Natural Selection #14

Bentornati ad nuovo appuntamento con Natural Selection, l'editoriale che prende in esame il lato femminile del wrestling di casa Stamford, e non solo.

L'ultimo PPV della WWE, Hell in a Cell, non ha certamente entusiasmato ricevendo moltissime critiche negative da parte di addetti ai lavori e semplici spettatori, ma dal punto di vista della divisione femminile l'evento non ha deluso assolutamente le aspettative.

Sicuramente il match della serata è stato quello che ha visto affrontarsi Becky Lynch e Sasha Banks, per il massimo alloro di Raw, in un Hell in a Cell match. Il match infatti, veramente godevole e pieno di momenti salienti, ha saputo raccontare alla perfezione l'intensa rivalità che si era venuta a creare, seppure in poco tempo, fra l'attuale campionessa di Raw e la rientrante Sasha andando a incastonarsi come una gemma in una storyline semplice ma di grande effetto. Sicuramente la stipulazione ha aumentato la drammaticità del match, ma credo sia innegabile che le due wrestler non si siano risparmiate al fine di poter sfruttare nel migliore dei modi una cornice molto evocativa come la gabbia infernale. Becky ha finalmente ritrovato lo slancio tipico della gimmick di “The Man”, che si era affievolito gradualmente fin dopo Wrestlemania, mentre la Banks ha fatto capire di essere completamente a proprio agio con il suo turn heel. Ovviamente la buona riuscita del match, al di là del lato tecnico della contesa, è da imputare anche alle doti recitative delle due contendenti ed in parte anche al booking della WWE, che questa volta non ha voluto strafare cercando di seguire i binari di una storia lineare che non aveva necessità di essere complicata da interventi cervellotici o ad effetto.

Se il match per il titolo di Raw ha stupito soprattutto per il lato tecnico, quello per la cintura di Smackdown ha seguito dei risvolti completamente diversi. La contesa che ha visto perdere il titolo Bayley in favore di Charlotte Flair non si è contraddistinta per manovre spettacolari, ma ha giocato sul lato psicologico delle contendenti ed in particolare sull'evoluzione di Bayley. Già da tempo la federazione stava proponendo un lento turn per Bayley in una storyline che ha visto un graduale cambiamento della ormai ex hugger, che con il passare del tempo ha finito per perdere tutte le certezze e gli entusiasmi che l'avevano caratterizzata fin dai tempi di NXT. L'incontro di Hell in a Cell ha rappresentato la classica goccia che fa traboccare il vaso, ed infatti dopo aver perso match e cintura Bayley si è lasciata andare ad un comportamento isterico e fuori controllo che non faceva presagire a nulla di buono sul versante psicologico della ragazza di San Josè.

Il PPV ha ospitato anche una difesa titolata delle cinture di coppia, che ha visto le campionesse Alexa Bliss e Nikki Cross cedere i propri allori alle Kabuki Warriors. Se i due match per i titoli singoli erano supportati da storyline sviluppate nel tempo, il match per i titoli di coppia, come spesso accade, non aveva nessun supporto da parte del booking. Le due nipponiche hanno avuto un title match senza nessuna logica o spiegazione, quando sarebbe bastato almeno un semplice first contender match per legittimare il loro status di prime contendenti. Lo stesso match non ha saputo raccontare una storia credibile e godibile, anche perché Asuka e Kairi hanno recitato il ruolo delle heel fin dalle prime battute della contesa sebbene fino a quel momento si fossero sempre comportate da face. Questa sorta di turn silenzioso è culminato nelle fasi finali del match quando Asuka è ricorsa all'espediente del green mist per accecare Nikki Cross e conquistare i titoli per la prima volta nella loro carriera. Personalmente non ho apprezzato le tempistiche di questa scelta, dal momento che non mi sembra corretto che un turn avvenga senza un minimo di base ed in un match poco sentito e senza alcun momento tensivo. Le decisioni di booking dimostrano ancora una volta che la divisione femminile di coppia naviga totalmente a vista, e che le wrestler coinvolte debbano mutare i loro atteggiamenti in nome di esigenze temporanee e legate a dei titoli, che lo ripeto ormai da diversi numeri dell'editoriale, non interessano a nessuno e non hanno un minimo di credibilità.

Già nello scorso appuntamento avevo sottolineato come le storyline che avevano portato ad Hell in a Cell avrebbero trovato la loro naturale conclusione in previsione del draft che avrebbe certamente mescolato le carte soprattutto nei piani alti della divisione femminile. Era infatti impensabile che la federazione avrebbe tenuto le quattro horsewomen nello stesso roster, o che non le avrebbe divise equamente, ed infatti le dinamiche del draft hanno portato la Lynch e la Flair nello show rosso e Bayley e Sasha alla corte di Smackdown. Prima di esaminare le scelte di mercato dei due brand vorrei sottolineare che la prima serata dedicata al draft ha visto Charlotte Flair perdere il titolo, conquistato solo pochi giorni prima, in favore proprio di Bayley. A prescindere dalla qualità della contesa tale match ha finalmente visto completare il lento turn di Bayley, del quale abbiamo già parlato, quando la campionessa di Smackdown si è presentata sullo stage distruggendo i pupazzi gonfiabili, tipici del suo lungo periodo da face, e sfoggiando un nuovo trucco ed una nuova pettinatura che hanno certamente contribuito a sottolineare l'ormai avvenuto cambiamento. Anche il momento finale ha quindi degnamente concluso un turn che è stato gestito veramente alla perfezione dal booking della federazione. Questo a dimostrazione che quando in casa WWE le decisioni vengono ben ponderate, i risultati sono decisamente più soddisfacenti. La cura con la quale è avvenuta la gestione del turn heel di Bayley ha rasentato la perfezione perché graduale e cucita addosso ad un personaggio totalmente face come la ormai ex hugger. Non avrebbe avuto senso turnare Bayley da un momento all'altro semplicemente perché non avrebbe avuto nessun tipo di coerenza con la natura della gimmick. Un turn subitaneo sarebbe stato banale e, soprattutto, non avrebbe spiegato come un animo da face così radicato nel personaggio sia stato spazzato via da un comportamento così divergente dalle proprie corde.

Tornando al draft trovo coerente che le quattro donne di punta delle federazione siano state divise con queste modalità, dal momento che Sasha e Bayley dovevano necessariamente far parte dello stesso show. Certo Raw vivrà ancora sulla ormai trita rivalità fra Becky e Charlotte, ma in questo modo la Flair potrà mantenere il suo status da heel, che avrebbe certamente perso se fosse rimasta nello stesso show di Bayley, che di sicuro meglio caratterizza il suo personaggio. In questo scenario sarà fondamentale il booking delle altre atlete che compongono il roster di Raw, che dovranno rappresentare dei feud di passaggio sia per la campionessa che per Charlotte, in attesa di un inevitabile confronto fra le due top player del lunedì sera. Personalmente credo che Asuka e Kairi Sane, pur rimanendo in coppia, possano rappresentare una buona sfida per la campionessa, sia dal punto di vista tecnico sia perché nessuna delle due ha mai avuto un feud con la campionessa irlandese. Vagliando i nomi che compongono il roster femminile di Raw desta molta curiosità Liv Morgan, per la quale da tempo si vociferano piani importanti ed un buon push. Effettivamente l'ex componente della Riott Squad è ormai lontana da tempo dalle scene, ed in questi mesi abbiamo soltanto visto un video criptico dove Liv si disfa delle sue caratteristiche ciocche di capelli rosa. Tutto questo sicuramente porterà ad una nuova attitudine per la ragazza dalla lingua blu, ma allo stato attuale non abbiamo nessun elemento per ipotizzare che piani la federazione abbia in serbo per lei.

Allo stesso modo anche le atlete di Smackdown sono chiamate a supportare un booking che sarà incentrato sull'amicizia fra Bayley e Sasha. In questo caso il team creativo sarà chiamato ad un lavoro ancora più complesso, dal momento che i due pezzi da novanta sono attualmente legati fra di loro da un legame quasi di sorellanza oltre ad essere state turnate heel di recente. Anche in questo caso le due horsewomen di Smackdown sono destinate a dividere il ring presto o tardi, ma entrambe avranno bisogno di buoni feud che le tengano impegnate fino all'inevitabile inasprimento dei rapporti. Da questo punto di vista lo show in onda sulla Fox si è già portato avanti dal momento che ha già una sfidante designata all'alloro in possesso di Bayley, si tratta di Nikki Cross che vincendo un six pack match ha guadagnato un invidiabile status da first contender. Sarà interessante vedere lo sviluppo dei personaggi di Alexa Bliss e Lacey Evans, che vanno a candidarsi come due elementi importanti del roster blu. Se per Alexa ipotizzo un passaggio nelle fila dei face, in realtà già parzialmente in atto da quando fa coppia con la Cross, sono titubante riguardo l'allineamento della Evans, credo che aver fatto coppia con Natalya in una delle puntate del draft sia stato una sorta di test da parte delle federazione per capire come il pubblico possa percepire una Lacey face. Personalmente non turnerei la Evans dal momento che credo sia una heel naturale, capace di attirare su di sé un heat importante fin dai primi momenti nel main roster. Sicuramente se dovesse passare fra le schiere dei face il personaggio avrebbe bisogno di cambiamenti abbastanza significativi, senza i quali sarebbe davvero difficile che il pubblico possa cominciare ad acclamare un personaggio che fino ad ora si è dimostrato estremamente spocchioso ed egocentrico.

Di sicuro lo smistamento nei due roster delle atlete può essere analizzato da diversi punti di vista, ma qualsiasi sia la lente sotto la quale viene visto non bisogna dimenticare che la WWE tende a non separare le coppie nella vita reale. Ovviamente questo vincolo finisce per influenzare fortemente le scelte di draft, andando a creare delle reazioni a catena che finiscono per spostare alcuni atleti quasi in blocco al fine di non tenere lontano wrestler che vivono una relazione amorosa. Si pensi allo spostamento in blocco di Charlotte Flair, Andrade, Zelina Vega ed Aleister Black: I rapporti personali fra la regina ed il messicano e fra la manager dello stesso Andrade ed il lottatore olandese vanno ad intersecarsi con la storyline che prevede che la Vega sia legata al compagno in vita reale della Flair, in questo modo la WWE è obbligata a spostare quattro atleti praticamente in blocco a prescindere dai piani previsti per loro singolarmente. Ovviamente non è questo l'unico caso, Sarah Logan è a Raw perché sposata con Erik dei Viking Raiders, Carmella è in quel di Smackdown perché sentimentalmente legata al commentatore Corey Graves e Lana compare nelle storyline di Raw perché felicemente sposata con Rusev.

Approfitto di questa riflessione proprio per dedicare due righe al booking che sta interessando Rusev, Lana e Bobby Lashley. I tre atleti sono coinvolti in una storyline che prevede che Lana tradisca apertamente suo marito, anche in storyline, Rusev con il rientrante Bobby Lashley. Ora a prescindere dal fatto che la linea di booking è vecchia ed ampiamente utilizzata negli anni, i veterani ricorderanno ad esempio il triangolo Test-Stacy-Steiner, credo che una federazione che millanta di essere attenta allo sviluppo del wrestling femminile non possa proporre una storyline che vede una donna essere una sorta di oggetto conteso fra due uomini. Certamente Lana non ha nelle qualità in ring la sua dote migliore, e fin dall'inizio della sua carriera è sempre stata utilizzata come una semplice valletta o comunque in segmenti che mettessero in risalto la sua bellezza piuttosto che le sue capacità, ammesso che ne abbia, come wrestler. La storyline oltre ad essere di cattivo gusto sta producendo anche siparietti al limite del trash come le scene del centro massaggi oppure del ristorante, che non fanno altro che mettere la ragazza russa in una luce sempre peggiore. Se poi consideriamo che gli ultimi aggiornamenti parlando di un Rusev perennemente infoiato e di una Lana preoccupata di perdere tutto ciò che ha costruito nel caso dovesse affrontare una gravidanza, non mi pare che il team creativo stia imbastendo una trama particolarmente originale. Il tutto si sta riducendo a dei pretesti per mostrare la bella wrestler in abiti succinti oppure intuirne la nudità quando ci viene mostrata sotto le lenzuola oppure coperta da un asciugamano. In tutta onestà credo che tutto questo siparietto non porterà alcun tipo di push ai tre atleti coinvolti, raramente questo tipo di storyline ha rappresentato l'inizio di un periodo favorevole per i wrestler impegnati e ben presto l'attenzione riservata a questo tipo di angle perde interesse se non supportata da un lottato all'altezza. Sicuramente la federazione di Stamford rischia di fare un clamoroso autogoal proponendo una delle sue wrestler come una ragazza estremamente facile che tradisce il proprio compagno tanto sfacciatamente proprio perché negli ultimi anni si è fatta portatrice della famigerata rivoluzione femminile. Se la scelta della WWE è stata quella di eliminare le figure femminili incapaci di fornire delle prestazioni sul ring al fine di esaltare la figura della donna come wrestler credibile, non riesco davvero a capire perché proporci una Lana completamente avulsa da tale ragionamento. Questa Lana, così come ci viene presentata, non fa altro che sminuire tutto il lavoro che la federazione ha fatto per ribaltare, anche di fronte all'opinione pubblica, una visione di wrestling femminile legata solo all'avvenenza delle lottatrici che spesso e volentieri venivano scelte più per le doti fisiche che per quelle legate al lottato puro. Mi chiedo se il gioco valga la candela e se Lana possa effettivamente uscire rafforzata da questa situazione nel lungo periodo, oppure se questa scelta sia la definitiva pietra tombale sulla carriera da performer della Ravishing Russian. Credo che la federazione abbia proposto questa storyline senza pensare alle conseguenze che i detrattori e la concorrenza avrebbero potuto muovere alla politica del wrestling femminile di casa Stamford, che se da un lato continua ad ergersi come icona femminista dall'altro lato non si pone assolutamente il problema di mercificare una delle sue tesserate. Qualsiasi sia l'evoluzione delle vicende fra i coniugi Rusev ed il terzo incomodo Bobby Lashley credo che Lana ne uscirà solo come l'ennesima bambola bionda svampita e stupida, rischiando seriamente di distruggere tutte le campagne che la WWE ha fatto in nome della parità di genere. Nonostante la mole di rischi la federazione però sembra credere fortemente alla bontà di questo feud, soprattutto se consideriamo che la sua ultima evoluzione ha chiuso l'ultima puntata dello show del lunedì sera.

Senza considerare che casa Stamford mina la sua campagna a favore della parità di genere proprio quando riesce ad avere il permesso per proporre il primo match femminile in occasione dei tanto vituperati eventi in Arabia Saudita. Il match che ha visto affrontare Lacey Evans e Natalya, a prescindere dal risultato e dal valore tecnico della contesa, può essere considerato come una conquista importante per la federazione, che finalmente è riuscita ad imporre la sua visione anche in una realtà tanto ostile alla competizione femminile come quella saudita. Sicuramente la WWE sfrutterà la situazione per mostrarsi all'avanguardia nella battaglia per l'affermazione femminile, già immagino uno dei noiosissimi discorsi di Stephanie McMahon a riguardo, ma lo farà in un momento storico dove, parallelamente, sta portando avanti un feud che non fa altro che rievocare una visione della donna certamente più vicina ad una condizione servile piuttosto che emancipata e paritaria. Con quale coraggio la WWE potrà fregiarsi della grande conquista sociale quando il segmento successivo vedrà ancora una volta Lana come donna oggetto nelle beghe fra il bulgaro e Lashley?

Se il main roster ci propone una varietà di storie, talvolta di cattivo gusto, lo stesso non si può dire di NXT, dove la divisione femminile sta vivendo un periodo di stasi. Sicuramente il lungo regno della campionessa Shayna Baszler non aiuta a muovere la situazione, ma va detto che le inseguitrici alla corona della maga delle sottomissioni non si stanno certamente mettendo in mostra. La Shirai risulta ancora invischiata in un feud con Candice LeRae che, onestamente, oramai non ha più nessun senso considerato che la giapponese ha sempre surclassato la sua rivale in tutte le occasioni che hanno visto le due contrapposte, mentre Rhea Ripley, che per me rappresenta una delle candidate ideali per interrompere l'impero della Baszler, non viene esaltata a dovere dal booking. In tutto questo Mia Yim e Bianca Belair, anche per qualche sconfitta di troppo, hanno visto calare il loro status nelle ultime settimane e, ad oggi, non sembrano degne di un'opportunità titolata. Credo che il team creativo dello show del mercoledì debba scegliere se puntare sulla Shirai oppure sulla Ripley, creando un booking che renda più temibile la prescelta agli occhi degli spettatori. Personalmente sono molto stupito dell'inerzia delle scelte del team circa la Shirai che dopo il turn heel sembrava destinata ad impossessarsi della cintura in poco tempo, evidentemente deve essere sorta qualche difficoltà, magari linguistica come spesso succede con i wrester del sol levante, che sta frenando l'ascesa della dominatrice del cielo in nome di un feud ormai chiuso contro l'ex amica Candice.

Per quanto riguarda la AEW la situazione è ancora più stantia. Da quando Riho ha vinto il titolo femminile nessuna delle altre lottatrici ha mostrato interesse a feudare contro la nipponica. L'unica difesa titolata dell'attuale campionessa l'ha vista trionfare in un incontro contro Britt Baker, che però non aveva mai interagito con la campionessa, ad esclusione di una partnership in occasione di un tag team, e che soprattutto non aveva fatto nulla per meritare tale shot. Probabilmente la AEW sta riversando tutte le sue forze sulla divisione maschile per ottenere una posizione di dominanza sui rivali di NXT, ma non credo che ignorare la divisione femminile possa essere una buona mossa nel lungo termine. L'ingaggio a tempo pieno delle nipponiche Emi Sakura e Yuka Sakazaki, già viste negli eventi in PPV che hanno preceduto la nascita di Dynamite, può rappresentare sicuramente un buon colpo per la federazione di Tony Khan, ma la divisione manca totalmente di storyline e di mordente. Fin quando non si deciderà di creare un buon booking anche per le donne, la divisione femminile della AEW sarà sempre ridotta a qualche piccola scaramuccia ed a qualche isolato match per il titolo. Questo scenario appare attualmente desolante, anche alla luce dell'attenzione che la AEW aveva promesso verso il wrestling femminile in occasione delle varie conferenze stampa precedenti all'inizio delle attività. Vedremo se il misterioso promo di Brandi Rhodes, in pieno stile voodoo, rappresenterà l'inizio di una storyline che possa coinvolgere maggiormente il parco atlete oppure sarà solo un'altra goccia nel nulla in cui naviga la divisione femminile di Jacksonville.

Anche per questo mese Natural Selection finisce qui, spero che la lettura sia stata piacevole e vi rinnovo l'appuntamento per il prossimo mese.

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