Piper’s Pit#47 – Pat Patterson, una vita regale

Bentornati ad un nuovo appuntamento con la nostra rubrica mensile! Oggi torniamo a fare un salto nel passato dando il giusto tributo a Pat Patterson, scomparso lo scorso 2 dicembre.

La figura di Pat Patterson è una delle più importanti per il contributo dato al mondo del wrestling, prima sul ring e soprattutto dopo come dirigente, tanto da essere considerato il braccio destro di Vince McMahon, nonché uno dei suoi più cari amici. Nato Pierre Clermont a Montreal il 19 gennaio 1941 in una povera famiglia francofona, dopo aver accarezzato l’idea di farsi prete, iniziò a 14 anni ad allenarsi per diventare un lottatore. Fece il suo debutto nel 1958 ed iniziò a lottare con il nome di “Killer” Pat Patterson. Pur non parlando minimamente inglese si trasferì negli Stati Uniti nel 1963 per dare una svolta alla sua carriera nella zona di Boston, dove incontro quello che sarebbe diventato per sempre il suo partner nella vita ed iniziò il suo cammino nella Pacific Northwest Wrestling, nella quale interpretò la gimmick di “Pretty Boy” Pat Patterson, un lottatore visibilmente effemminato. Conquistò anche gli allori massimi della federazione, sia di coppia che da singolo, prima di trasferirsi nel 1965 a San Francisco nella Big Time Wrestling, federazione nella quale lotterà in coppia anche con Rocky Johnson. Dopo un breve passaggio in Florida nella Championship Wrestling raggiungerà nel 1978 Verne Gagne nella AWA, lottando nel frattempo anche in Giappone nella NJPW ed in Canada nella Lutte Internationale.

Nel 1979 avverrà però l’incontro che gli cambierà la vita professionale: debutterà infatti come heel nell’allora WWF, dove diventerà presto North American Champion sconfiggendo Ted DiBiase ed avrà anche un feud per il titolo assoluto con Bob Backlund, senza però riuscire mai a conquistarlo. Nel 1979 la WWF creò l’Intercontinental Title che venne assegnato a Patterson durante un torneo svoltosi a Rio de Janeiro, torneo che in realtà non ebbe mai luogo! Ovviamente una cosa simile oggi sarebbe impossibile, ma nel 1979 non creò alcun sospetto, tanto che questo torneo risulta ufficiale a tutti gli effetti, consacrando di fatto Patterson alla storia del wrestling. Turnato face perse poi il titolo contro Ken Patera nel 1980. L’ultimo suo grande feud ebbe luogo nel 1981 contro Sgt. Slaughter culminato in uno street fight match che venne votato come match dell’anno. Patterson iniziò nel frattempo il suo ruolo di commentatore face, ritirandosi dal wrestling nel 1984, anche se avrebbe poi lottato ancora in futuro di tanto in tanto fino al suo ultimo match avvenuto nel 1987 contro Brutus Beefcake. Fu allora che iniziò a lavorare come road agent e come braccio destro di Vince, inventando tra le altre cose il Royal Rumble match nel 1988, tipologia nella quale McMahon non credeva minimamente, salvo poi ricredersi dato il travolgente successo. Nel 1996 entrò nella WWE Hall of Fame e nel 2019 conquistò il WWE 24/7 Championship, divenendo a 78 anni la più anziana persona a possedere un titolo WWE. 

Pat Patterson era apertamente gay dai primi anni ’70, benché non ne abbia mai fatto una questione pubblica né abbia mai fatto parte di movimenti LGBT, in quanto ha sempre mantenuto separate vita privata e professionale. Benché Jim Ross ne abbia fatto qualche menzione al commento, la sua omosessualità non era di dominio pubblico e non venne mai utilizzata in WWE in nessuna storyline, fino al 2014 quando durante una puntata di WWE Legends’ House parlò apertamente del compagno con il quale ha vissuto 40 anni, fino alla morte di quest’ultimo avvenuta nel 1998. Patterson è morto il 2 dicembre 2020, ma il suo ricordo rimarrà per sempre tra gli amanti del wrestling. Per quanto mi riguarda ha inventato la tipologia di match che più amo e direi che è più che sufficiente per onorarlo degnamente.

“I have wined and dined with kings and queens and I’ve slept in alleys and dined on pork and beans”.

Roberto Vacca
Appassionato di calcio, golf, musica e sottoculture, seguo il wrestling dagli anni '80. Sull'argomento ho pubblicato il libro "Storie dalla terza corda".
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