Triple H parla di Fyter Fest, Cole, Lee e del brand NXT

In un’intervista rilasciata a Justin Barrasso di Sport Illustrated alla vigilia della seconda serata di NXT Great American Bash, Triple H ha parlato di diversi temi.

Il deus ex machina del roster giallonero ha affrontato diversi argomenti, parlando di Adam Cole, Keith Lee ma anche della divisione femminile e del brand, senza sottrarsi alla domanda su quanto GBA sia una controffensiva alla AEW per Fyter Fest. Qui la trovate in originale, eccola di seguito tradotta:

Ex ROH, un passato importante come parte del Bullet Club, non è una sorpresa che Adam Cole abbia avuto successo a NXT. Ma è diventato nel tempo una delle pietre angolari dello show, specialmente da quanto NXT va in onda in diretta sulla tv nazionale, nonostante non fosse avvezzo a questo tipo di show. Per esempio il Titolo Femminile è passato di mano da quando siete su USA Network, quello maschile no. In che momento vi siete resi conto che Cole era quello che meritava di essere Campione?

«Lo si vede in camera. Adam Cole è così bravo, così costantemente bravo, che è stato facile vederlo subito come una nostra pietra angolare. Sembra che non abbia mai dei momenti bassi, anche nel backstage. È costantemente professionale e non c’è mai stato dubbio su chi fosse e su livello di performance che avrebbe garantito. Riesce a farlo sembrare facile e liscio. Inoltre è un leader dello spogliatoio, ma non è il tipo che dice: “Voglio essere il leader dello spogliatoio”. Lo è senza nemmeno provare ad assumersi il ruolo. La gente lo segue per la sua costanza».

Un chiaro esempio di ciò è quanto successo a novembre, con la partenza del volo della WWE dall’Arabia Saudita in ritardo e il roster che non sarebbe arrivato in tempo per SmackDown. Il roster di NXT, guidato da Cole e dal suo match contro Daniel Bryan, ha reso quella serata incredibile.

«Posso dirti che quando fecero quell’irruzione, quell’invasione diciamo, fu un photofinish. Sono entrati dalla porta letteralmente a show in corso. Non c’era margine, eravamo in diretta. Cole era calmo e in controllo: nel suo elemento. Quando divenne NXT Champion, non avevo il minimo dubbio che fosse l’uomo giusto. Era perfetto per far partire quello di cui avevamo bisogno».

Non per insinuare che succederà mercoledì [stasera, ndr.], ma quando capite che è il momento giusto di fare un cambio di titolo?

«Molto di questo business si riduce a fegato e sensazioni. Ci sono molte persone in cui credo, come Shawn, che hanno l’esperienza e le giuste sensazioni per queste cose. Quando è tempo di cambiare, puoi avvertirlo. Non ci sono calcoli che si possono fare o una scienza esatta. I migliori nel nostro business sanno interpretare quelle sensazioni. Questa è sempre stata l’arte di quello che facciamo, che è un po’ più difficile da fare senza 15000 persone nel palazzetto che ci danno il loro feedback. Ma è quello che conta per me: la sensazione».

Keith Lee è un talento speciale, come ha mostrato a Survivor Series e alla Royal Rumble. È una delle ragioni per guardare NXT ogni settimana, qualcuno a cui guardare come leader. Cosa non sappiamo di Keith Lee?

«Keith ha una grande presenza scenica e incute enorme rispetto. È un uomo che crea il momento magico e una ragione per guardare lo show, ne è consapevole, ma è anche molto aperto a tutte le diverse modalità nel fare le cose. Quando arrivo all’inizio c’erano alcuni punti da aggiustare. Lui voleva di più ma io vedevo la sua abilità. Solo che c’erano delle piccole lacune nel suo wrestling e il nostro obiettivo era aiutarlo a diventare ancora migliore. Lui era potenzialmente senza limiti – gioco di parole volontario -, talentuoso, con tutti gli strumenti e le abilità a disposizione, ma noi volevamo forgiarlo prima di lasciarlo libero. Nell’istante in cui lo abbiamo scatenato, come si vede ora, nessuno può smettere di guardarlo, tutti seguono i suoi match».

Programmare contro gli avversari è una parte sana della concorrenza, ma la parte più cinica di me deve chiederlo: NXT avrebbe fatto Great American Bash se la AEW non avesse fatto Fyter Fest?

«Decisamente è una parte sana della concorrenza. Chiunque pensi non lo sia, ad un certo punto, è un po’ ingenuo al riguardo. Basta vedere cose del passato come quando Clash of Champions fu contrapposto [a WrestleMania 4 nel 1988, nda]. Allo stesso modo non puoi dirottare le tue decisioni di booking. Ovviamente ci sono decisione fatte per contrapposizione ma sono in grado di capire quando succede una cosa così. Quasi tutti le storyline che stiamo portando avanti sono esattamente dove dovrebbero essere ora. C’è un po’ di spazio, in termini di tempo, tra In Your House e quello che sarà il TakeOver di SummerSlam e avevamo bisogno di un giro di boa e di una costruzione. Questo è il nostro giro di boa. Non cambia il nostro processo decisionale. Non booko per opposizione, booko per quello che è giusto per NXT».

Prima di parlare di GBA – Night 2, voglio parlare del main event della prima tra Sasha Banks e Io Shirai. Non c’erano fan da usare come termometro di gradimento, ma c’è qualcuno nel wrestling che stia operando ad un livello maggiore di Sasha Banks?

«Se c’è, parliamo di una lista davvero corta e che comunque includerebbe Bayley. Sono davvero on fire. Sasha-Io era un match che molti hanno sottolineato essere stato costruito in quattro giorni, ma in realtà parte da lontano. È una di quelle cose che non puoi promuovere finché non succede. Avere Sasha e Bayley allo show è magnifico. Abbiamo questa specie di orgoglio da college dove la gente vuole tornare a NXT. Si portano dietro quell’orgoglio e quasi tutti ogni tanto chiamano e dicono: “Ehi, vorrei trovare un modo di tornare a fare qualcosa”. Sasha e Bayley mi hanno tempestato il telefono di idee e si può vedere che hanno una scintilla negli occhi quando tornano. È molto divertente».

Mercoledì sarà l’opportunità per Mia Yim e Candice LaRae, entrambe molto talentuose. Combatteranno in uno Street Fight, che è una chance per mettersi in mostra in una divisione piena di talento.

«Questo Street Fight sarà memorabile. E l’intera divisione è affollata, bisogna lottare per arrivare in cima. Si combatte per essere la persona su cui puntare, quella che può dire: “Darò loro una ragione per scegliere me”. Lo si può vedere da Tegan, Dakota, Shotzi e ovviamente da Mia e candice. È come guardare l’Attitude Era e chiedersi “Chi sarà quello che spiccherà?”. Mia e Candice cercheranno di mettersi in mostra».

Guardando alla tua carriera,sei sempre stato in grado di avere una connessione coi fan, che fosse per amarti od odiarti; un’abilità che è stata instillata nella tua psicologia in-ring da Killer Kowalski. Come fanno i talenti oggi senza il beneficio di aver pubblico?

«Non stando al sicuro. Non intendo in senso fisico ma in quello creativo, nel processo decisionale. Senza il pubblico, bisogna vederla come un’opportunità di essere un po’ più liberi. È facile essere un vecchio lottatore e vole provare qualcosa di diverso. Ma quando sei davanti alle persone, loro vogliono vederti tirare fuori i grandi classici. Quello ottiene sempre la reazione più grande. Quando la gente non c’è, puoi uscire dalla comfort-zone nel tuo processo di costruzione. Le reazioni sono meno immediato e puoi sperimentare un po’ di più. E quando al gente tornerà e i livello di eccitazione sarà contagioso, la mia speranza è che i lottatori mantengano un po’ di quella libertà di sperimentare».

Parte della bellezza del pro wrestling non è quello che succede ma come succede. Circolano voci a proposito di spoiler per lo show di mercoledì, ma perché la gente dovrebbe investire il proprio tempo a guardare GAB, specialmente il main event.

«Penso che abbiamo avuto uno show epico la scorsa settimana ma quello di questa settimana è speciale. So che ci sono un po’ di polemiche al riguardo e questa non sarà la prima volta che mi prenderò la responsabilità per manipolare quel processo, ma quello che posso dirti è che questo main event sarà un successo. Coe e Lee, penso sia un dream match tra ude dei nostri migliori performer del 2019 e decisamente hanno fatto un gran lavoro. La gente si divertirà. Quando guarderai indietro, tra un anno, un match come questo sarà i motivo per cui la voglia di vedere GAB l’anno prossimo sarà ancora più grande».

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