Piper’s Pit#123 – Dalla prima WrestleMania all’addio di John Cena: il wrestling come evento
Bentornati ad un nuovo appuntamento con il Piper’s Pit! Oggi faremo un salto nel passato fino alla prima WrestleMania.
Pochi giorni fa John Cena, in vista del suo ultimo match del 13 dicembre, ha affermato che fra due settimane a nessuno fregherà più nulla del suo addio e la cosa sarà dimenticata. Con la sua consueta umiltà e sagacia, ha precisato che non lo affermi per falsa modestia, ma perché è un dato di fatto: presto finirà l’anno e tutti, addetti ai lavori e fan, inizieremo a pensare alla Royal Rumble ed a WrestleMania. E Cena ha colto nel segno, perché questi tempi sono fatti in codesto modo, non solo per quanto concerne il wrestling: la vita scorre sempre più frenetica e veloce ed ecco quindi che i cosiddetti grandi eventi non fanno altro che susseguirsi uno dopo l’altro senza soluzione di continuità e ciò, ahi me, spesso li priva di quel senso di unicità che avevano un tempo.
La cosa mi è sembrata ancora più chiara pochi giorni fa, quando ho rivisto la prima edizione di WrestleMania, disputatasi al Madison Square Garden di New York il 31 marzo 1985. All’epoca l’idea di un grande evento di wrestling era già stata sviluppata dalla NWA con due edizioni di Starrcade (la prima disputatasi nel 1983), ma l’ambizioso progetto di Vince McMahon era quello di creare un qualcosa che potesse attrarre i fan dello sport spettacolo, ma anche quelli del mondo dello show business in generale, di modo da poter creare un pubblico fidelizzato nel tempo, ma anche un bacino di utenza molto più vasto dal quale attingere di tanto in tanto durante l’anno. Inutile sottolineare quanto avesse ragione, basti vedere che ora WrestleMania è divenuta una cosa appetibile per il mercato saudita e che le star del wrestling bucano persino il grande schermo, con The Rock che si è conquistato la sua prima meritata candidatura al Golden Globe per il film “The Smashing Machine”.
Ma come si arrivò alla prima ‘Mania? Vince ebbe semplicemente la geniale idea di pubblicizzare lo show tramite l’innovativo canale di MTV, che si rivolgeva ad un pubblico giovane. Ecco quindi il coinvolgimento della cantante Cindy Lauper (all’epoca più famosa di Madonna) per lanciare la celeberrima Rock ’n’ Wrestling Connection, il pianista Liberace per rassicurare il pubblico più adulto e la leggenda della boxe Muhammad Ali in versione arbitro speciale del main event, incontro che vide Hulk Hogan ed il celebre attore televisivo Mr. T sconfiggere Paul Orndorff e Roddy Piper. Vennero disputati in tutto nove incontri e, per la cronaca, il primo in assoluto vide la vittoria di Tito Santana su The Executioner (Buddy Rose). La qualità sul ring non fu particolarmente eccelsa, in quanto tutti i match furono di durata assai contenuta, ma la sensazione di aver assistito ad un evento che avrebbe fatto la storia la ebbero non solo i 19121 spettatori del Garden, ma anche gli oltre un milione di spettatori davanti alla tv a circuito chiuso.
Da quel giorno il wrestling ne ha fatta di strada, ma il concetto di evento unico ed irripetibile nacque proprio quella sera. Ecco perché non dobbiamo mai smettere di goderci tutti i momenti che il wrestling ci sa ancora regalare, proprio a partire dall’ultimo ballo di John Cena.
“I have wined and dined with kings and queens and I’ve slept in alleys and dined on pork and beans”.
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