Piper’s Pit#48 – The Icon urla ancora

Bentornati al Piper’s Pit! Oggi parleremo di un personaggio che, nonostante abbia ormai 61 anni, riesce ancora a scaldare i cuori di tutti i fans di wrestling: stiamo parlando ovviamente di Sting.

Steven James Borden nasce il 20 marzo 1959 a Omaha, in Nebraska, ma crebbe a Venice Beach dove iniziò al liceo a giocare a football e basket, prima di intraprendere una carriera nel body building, fino a che un road agent gli propose di provare a dedicarsi al wrestling. Fu così che iniziò a lottare nella Continental Wrestling Association con il nome di Flash, in coppia con Justice che altri non era che Jim Hellwig, il futuro The Ultimate Warrior; i due erano conosciuti come The Freedom Fighters. Il tag team si trasferì poi nel 1986 nella Universal Wrestling Federation, dove prese il nome di Blade Runners e fu allora che Borden iniziò ad essere conosciuto come Sting, nome che non cambiò mai più. I due comunque erano malvisti dal resto dei lottatori in quanto era noto il loro cospicuo uso di steroidi. Hellwig presto lasciò però la compagnia, dando così inizio alla carriera in singolo di Borden, che nel 1987 fece il grande salto, passando alla NWA di Jim Crockett (che tra l’altro ci ha lasciato proprio in questi giorni ed è doveroso rivolgere a lui in pensiero per quanto fatto per il business).

Sting in NWA venne considerato subito da Dusty Rhodes un predestinato ed il suo personaggio di giovane atletico surfista californiano ricevette subito un importante push, tanto da arrivare a sfidare Ric Flair per il titolo massimo già nel 1988. Venne immediatamente adorato dal pubblico e nel 1989 arrivò il suo primo titolo, vale a dire l’NWA Television Championship. Dopo un’alleanza con i Four Horsemen avvenne la rottura e l’inzio di un’epica faida con la stable capitanata da Ric Flair, fino alla prima conquista dell’NWA Title nel 1990. In quel momento la WCW si staccò dalla NWA e Sting di fatto ne divenne immediatamente il volto, mettendo in piedi grandi rivalità con Vader e Rude. 

Nel 1996 la svolta: il suo personaggio iniziò a cambiare, i suoi capelli si fecero più lunghi ed il suo look sempre più dark, chiaramente ispirato a Brandon Lee nel film “Il corvo”. La WCW venne presa in mano da Hollywood Hogan e dal suo New World Order e Sting, sentitosi tradito dai suoi alleati a causa di un suo impostore, in storyline si ritirò dalle scene, iniziando a comparire silente e solitario sui tetti e sulle piccionaie delle arene, salvo calarsi sul ring dotato di mazza da baseball per attaccare l’nWo. Fu l’inizio della leggendaria faida con Hogan che durò numerosi mesi, prima che Sting aderisse alla fazione rossa e nera dell’nWo, cosa che non venne accolta bene dai fans. Nel frattempo la WCW navigava in pessime acque e si fece sempre più concreta l’acquisizione da parte della rivale WWF, cosa che avvenne nel 2001. Nell’ultimo match della storia della WCW Sting sconfisse Ric Flair e i due si abbracciarono al centro del ring, a sancire la fine di anni di battaglie. Quando chiunque dava per scontato il passaggio di Sting alla corte di Vince McMahon, Borden fece invece il gran rifiuto, prendendosi una pausa dal lottato e andando poi a combattere per qualche tempo in Australia nella neonata Wrestling All Stars.

Tornato negli States non approderà in WWE, ma nella TNA, prima sporadicamente e poi, a partire dal 2005, in maniera più continuativa, tanto da conquistare il titolo massimo nel 2006, sconfiggendo Jeff Jarrett. Nel 2008 avvenne il suo primo turn heel dal 1999, ma il pubblico gli rimase in ogni caso fedele, tanta era enorme ormai la sua popolarità. Tra gli alti e bassi della federazione lo Scorpione rimase sempre fedele alla sua nuova casa fino al 2014, diventandone di fatto il volto, esattamente come era accaduto in WCW.

Nel 2014 l’evento che i fans avevano atteso da così tanto tempo: Sting passa alla WWE! Dapprima come presenza nel videogioco WWE 2K15, poi facendo la sua comparsa durante il main event di Survivor Series, attaccando Triple H e mandando in visibilio i tifosi di tutto il mondo, da tanto ero atteso questo momento. Purtroppo il vecchio vizio di Vince di umiliare gli ex WCW non farà eccezione nemmeno per The Icon, in quanto nella sua unica WrestleMania verrà sconfitto proprio da Triple H, anche se tutti speravano in quel leggendario match contro The Undertaker che invece rimarrà solo un sogno. E forse è giusto così. Sconfitto poi anche da Seth Rollins subì un grave infortunio al collo che lo costrinse al ritiro. Nel 2016 verrà poi introdotto nella WWE Hall of Fame e di fatto sparirà dalle scene, dimostrando l’incapacità, o la non volontà, da parte della WWE di utilizzare un simile personaggio anche fuori dal ring.

Il 2 dicembre 2020 farà il suo esordio in AEW al fianco di Darby Allin, quasi a lanciarlo come un suo erede, entusiasmando nuovamente i fans, dimostrando che per certi personaggi dall’aura mitica l’età conta relativamente, se utilizzati con intelligenza. Quindi la storia di Sting nel wrestling è tutt’altro che che conclusa…

Nella vita privata Sting è un cristiano rinato dal 1998, dopo aver fatto i conti con i suoi demoni per abuso di anti dolorifici, steroidi ed alcool.

Concludiamo con una curiosità: leggenda vuole che Sting possieda i diritti del suo nome e che abbia deciso di farsi pagare dal cantante inglese omonimo la cifra di un dollaro all’anno per ovviare ai problemi di copyright. La cosa è però solamente una leggenda metropolitana.

“I have wined and dined with kings and queens and I’ve slept in alleys and dined on pork and beans”.

Roberto Vacca
Appassionato di calcio, golf, musica e sottoculture, seguo il wrestling dagli anni '80. Sull'argomento ho pubblicato il libro "Storie dalla terza corda".
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