Stamford Report #134 – WWE No Mercy 2017

Benvenuti a questa prima edizione nell'anno 1 D.G. (dopo Ganzerli) della nuova era dello Stamford Report. Non aspettatevi lo stesso stile a cui eravate abituati, non aspettatevi la stessa abilità e competenza, non aspettatevi lo stesso metro di giudizio, non aspettatevi le stesse considerazioni; non aspettatevi, insomma, che non abbiamo tempo da perdere.

ELIAS VS APOLLO CREWS: voto 5.5
Compitino svolto. Un personaggio che funziona, uno che si sperava potesse funzionare, un paio di manovre interessanti ma poche idee. Poche idee, ma soprattutto pochi sbocchi, per due atleti che avrebbero bisogno di maggior spazio e visibilità.
In attesa di capire se possiamo affermare che Elias abbia qualcosa da offrire, possiamo dire che quantomeno piace. Il pubblico lo segue e, seppure si diverta a farsi insultare nelle sue canzoni, apprezzandone l'ironia, gli lascia “la gloria dell'heel” fischiandolo quando serve a dare maggior credibilità al suo status da cattivone.
Sto per farmi il segno della croce per la bestemmia che mi accingo a scrivere, ma… la sua sfacciata irriverenza potrebbe vagamente in qualche modo magari anche solo alla lontana ricordare un pochinoinoino vipregoperdonatemimidispiacelogiuro… il lato un po' più comedy di certi promo di personaggi come The Rock e Stone Cold, in un'era passata e ormai assai lontana.
Credo dunque che questo determinato aspetto di Elias vada valorizzato e non ridicolizzato o riproposto in copia-incolla con lo stesso format del “due strofe e interruzione del face preso per i fondelli”. Facciamolo parlare, lasciamogli sfidare l'arena e l'avversario e ne frattempo lasciamolo crescere sul ring (cosa di cui ha obiettivamente ancora bisogno).
Non spicca il volo invece il povero Apollo (curioso, per chi porta il nome del Dio del Sole) schiacciato nel ruolo del non-personaggio ibrido tra Shelton Benjamin e Bobby Lashley (nella versione “Tartufone” dello SmackDown su Italia1).
Il match, come detto aveva poco da offrire, e poco ha offerto.

INTERCONTINENTAL CHAMPIONSHIP – THE MIZ VS JASON JORDAN: voto 6.5
Il match è più che buono, proprio come la resa di due atleti in costante crescita; soprattutto per quanto riguarda Miz, che si sta confermando come uno dei punti fermi della compagnia e probabilmente come uno degli atleti maggiormente evoluti e cresciuti nell'ultimo periodo.
Per quanto riguarda JeiJei, il discorso è più complesso. Numerose ottime prestazioni a livello tecnico ed altrettante sconfitte (seppur contro dei big). Ridimensionamento o parte della storia? Propendo più per la seconda, considerando anche l'atteggiamento avuto da Jordan dopo il match e i commenti dei telecronisti (più volte è stato sottolineato che secondo alcuni Jordan non meritasse determinate chances).
Il pubblico stesso sembra non apprezzare particolarmente la situazione, come in effetti ultimamente capita spesso quando viene percepita una “imposizione dall'alto” nei confronti di un atleta non ritenuto all'altezza (seppure in questo caso faccia propriamente parte della storyline) che si trova sul ring con un heel ben più over di lui. Quindi, se l'idea della Wwe è proprio quella di far mal digerire JJ perchè venga fischiato ed accompagnato verso un suo turn, ci siamo. Altrimenti mi sfugge qualcosa.
Il figliol prodigo, comunque, sembra sulla buona strada per abbandonarsi al lato oscuro.

BRAY WYATT VS FINN BALOR: voto 6.5
Seppure il voto sia positivo, il mio commento è: peccato. Secondo me, si sarebbe potuto creare qualcosa di epico. Lavorando sui personaggi, ancor più che sugli atleti. Facendoli scontrare, magari, in un momento diverso della loro carriera: non quando entrambi sono bisognosi di vittorie, ma da campioni affermati (e magari con un titolo in palio?).
Signori, qui si poteva fare la storia. E non credo di esagerare. Dietro a questo incontro c'era filosofia, sociologia e antropologia. La frase “Se il demone è una creazione dell'uomo, chi dei due è il più pericoloso?” è assolutamente geniale e racchiude tutto il racconto di questa faida, oltre che migliaia di anni di storia dell'uomo.
Due personaggi così diversi, quasi diametralmente opposti, ma così simili. Il Demon King e il “nuovo volto della paura”. Si sarebbe dovuto fare (e forse osare) di più. Per la quantità di idee che si sarebbero potute sviluppare, per le qualità tecniche e per il carisma dei due. Inoltre, la sconfitta avvenuta nonostante l'assalto iniziale di Wyatt affossa molto quest'ultimo, e rischia di cucirgli addosso l'abito del perdente, di cui è difficile liberarsi.

RAW TAG TEAM CHAMPIONSHIP – SETH ROLLINS & DEAN AMBROSE VS SHEAMUS & CESARO: voto 7.5
Fino a 2 minuti dalla fine avevo segnato 6.5, poi è stato un altro match. Inoltre, sia da un punto di vista tecnico che da uno psicologico, l'incontro non ha avuto lo svolgimento “classico” dei match di coppia: non vi è stato un aumento smisurato di velocità e intensità, né particolari colpi di scena e avvicendamenti tra finisher e conteggi. Sheamus e Cesaro erano in pieno controllo fino a pochi secondi dal termine. E' sembrato un single match tra due ottime coppie, con i Face che prendono legnate alla John Cena per poi rinascere e vincere in contropiede.
Ma la resa nel complesso è stata davvero ottima e godevole. Personalmente, continuo ad essere impressionato dall'evoluzione di Sheamus e Cesaro come coppia. Intesa grandiosa, alchimia impressionante che sembra cancellare i limiti che entrambi avevano come combattenti singoli. Cesaro, poi, è una autentica macchina. Si spezza i denti sul paletto, perde copiosamente sangue e continua a lottare con la semplicità di chi si fosse appena morso la lingua (io anche così avrei imprecato e sofferto per ore), anzi, valorizzando la teatralità della situazione e sapendola sfruttare a proprio vantaggio (proprio come aveva fatto recentemente quando andò a bucare il pallone che dei tifosi stavano facendo passare sugli spalti).

RAW WOMEN'S CHAMPIONSHIP – ALEXA BLISS VS SASHA BANKS VS BAYLEY VS NIA JAX VS EMMA: voto 7
Ebbrave le nostre girlz. Il match è di buona qualità ed intensità e tutte riescono a prendersi il loro momento di gloria. La più apprezzata (ed apprezzabile) è stata senza dubbio Nia Jax, che secondo me dovrà presto essere lanciata nella corsa per il titolo, vista anche la reazione del pubblico che sta ottenendo, e i primi fischi che cominciano a ricevere invece Bayley e Sasha.
Vedo un qualche parallelismo con “l'esplosione” di Strowman ai danni dei vari Reigns, Cena, Rollins e Balor: la passione del pubblico per lo strapotere crudo e spietato del monster heel contrapposto al sofferente travaglio (trito e ritrito, lasciatemelo dire) dell'eroe che non si arrende e vince contro tutti e tutto, nonostante tutto e tutti.
Giusto, probabilmente, dare fiducia alla Bliss: il pubblico sembra apprezzare e la Wwe ha il tempo di inventarsi qualcosa senza rischiare di bruciare nessun altro, anche perchè la categoria femminile ha una rosa decisamente corta.

JOHN CENA VS ROMAN REIGNS: VOTO 6.5
Anche in questo caso assistiamo ad un match diviso in due parti, totalmente diverse fra loro. Troppo lenta e noiosa la prima, in cui non succede ASSOLUTAMENTE NULLA e ogni schiaffo di Reigns sembra causare a Cena reazioni fisiche che manco una sediata d'acciaio; provocando svenimenti, collassi ed eterni tempi morti. “Booooooooring.”
Dopo la prima AA di Cena invece, l'incontro cambia radicalmente: seppure si alternino si e no 4 mosse in 5 minuti di azione, il match diventa brutale ed entrambi gli atleti si spingono al limite coinvolgendo ampiamente un pubblico fino a quel momento piuttosto annoiato. E' vero che Cena ci ha abituato a grandi match nei momenti importanti, ma va considerata la storia che si è scelto di raccontare e le possibilità di interazione “diverse” tra due fisici così massicci e potenti rispetto ad incontri con atleti maggiormente agili e tecnici come Aj Styles o Kevin Owens.
Peccato solo per la scena successiva all'incontro; credo che si sarebbe potuto e dovuto lavorare di più su questa rivalità che poteva portare ad una diversa concezione dei due lottatori da parte del pubblico (solo io ho notato, nel finale, quando Cena è rimasto solo su ring, che i POCHI fischi sono scemati – quasi con imbarazzo – per far spazio ad un sincero affetto nei suoi confronti?). Vedevo alcune analogie con la rivalità di qualche anno fa tra Cena e The Rock, e che una gestione simile dei due avrebbe potuto portare a dei vantaggi ad entrambi i lottatori.

WWE CRUISERWEIGHT CHAMPIONSHIP – NEVILLE VS ENZO AMORE: voto 4.5
L'incontro è davvero brutto. Terribilmente lento e totalmente privo di alcuna mossa spettacolare. Una sorta di Kane vs Big Show in versione midget, del tutto inaccettabile per dei Cruiser. Continuo a non capire la gestione di Enzo, letteralmente MASSACRATO in OGNI uscita dal momento dello split con Cass e improvvisamente diventato campione in uno stesso match in cui non porta a segno nessuna mossa, se non un low blow.
Sfruttare l'indiscutibile carisma di Enzo per farne una sorta di piccolo Eddie Guerrero, controverso Face che usa la malizia e la scaltrezza a suo favore? Ok, ma allora si può essere “comedy” senza però essere una macchietta. Ancora di più se devi poi mettergli una cintura attorno alla vita.
Certo, la successiva puntata di Raw aiuta a contestualizzare e dare maggiore senso alla situazione (anche se forse non a capirla), ma anche in questa Enzo viene dipinto come codardo, arrogante, scorretto: fondamentalmente… una pippa. Sono perplesso.

WWE UNIVERSAL CHAMPIONSHIP – BROCK LESNAR VS BRAUN STROWMAN: voto 5.5
Un match a cui non si poteva probabilmente chiedere molto di più, a meno che non lo si lasciasse libero di uscire dai binari della normalità, per raggiungere un incontrollato livello di brutalità, dove entrambi i lottatori avrebbero saputo dare il meglio nascondendo alcune lacune tecniche e una piuttosto evidente incompatibilità fisica (per la buona riuscita e la spettacolarità di un match).
Risultato: un pubblico fino a quel momento sempre caldo e sul pezzo, che si spegne totalmente e non segue con troppo interesse nemmeno il conteggio che vale a Lesnar una vittoria forse troppo prevedibile per risultare interessante. Dobbiamo dunque arrenderci a 7 mesi di nulla per poi assistere a WM ad un Lesnar – Reigns che nessuno vuole? Mboh.

PPV: voto 6
PPV con poche infamie e qualche lode, che supererebbe la sufficienza grazie ad alcuni buoni incontri e alle poche nefandezze. Personalmente però, sono della scuola di pensiero secondo cui un PPV non debba servire da collante per le puntate degli show e le loro faide ma debba risolverle, mentre recentemente sempre più spesso la WWE sta diminuendo le differenze fra queste due tipologie di show.
Inoltre, cinque titoli in palio ed un solo cambio di campione, con praticamente nessuna sorpresa in tutto il PPV. Questo incide negativamente su un voto che, per “media matematica” sarebbe potuto essere più alto.

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