Stamford Report #136 – WWE TLC 2017

SASHA BANKS VS ALICIA FOX: voto 6

Un incontro con poche pretese; si sono probabilmente poste alcune basi per un inserimento della Fox nella zona titolata, come forse dimostra la sua vittoria nel successivo match di Raw.
E' stata ben raccontata la “pazzia” di Alicia, che con la sua imprevedibilità spesso tira fuori dal cilindro alcuni colpi interessanti, e l'antipatia “violenta” tra le due lottatrici.
Un match tutto sommato particolare rispetto ai classici incontri femminili, con una sorta di scontro territoriale per il dominio del ring, con numerosi conteggi fuori dal quadrato.
Si sono viste alcune buone mosse a livello tecnico ed un discreto coinvolgimento di un pubblico particolarmente partecipativo nonostante il poco interesse di fondo per la contesa e l'alta prevedibilità del suo finale.

ASUKA VS EMMA: voto 6.5
Qualche spunto interessante. Già di per sé, un debutto in PPV per un atleta che sbarca negli show principali della WWE è insolito. Inoltre, seppur ci trovassimo di fronte ad una mancanza di rivalità tra le due contendenti e il risultato finale fosse scontato, abbiamo assistito ad un match “vero”.
Contro forse ogni previsione, Emma è stata una rivale credibile per una Asuka stra favorita. Incontro abbastanza lungo e ben costruito, in entrambi i casi oltre le mie aspettative.
Certo, abbiamo assistito ad alcune sbavature a livello tecnico, ma ampiamente perdonabili per due atlete che non lavorano assieme da oltre un anno ed hanno comunque una conoscenza l'una dell'altra piuttosto limitata.
Abbiamo assistito ad uno stile e ad alcune tecniche piuttosto “nuove” per lo standard WWE e a cui noi stessi siamo poco abituati, soprattutto per quanto riguarda i match femminili.

CEDRIC ALEXANDER & RICH SWANN VS JACK GALLAGHER & BRIAN KENDRICK: voto 6
L'incontro ha obiettivamente poco senso nella card. Tra l'altro in una fase anche già piuttosto centrale del PPV. La SCELTA meriterebbe una stangata, ma io sono qui a giudicare prima di tutto la PERFORMANCE. E la prestazione offerta non credo meriti una insufficienza. L'incontro è frizzante e piacevole, e infatti il pubblico lo segue e lo premia con degli applausi convinti dopo il conteggio finale.
Un classico match cruiser, veloce e spettacolare con molte fasi rapide ed una durata non eccessiva. Detto questo, ovviamente non si può non sottolineare ulteriormente che anche al netto dell'emergenza sanitaria, parliamo di un incontro tra i mid-carder della categoria meno importante e influente della compagnia.
Cioè, concettualmente stiamo parlando di un Benevento – Crotone come posticipo della domenica sera.
“Amore, stasera niente partita, vengo con te a cena dai tuoi. E pure volentieri.”

ALEXA BLISS VS MICKIE JAMES: voto 5.5
Diciamo che sia questo match che quello precedente sarebbero da 6-. Ma se nel primo caso parliamo di atleti di livello medio che hanno dato il massimo, qui invece abbiamo di fronte due ottime lottatrici che avrebbero potuto fare qualcosa di più. Questo influisce sulla valutazione e penalizza questo incontro che ho comunque trovato tutto sommato piacevole.
Soprattutto considerando che la storia dello scontro generazionale è stata costruita, raccontata e sfruttata piuttosto bene. Dalla WWE, e dalle atlete in primis.
Importante è stato sicuramente il fatto di aver “ricostruito” Mickie James e resa credibile come sfidante al titolo.
Vanno anche però sottolineati un paio di errori tecnici piuttosto visibili: nel doppio colpo che manda entrambe al tappeto, è palese che la Bliss non abbia colpito Mickie, anche perchè se una colpisce la faccia dell'altra con un calcio, difficilmente quest'ultima potrà fare lo stesso con un pugno. Infatti anche in telecronaca hanno parlato di “doppio calcio”, che probabilmente era in programma. Successivamente, in un missile drop kick della James, è ancora la Bliss a compiere una sbavatura lanciandosi a terra troppo presto, allontanandosi così eccessivamente dall'avversaria ancora in volo, rendendo quasi nullo lo scontro.
Detto questo, onore alle donne a alla loro valorizzazione; però… shhh (leggete mentalmente a bassa voce)… non ditelo a nessuno, ma… Lo schiaffo sul culo alla Bliss valeva tutto l'incontro.

KALISTO VS ENZO AMORE: voto 5
L'incontro è deludente e piuttosto macchinoso per essere un match di pesi leggeri. Sicuramente Enzo ha bisogno di tempo per adattare il suo stile ad una categoria a cui di fatto, ancora non appartiene. Perchè è innegabile che nonostante il suo fisico, la sua carriera – perlomeno quella più recente – avesse preso una strada differente.
Però una cosa importante va detta: io sono piuttosto contrario alle critiche ad Enzo. E' innegabile che stia portando sulla categoria un'attenzione ed un interesse che precedentemente nemmeno un fenomeno come Neville era riuscito a conquistare. Sta dando quella caratterizzazione e quel carisma che mancava all'intero rosterino (mi piace, “rosterino”, per il numero limitato di atleti e le dimensioni fisiche ristrette dei suoi protagonisti).
Il suo turn heel gli permetterà di avere una sostanziale carta bianca sui promo e di sprigionare la sua esplosività al microfono. Credo che in questo momento con Enzo, Neville, Aries e Kalisto si sarebbe potuto creare qualcosa di davvero interessante per far fare un importante salto di qualità all'intera categoria. Peccato.
Detto questo: ragazzi, Enzo combatteva con bandana di Gucci, panta leopardate e cacchina maculata disegnata sul costume. Voto 7 al coraggio.

AJ STYLES VS FINN BALOR: voto 8
Voto forse eccessivamente alto, ma con pochissimo tempo per prepararsi i due hanno costruito un match fantastico, che ha saputo raccontare una storia, senza averne una dietro.
Sono stati in grado di “riempire” il ring con la loro personalità e il loro talento. Si poteva quasi toccarli, questi elementi; sicuramente si è potuto vederli.
Una piccola considerazione su Finn Balor, anche considerando ciò che è successo a Raw, con la sconfitta subita da Kane: il Demon King NON equivale a Finn. E' probabilmente considerabile circa-heel (cambia la sua mimica – facciale e corporea – e cambia l'attitudine di Finn sul quadrato e i colpi che infligge) ed è più forte di Finn. E' un Finn che si lascia andare ai suoi istinti più profondi e nascosti; è un Finn all'ennesima potenza; è un Finn che si trasforma in Super Sayan, ecco.
In sostanza credo che la WWE voglia mostrarci che: Demon King > Aj Styles > Finn Balor < Demon Kane (perlomeno in questo particolare momento) < Demon King (ancora da dimostrare, ma credo accadrà).

JASON JORDAN VS ELIAS: voto 5
Una vittoria col moviolone ma di cui sembra importare poco, al pubblico presente nell'arena come sicuramente a quello a casa. Personalmente apprezzo entrambi gli atleti (Jordan più da un punto di vista tecnico ed Elias da uno di “intrattenimento”), ma la rivalità sembra costruita in maniera piuttosto fallace e la gestione all'interno del PPV stesso è stata abbastanza assurda, con Jordan che interrompe 3 volte l'esibizione di Elias (che avviene prima dei suoi match, quindi l'incontro sarebbe dovuto essere programmato alla prima interruzione? O alla seconda? Perchè questi 3 intervalli?) e rende un personaggio interessante e in via di sviluppo una sorta di macchietta, con delle scenette che potevano anche essere divertenti (come il lancio della verdura) se sfruttate e costruite ma non così, ripetute e fini a se stesse (Perchè Elias abbadona la scena anzichè reagire ed attaccare JJ che era a pochi passi, con un carrello della spesa?).
Durante tutta la durata dell'incontro si è assistito a poco coinvolgimento, anche nelle fasi più “calde”. Continuo ad essere convinto che la “particolarità” di Elias vada sfruttata meglio, che lo si debba lasciar cantare più spesso e che non si debba ripetere costantemente la scena del face di turno che lo interrompe dopo poche note col suo ingresso.
Come prima, altro match da… Che ci fanno qui?

DEAN AMBROSE, SETH ROLLINS & KURT ANGLE VS THE MIZ, KANE, BRAUN STROWMAN, SHEAMUS & CESARO: VOTO 7.5
Quante cose abbiamo visto in questo incontro? Quante storie ci ha raccontato? Quanti retroscena ha svelato, e quante conseguenze potrà avere?
Avevo decine di dubbi riguardo questo match, la sua stipulazione, la sua resa e la credibilità sua, del suo svolgimento e di entrambi i suoi possibili finali. Tutti spazzati via, cestinati (un po' come il nostro amico Braun) da un momento ricco di intrattenimento ed emozione.
Ricordo che questo spettacolo – per me personalmente quasi incredibile – è stato preparato in due giorni.
La strategia fatta applicare da questa particolare versione dello Shield è stata perfetta: i 3 sono entrati già “armati” e hanno potuto e saputo dominare la parte iniziale dell'incontro, con spot molto violenti e spettacolari. Ciò ha potuto anche raccontare – coadiuvato dalla “ribellione” di Strowman – un progressivo “indebolimento” del team favorito, fiaccato dai colpi subiti con sedie, tavoli e scale e da quelli del big monster, di cui i 4 si sono poi dovuti liberare.
Devo dire che al momento dell'annuncio del ritorno di Kurt Angle sul ring ero si emozionato, ma “deluso” da un inserimento a tavolino, senza alcuna storyline. E infatti poi, ho storto nuovamente il naso quando Angle è stato fatto entrare – seppur in modo divertente e coinvolgente – senza un SUO ingresso personale e con le SUE note, che avrebbe fatto crollare l'arena. Fortunatamente, almeno questo aspetto è stato recuperato durante il match.
Inoltre, l'unica grossa pecca era concettuale e fino all'uscita di Angle per infortunio è stata piuttosto palese: cosa Cristo ci faceva, lì? Che motivo aveva per colpire dei SUOI atleti con sediate e tale violenza? Nessuna. Ed infatti la sua espressione era totalmente neutra, assolutamente in contrasto con le sue azioni. Contrariamente a ciò che abbiamo assistito al suo rientro: occhi della tigre e una rabbia che lo ha portato oltre i suoi limiti fisici e di condizione.
Bisogna comunque considerare che questo incontro aveva la funzione di dare qualcosa che valesse il prezzo del biglietto, soprattutto uno già pagato aspettandosi ben altri match.
Nel complesso lo spettacolo è stato emozionante e molto positivo. Devo ammettere di aver esultato più volte, da solo davanti allo schermo.
Già; proprio come un pirla.

PPV TLC: voto 5
Ecco, qui il discorso è diverso da quello fatto all'inizio della rubrica. In questo caso non giudico le prestazioni, ma le intenzioni. Ed infatti, il voto è molto lontano dalla media matematica dei singoli incontri.
Due soli match davvero belli (per altro quelli “sostitutivi”, privi quindi della sovrastruttura narrativa) a fronte di SEI che navigano tra l'insufficienza e la mediocrità. Ed erano quelli programmati. Quelli pensati e pianificati.
Quindi le colpe della WWE sono innegabili e al netto di un'emergenza medica che ha reso tragica una situazione già piuttosto complessa.
Tanto di cappello per due incontri splendidi creati in poco tempo e totalmente dal nulla ma è stata palese la mancanza di idee (e forse di risorse) che è stata alla base di questo evento.
Inoltre, a differenza di Hell in a Cell, dove la gabbia che dava il nome al PPV è stata il centro, il cuore pulsante dell'evento, qui non si è visto ASSOLUTAMENTE NULLA di ciò che avrebbe dovuto caratterizzare la serata fino all'ultimo match. Cosa che, ad esempio, avrebbe magari potuto aiutare Enzo a dare maggior senso al suo incontro e ad avvicinarlo alle proprie corde per trascinarlo come invece non ha saputo probabilmente fare Kalisto.
Diciamo che in sostanza, le defezioni non discolpano la WWE, che avrebbe potuto e dovuto costruire qualcosa di più solido. Sicuramente ha inciso l'ormai assodata assenza di Lesnar e l'aver concentrato troppi atleti importanti nel match conclusivo, finendo per svuotare il resto della card.
Confido molto nelle Survivor Series. Sperèm.
P.s.: Due piccole note liete
– Miz che ha letteralmente COSTRUITO da solo la credibilità del match finale e dell'inserimento di Angle, con dei promo perfetti durante il PPV.
– pubblico molto coinvolto e positivo (seppure in un paio di occasioni abbia palesato la voglia di “tables”), abbastanza intelligente e comprensivo da accettare di non essere “smart” ad ogni costo.

Ciao Miao!

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