Shotzi Blackheart racconta gli abusi subiti da adolescente

Recentemente ospite del podcast Chasing Glory di Lilian Garcia, Shotzi Blackheart ha rivissuto nella lunga intervista un’esperienza traumatica della sua adolescenza. La lottatrice di NXT ha raccontato di essere stata vittima di ripetuti abusi sessuali da parte di uno zio, perpetrati per oltre cinque anni. Ha inoltre detto come sia importante per le vittime condividere tali esperienze e le difficoltà vissute nel periodo di riabilitazione, in modo da superare il trauma e andare avanti.

Gli abusi in famiglia

Blackheart ha cominciato il racconto rievocando proprio quegli anni: «Ho avuto un’infanzia piuttosto dura, devo ammetterlo. Andavo di casa in casa quando ero piccola: una volta da mia madre, altre da mio padre, oppure da miei amici. E ho dovuto subire tanti abusi sessuali per anni. Quando finalmente riuscii a raccontare tutto, e capitò con un consulente scolastico, [mio zio] fu arrestato. Attualmente è ancora in prigione. Ma ogni tanto, quando ritorniamo sull’argomento, alcuni membri della mia famiglia stentano ancora a credermi. Mio padre mi aiutò tantissimo, così come mi aiutò il teatro. Per questo adoro esibirmi in quel modo, è una sorta di liberazione. È stata la mia terapia».

Blackheart ha aggiunto che auspica di essere un esempio per tante persone che hanno dovuto fronteggiare situazioni speculari alla sua. «So che molte ragazze stanno passando tutto questo – continua Shotzi, con le lacrime agli occhi – Io vorrei che trovassero il coraggio di farsi avanti, anche scrivendo a me personalmente, per farsi aiutare. Io sono a disposizione».

«Sono stata in terapia per diverso tempo – ha ammesso Blackheart – Ho avuto la fortuna di essere seguita da un terapista straordinario che mi ha aiutata tantissimo. E, come ho detto, esibirmi è stato parte integrante della cura. Penso di aver sempre cercato di fare qualcosa di collegato all’arte per stare bene; il wrestling la considero parte della mia terapia allo stesso modo. È una cosa di cui ho bisogno».

Gli abusi a scuola

Durante il periodo in high school, Blackheart ha raccontato di essere stata vittima di altri abusi da parte di un’altra persona. Dopo aver confessato anche quella violenza, cominciò ad essere bullizzata dai compagni di classe. Questa situazione la costrinse a cambiare scuola, proprio dopo il primo anno. Dopo quell’episodio, racconta Shotzi, cominciò davvero a focalizzarsi solo sul suo rapporto con sé stessa e sull’amore per il teatro.

«Mi sono divertita molto a scuola. Eccezion fatta per l’high school, quello fu il periodo peggiore. Subii uno stupro al primo anno. Lo dissi alla mia migliore amica che mi consigliò di dirlo a qualcuno, poi però lo seppe tutta la scuola e nessuno mi credette. Mi davano tutti della t***a. Mi urlavano dietro: “Mente, è sporca”. Venivo bullizzata da quando entravo a quando uscivo dalla scuola. Quindi ho dovuto cambiare scuola a metà anno. Dissi a me stessa che non volevo amici, volevo solo frequentare il teatro».

Obiettivi e idoli

Ora Blackheart ha trovato il modo di stare bene con sé stessa e spera di essere un esempio per le nuove generazioni. Come lo fu per lei il suo idolo d’infanzia. E svela anche il suo sogno da coronare nel mondo del wrestling.

«Non ci ho ancora pensato in realtà. Però lottare nel main event di WrestleMania sarebbe splendido. Essere come, Mickie James! Sono ossessionata fin da piccola con Mickie James. È la migliore».

Marco Ghironi
Rimasi estasiato quando, da bambino, girai per caso canale e mi imbattei in questo tizio con la maschera strana che sconfiggeva un energumeno esageratamente più grosso di lui. Almeno 15 anni più tardi, cerco settimanalmente di seguire anche lo show secondario di una qualsiasi federazione di wrestling polacca. Nel mentre, condivido pensieri, opinioni e notizie qui su Tuttowrestling, fondendo le mie anime di giornalista e fan sfegatato.
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