suo pubblico di riferimento. Come tutti sappiamo la WWE, da tempo, rivolge il suo prodotto ai ragazzini e alle famiglie…vedere questi ragazzini sconvolti per John Cena che si unisce al Nexus, in quella quantità più che altro, mi ha davvero sorpreso…passi l'ingenuità bambinesca ma tutto questo ha fatto passare l'idea che fosse davvero avvenuto qualcosa di sconvolgente e, soprattutto, di importante. Da quanto questo non accadeva? Ottimo lavoro.

NATALYA batte MICHELLE McCOOL per squalifica. MICHELLE McCOOL resta WWE Unified Divas'Champion: voto 5.5
Meno peggio di quel che temessi, ma speravo trovassero un modo migliore per proseguire la faida di Layla che viene squalificata perchè tira una scarpa all'arbitro. Match quasi ingiudicabile data anche la sua miserrima durata ma questo passa il convento e ci dobbiamo adeguare.

KANE batte THE UNDERTAKER in un Hell in a Cell match conservando il World Heavyweight Championship: voto 5
Niente, non c'è nulla da fare. Kane e The Undertaker proprio non legano, nemmeno in un contesto come l'Hell in a Cell. Tanti calci, tanti pugni ma anche tanta noia e un finale, per quanto prevedibile, scontato ma logico, davvero brutto visivamente. Capisco che si debba prendere tutta la rivalità tra Kane e The Undertaker abbandonando totalmente la logica, per carità, ma anche così mi riesce difficile accettare che, durante un match, The Undertaker faccia calare le luci con fiamme che escono dallo stage…Paul Bearer tradisce poi, come ampiamente prevedibile, il “Deadman” (e a questo proposito…WWE…ma è mai possibile che non riusciate a fare dei promo dove non si capisca lontano 6 km cosa accadrà di lì a poco?) e adesso vediamo come il “Deadman” riuscirà a riprendere il controllo dei suoi poteri in vista della sua vendetta finale.

PPV: voto 6
Ancora una volta la WWE propone uno spettacolo tutto sommato gradevole, con del discreto wrestling e della buona azione. Sfortunatamente però, anche questa una cosa che si ripete, offre anche uno spettacolo che non sarà ricordato nè per i suoi avvenimenti dal punto di vista delle storyline (con l'eccezione di John Cena nuovo membro del Nexus, che però il meglio lo ha riservato e lo riserverà in quel di Raw) nè per i match (anche per esempio il triple threat per il titolo degli Stati Uniti difficilmente sarà ricordato o rivisto da qualcuno anche solo tra una settimana). Questo pay-per-view simbolizza molto bene come la WWE debba assolutamente, e presto, abbandonare il concetto dei pay-per-view a “tema”. Ridurre l'Hell in a Cell, un match creato per essere la fine di tutta una rivalità, a un punto intermedio di una faida è per me inaccettabile e dannoso, anche perchè con gli ovvi limiti del rating televisivo TV-PG (oltre che per limiti creativi di chi pianifica i match) le contese stanno diventando poco più che normali match combattuti all'interno di una gabbia chiusa. Un peccato, ma forse il buyrate di questo show (che sarà presumo bassissimo) spingerà la compagnia a un cambiamento, o almeno ci si può sperare.

E anche per quest'oggi abbiamo dato. L'appuntamento con lo Stamford Report è tra 3 settimane per Bragging Rights, sperando che la strada per l'evento sia gradevole e lo spettacolo di ottimo livello.

Alla prossima!

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