Tyson Kidd parla del suo lavoro da producer

Il WWE producer Tyson Kidd aveva rilasciato un'intervista a SLAM! Wrestling parlando del grave infortunio patito contro Samoa Joe e di quando si è dovuto operare. Nella seconda parte dell'intervista è tornato poi a parlare del fatto che non può tornare sul ring: “Quando in quei circa cinque secondi ero rimasto paralizzato, tutto quello a cui pensavo era -ti prego fa che possa tornare a muovermi-. Mi ha portato a guardare le cose da un'altra prospettiva. Anche se ora mi sento bene, c'è sempre una possibilità per cui se tornassi a lottare, potrei farmi male di nuovo. Forse non al primo match e nemmeno al secondo, ma la possibilità resta. Forse le mie chance che vada bene potrebbero essere più alte del pronostico, o invece potrei crearmi un danno ancora peggiore di quello già avuto.

Il passo fondamentale prima del suo rientro è stato quello di perdonare, anche se non ha mai incolpato Joe per quanto successo ma entrambi avevano bisogno di metterci una pietra sopra. “Diciamo che c'è una sorta di protocollo non scritto su quando capita di far male a un altro atleta. E per far male ovviamente intendo che è un incidente, nessuno lo fa apposta, può succedere. Anche a me è capitato e in questi casi vai da loro a vedere come stanno per assicurarti che tutto sia a posto. Joe è venuto all'ospedale quella notte e ci siamo tenuti in contatto per tutto il periodo in cui sono stato male, anche se faccia a faccia l'ho visto il giorno del match, quando era già nell'aria la gravità del mio infortunio. Lui si sentiva in colpa e credo tutti ci sentiamo così quando facciamo male a un collega durante un proprio match. Succede. Ci esibiamo ad alti livelli per così tanti giorni a settimana che diventa quasi inevitabile. Dobbiamo fare del nostro meglio per prenderci cura gli uni degli altri e far sapere agli altri che siamo lì per loro se si fanno male.”

Sul ritorno da produttore ha rivelato che ha ripreso i contatti con la WWE, nonostante ricevesse ancora lo stipendio, dopo la sfida con il suo amico bodybuilder per rimettersi in forma. “Ho smesso di fare il testardo. Una volta riaperte le linee di comunicazione con la WWE mi sono sentito meglio. Mi sono sentito un idiota e avrei dovuto farlo fin dall'inizio, ma è stata una di quelle situazioni difficili in cui non vedevo la luce in fondo al tunnel. Vince McMahon mi contattò dicendo che aveva una proposta per me una volta che avremmo pensato ad un mio ritorno nella compagnia. Lui ha riconosciuto quanto conoscessi bene questo business, la mia esperienza e il modo di comprendere il prodotto WWE e mi ha detto che sarei potuto diventare un grande producer. Lui mi diceva che sarei stato bravo e sarei diventato come lui. Non ero sicuro di cosa intendesse e non sapevo se avrei tratto qualche soddisfazione da questo ruolo. Ma dopo circa due settimane sono stato coinvolto nell'idea di una battle royal e proposi di mettere Tye Dillinger tra gli ultimi tre ragazzi. Pensavo che la sua taunt del -10- potesse divertire e che lui avesse qualcosa da mostrare. Ho iniziato da cose più semplici come queste per sperimentare e vedere cosa succedeva e in questo caso l'idea per Dillinger funzionò. Quando è rientrato era felice e mi sono sentito soddisfatto e questo è diventato uno stimolo. Amo questo lavoro, ormai lo faccio da quasi un anno e mezzo e non ho mai preso una settimana libera.”

Infine gli hanno chiesto come pensa sarebbe stata la sua carriera se avesse potuto lottare di nuovo. Lui ha replicato che ovviamente sperava di poter tornare ma con quanto è successo è grato per essere ancora vivo. Ora è libero dal dolore quasi per il 95% del tempo nel corso delle giornate. Si sta rendendo conto che può lasciare il segno forse più per il suo lavoro attuale dietro le quinte ma è comunque fiero di quanto ha fatto da lottatore.

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