Piper’s Pit#124 – Grazie, Cena

Piper's Pit

Bentornati al Piper’s Pit, questa volta in versione natalizia! E francamente non posso che concludere l’anno parlando del ritiro di John Cena e devo necessariamente farlo con queste parole: grazie, Cena.


Il 2025 passerà senza dubbio alla storia del pro wrestling per svariati motivi: la WWE su Netflix, l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, la nomination al Golden Globe di The Rock per “The Smashing Machine”, l’ultimo anno di attività in NJPW di Hiroshi Tanahashi, la WWE che si compra la messicana AAA, la scomparsa di Hulk Hogan e, ovviamente, il tour di addio di John Cena. E questo sembra veramente un addio, non uno dei tanti finti ultimi match dei quali francamente non se ne sentiva il bisogno. Cena al business ha detto tutto e anche di più, ereditandolo in un’epoca non facilissima e traghettandolo nell’era contemporanea, nella quale molto probabilmente non avremo più un volto unico della compagnia. È stato il GOAT, come è stato presentato? A mio avviso no, perché il GOAT è e resterà sempre Hulk Hogan, senza il quale molto probabilmente non starei nemmeno qui a scrivere, ma è stato il GOAT nella misura in cui questi tempi necessitano.

Non amavo John Cena nell’epoca del suo massimo fulgore, perché ero già troppo adulto per farmi andar bene la sua versione Superman, ma ora ne comprendo la necessità. Comprendo la necessità di avere un volto che non potesse passare nelle fila degli heel, perché il suo sincero entusiasmo per le cause di “Make-A-Wish” (cause che peraltro portavano anche ottima pubblicità a lui e alla WWE, sia chiaro…) mal si adattava al cattivo del ring. Certe scelte di booking sono state sicuramente non gestite benissimo nemmeno per un face, come peraltro il Firefly Funhouse Match con Bray Wyatt ha magistralmente svelato, ma John ha dato sempre tutto se stesso per il bene della compagnia, arrivando palesemente allo sfinimento fisico.

Il suo tour d’addio poteva essere gestito in maniera più entusiasmante? Sicuramente sì. Il suo turn heel è stato giusto un contentino a noi fan più smaliziati, ma francamente ha davvero tutta questa importanza? Abbiamo atteso ogni ultima sua data come un evento e, a mio parere, Gunther è stato il perfetto avversario finale con il giusto risultato (del resto io ho trovato anche corretto far finire la streak di Undertaker a Brock Lesnar), perché tra tanti anni ci ricorderemo del sorriso di Cena prima di cedere e di essere consegnato alla Leggenda… 

Finalmente abbiamo potuto vederlo John Cena e non ce lo dimenticheremo mai. Buone feste a tutti voi!

“I have wined and dined with kings and queens and I’ve slept in alleys and dined on pork and beans”.

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Scritto da Roberto Johnny Bresso
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