5 Star Frog Splash #201 – Compulsiveness

Se è questo il Summerslam che la WWE stava preparando da mesi e mesi e per il quale ci siamo dovuti sorbire quattro mesi di PPV di transizione e di ripiego, fatti tanto per fare… beh, direi che non sono impressionato per niente. D’altronde credo che nessuno lo sia, non dopo le ultime aberranti puntate degli show settimanali che abbiamo dovuto sorbirci (non tanto SmackDown, che pure non scherza, ma soprattutto Raw). D’altronde capita quando per le due puntate dello show rosso del 3 e del 10 agosto i tuoi writer ti sottopongono 32 segmenti e tu ne approvi solo 4, sostituendoli in una botta sola con la Retribution, Raw Underground, Montez Ford avvelenato e chi più ne ha più ne metta. E se c’è una cosa che è ora evidente più che mai dopo le ultime pessime uscite degli show del main roster è che è impossibile mettere su uno show decente senza uno straccio di programmazione. È chiaro che Vince McMahon vede i suoi show come una sorta di enorme bersaglio sul quale lanciare una serie infinita di freccette, per testare quali restano attaccate e quali no. Ma non è rivoluzionando completamente uno show da una settimana all’altra che puoi colpire il pubblico e cercare disperatamente di far risalire i tuoi ratings ormai al tracollo, non quando il pubblico te lo ha detto chiaramente che cosa vuole: delle storie alle quali appassionarsi. Ma non è di certo con la Retribution e Raw Underground che puoi pensare di dare una svolta in questo senso.

Innanzitutto, che cos’è Raw Underground? Un club esclusivo? Chi ci può lottare? Come? Cosa cambia rispetto a un normale match WWE, cosa può offrire in più? Dopo due settimane queste domande non hanno una risposta. Perché, tanto per cambiare, è una cosa fatta tanto per fare, senza provare a contestualizzarla nell’ambito di Raw e a darle un senso, un motivo di esistere nello show del lunedì sera. Perché non dare alla cosa un effetto veramente “underground” e renderlo il posto dove i reietti del roster, quelli che non ottengono una possibilità da troppo tempo o magari nuovi giovani talenti da NXT, possono guadagnarsi l’opportunità di tornare a competere a Raw per qualcosa di significativo? Invece no, sono solo “match” a caso in cui Superstar a caso combattono senza regole e senza niente in palio. Un Fight Club organizzato male e realizzato peggio che potrebbe avere qualche prospettiva ma che invece non provano nemmeno a rendere qualcosa di sensato. Dabba-Kato… ho già gli incubi. La Retribution… c’è pure qualcosa da dire in merito? È una stable che non ha nessun senso fin dall’inizio e per questo non attirerà nessun interesse, impedendo dunque a chi ne farà parte di avere un qualsivoglia impatto a Raw. L’angle realizzato in questo modo potrebbe avere senso solo se i componenti della stable non fossero dei wrestler WWE ma venissero da fuori, magari perché mai ingaggiati dalla WWE, e volessero quindi provare a distruggerla. Ma dato che si rumoreggia da tempo che i componenti del gruppo saranno Dominik Dijakovic, Vanessa Borne e Chelsea Green direi che non stiamo affatto parlando di un caso del genere. Nell’ultima settimana si è fatto il nome anche di Tommaso Ciampa… spero davvero che non sia vero perché uno come lui non si merita di fare una fine del genere. Non in una stable realizzata male come questa. Una stable che crea il caos ANNUNCIANDOSI a Raw (perché altrimenti la WWE come li fa i big ratings, eh?) o risultando minacciosissima tagliando le corde del ring con una motosega a SmackDown. Avete creato una stable di teppisti tredicenni insomma, ben fatto.

Non che il resto di Raw sia stato da meno nelle ultime settimane eh, non quando una delle cose a cui decidi di dare rilievo è una stable di quarantacinquenni (palese rip-off di una stable presentata in modo identico – solo molto più efficace – anni fa dalla TNA) che dovrebbero essere lì solo per jobbare ai giovani e farli crescere e invece si prendono loro lo spazio ai danni di tutti gli altri. La storyline di MVP che si proclama campione senza alcun motivo valido, Mustafa Ali che torna in pompa magna, viene distrutto all’istante da Bobby Lashley e sparisce immediatamente da Raw, Apollo Crews – che, ricordiamolo, è lo United States Champion – che viene battuto da Shelton Benjamin… ce ne fosse una di queste cose che abbia un senso, UNA. Ma poi MVP e i suoi non avevano annunciato di aver preso il controllo di Raw Underground? Già dimenticato tutto questa settimana? Montez Ford che viene avvelenato è un’altra storyline notevole. D’altronde mica è un reato avvelenare qualcuno, è perfettamente normale che una persona subisca un avvelenamento e il tutto prosegua come se fosse perfettamente normale, con Bianca Belair nelle vesti della grande vendicatrice del marito perché non hanno la minima idea di come proporla e mandarla contro Zelina Vega è l’unica cosa che gli sia venuta in mente in quattro mesi che la EST è nel main roster. Evito di parlare di Nia Jax che è in faida con Pat Buck e del booking delirante di Shayna Baszler che è meglio.

Restando in tema di donne, Sasha Banks e Bayley sono altre due vittime di un booking che avrebbe distrutto probabilmente chiunque a parte loro. Si salvano perché sono due fuoriclasse, con Bayley che è riuscita a tirare fuori dell’oro da un character stupido come quello della teenager ribelle reginetta del liceo che si autoproclama role model e Sasha Banks perennemente bookata come spalla di qualcun altro. Si parla da quattro anni di una possibile faida tra loro, eppure questa continua a essere rimandata e sostituita da storyline di rimpiazzo. “Non tutto il male viene per nuocere”, penserebbe qualcuno che le vede con tutti i titoli femminili della compagnia alla loro vita. Cosa che sarebbe probabilmente vera in qualsiasi altra compagnia ma non nella WWE, dato che così facendo gli Women’s Tag Team Titles hanno perso completamente la (poca) rilevanza che avevano guadagnato. Per non parlare della povera Sasha Banks che ha conquistato per la quinta volta il Raw Women’s Title senza che alcuno dei suoi regni titolati sia minimamente degno di nota. Sicuramente non lo è questo, vinto grazie a una stipulazione ridicola che prevedeva che il titolo potesse passare di mano anche per count out ed è così che è stato. Senza contare che un match potenzialmente epico come Sasha Banks vs Asuka, già sprecato una volta in un Raw qualunque nel 2018, è stato messo in scena altre due volte con dei finali che possono essere descritti solo come ridicoli. Speriamo che sia la volta buona a Summerslam, dove si affronteranno per la quarta volta. Tralascio il discorso sul trattamento di Asuka, è meglio per voi e per le mie coronarie.

Summerslam vedrà all’opera anche un character che invece vorrei veder sparire volentieri dagli schermi come Seth Rollins. Sottolineo “character” perché ovviamente non ho nulla contro la persona e contro il performer Seth Rollins, ma questa sua incarnazione è rapidamente diventata talmente insopportabile che davvero la farei sparire all’istante. Non c’entra nulla l’essere heel e il sapersi far odiare: come sempre c’è una differenza tra l’essere un buon heel e l’essere completamente insopportabile. Il Monday Night Messiah, e di conseguenza tutti i feud che lo vedono protagonista, rientra pienamente in questa seconda categoria per quanto mi riguarda. Il culmine dello schifo si è ovviamente raggiunto con l’Eye for an Eye match di Extreme Rules, ma anche il suo continuo sproloquiare a Raw e il feud con un esordiente Dominik Mysterio non scherzano. È un personaggio completamente fuori dalla realtà: una storia dovrebbe solitamente proiettarti nella “suspension of disbelief” e portarti a credere che tutto quello che stai guardando sia vero, mentre tutto ciò che riguarda Rollins al momento ha l’effetto diametralmente opposto dato che tutto ciò che vedi è più finto del finto e non può fare altro che farti vergognare di quello che stai guardando. Rollins in settimana ha difeso l’Eye for an Eye match dicendo che era qualcosa di fuori dagli schemi che serviva ad attirare il pubblico non abituale: dimostrazione che non solo Rollins, ma soprattutto chi è a capo della compagnia per cui lavora, non abbiano la minima idea di quello che possa solleticare l’interesse di un pubblico solitamente non appassionato alla WWE. Di certo non un match grottesco che anche un bambino di sette anni bolla immediatamente come finto (chiedere al cuginetto di Daniele La Spina per referenze).

Va fatto un plauso alla WWE però perché per riuscire a rendere poco interessante anche un match per il WWE Championship tra Randy Orton e Drew McIntyre ci vuole davvero una dose notevole di abilità. Il motivo è piuttosto semplice: McIntyre, dopo mesi in cui è stato coinvolto con contendenti palesemente non al suo livello, occasioni in cui quindi gli è toccato trainare letteralmente lo show, per una volta ha a che fare con un main eventer conclamato… e come premio sparisce letteralmente dalla storyline. È stato ridotto a una comparsa e l’ultima puntata di Raw ne è la chiara dimostrazione, dove il main event se lo prende un segmento con un Randy Orton completamente senza senso perfino per i suoi standard, almeno quelli degli ultimi mesi – pur tirando fuori prestazioni d’eccellenza, giusto per sottolineare che la colpa non è sua ma di un writing ridicolo, tanto per cambiare – in cui è stato ridotto a un ammasso informe e sconclusionato di tutti i suoi character presenti e passati messi insieme. Tanto da prendersela per un motivo ridicolo con un Ric Flair che conosce da 20 anni e la cui unica colpa è avergli rimediato un match contro Kevin Owens che lui non voleva. Ma Ric Flair ha 71 anni e non può interagire fisicamente con Orton, quindi non può prendersi l’RKO e il Punt Kick. Dunque come risolvere? Con un finto low blow e un Punt Kick che non si vede perché proprio in quel momento – ma tu guarda la coincidenza! – le luci se ne vanno (sempre per i problemi causati dalla Retribution che però in quel momento è a tirare mattoni e a rovesciare auto) e il calcio non viene ripreso dalle telecamere. Lo dico qui e adesso: se hanno intenzione di dare il titolo a Orton e di farglielo tenere in ostaggio per mesi in attesa della sfida finale con Edge a Wrestlemania, che per inciso sarebbe la storyline più ridicola di sempre dato che non hanno bisogno di nessun titolo per portarla a termine, men che meno quando si tratta di strapparlo di dosso a questo Drew McIntyre, fanno uno degli errori più grossi di sempre. Ma d’altronde non capisco di cosa ci sia ancora da sorprendersi, non finché a prendere in ostaggio la propria compagnia di wrestling e a determinarne vita, morte, miracoli e ratings in crollo totale c’è un vecchio di 75 anni che aveva già perso contatto con la realtà vent’anni fa.

Lorenzo Pierleonihttps://www.tuttowrestling.com/
Dicono che sia il vicedirettore di Tuttowrestling.com ma non ci crede tanto nemmeno lui, figuriamoci gli altri. Scrive da otto anni il 5 Star Frog Splash, per un totale di oltre 200 numeri. Cosa gli abbiano fatto di male gli utenti di TW per punirli così è ancora ignoto. A marzo 2020 si ritrova senza niente da fare, inizia un podcast e lo chiama The Whole Damn Show. Così, de botto, senza senso.
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