Michelle McCool: il mio rapporto con Natalya

Primo incontro: “Avemmo abbastanza un brutto inizio (e ne rido adesso, ci prendiamo in giro a vicenda al riguardo). Ricordo che eravamo ad un meeting con la produzione ed era il suo primo giorno lì. Io non parlo durante i meeting con la produzione, la gente generalmente non dice nulla. Lei alza la mano e dice che vorrebbe dare un suggerimento su come far durare di più l'autoabbronzante. Pensai che volesse prendere tutti in giro… aveva fegato! Vorrei avere un po' di quello, appena un po' per dire: 'Sì, ho qualcosa da dire!'. Questo è stato il mio primo incontro con lei”.

Sui suoi presunti insegnamenti di wrestling a Natalya: “A quanto pare su Internet si diffuse questo rumor secondo il quale io avrei cercato di insegnarle a 'lottare' o qualcosa del genere – che è completamente falso, così come tante altre cose su Internet. Ma questo iniziò a circolare e non c'era nessuno intorno al ring all'epoca, per cui divenne presto una di quelle situazioni in cui ci si chiede: 'chi sentiva il bisogno di andare su Internet a cominciare una cosa del genere?'. Fu una cosa un po' ambigua. E divenne una cosa non detta tra noi… scaturì un po' di tensione. Non so se lei pensò che fossi stata io o se fosse stata lei. Un paio di settimane dopo ci sedemmo, ne parlammo e divenimmo infine delle ottime amiche”.

Estremi opposti: “Abbiamo due personalità molto molto diverse. Io sono più riservata, diplomatica e devo sentirmi vicina alla gente prima di potermi aprire a loro – lei è completamente al contrario”.

Lavorare con Natalya: “Ovviamente lei è una grande worker. Non ci sono parole per esprimerlo. Lei vorrebbe essere costantemente sul ring – sai immediatamente quando Nattie è nell'edificio perché inizierà a correre per la rampa, salterà sul ring e proverà a metterti a terra in qualche maniera. Che è fantastico!”

La storyline con Natalya: “Dunque, si è svolta piuttosto tardi nella mia carriera, giusto prima la rottura delle LayCool. Era certamente divertente lavorare con lei, una giocatrice di squadra fenomenale. Lei veniva da noi e ci suggeriva cose che potevamo usare. Ad esempio diceva: “Ehi! Perché non dite questo su di me?!” E noi non potevamo crederci. Facemmo quella cosa con il pizzetto del padre e lei ci mostrò esattamente come farla. Ci consigliò altri modi su come impersonare suo padre, lei o Bret. Era la fonte principale di materiale, tanto per dire che tipo di business è disposta a fare. Sa cosa è buono per il business e sa che si tratta solo di un character in TV”.

Questione di fiducia: “Potevamo aver fiducia nel fatto che le idee che ci suggerivamo a vicenda non si sarebbero chiuse automaticamente perché lei avrebbe comunque avuto qualcos'altro da dire. Lavoravamo davvero insieme, ideando storyline, come far andare avanti le cose, combattendo per ogni pay-per-view, combattendo per andare in TV. Lei era sempre disposta a fare qualcosa di più e oltre. Semplicemente ce l'aveva”.

Il Tables match: “Il nostro programma sarebbe finito a TLC. Fit Finlay venne da noi a dirci che avremmo disputato un Tables match e noi gli dicemmo di tacere – non ci credevamo. Ci avevano sempre detto che la WWE non voleva che le ragazze lottassero come i ragazzi perché i nostri pugni non potevano sembrare altrettanto buoni, non potevamo usare pugni o calci, tutte le altre linee guida, quindi decisamente non pensavamo che ci avrebbero fatto disputare un Tables match”.

Prove per TLC/Esperienza vicina alla morte: “Facemmo delle prove la notte prima del pay-per-view, mettemmo insieme delle idee, decidemmo di fare delle cose – e oh mio Dio! Potete chiedere a Nattie: non ero mai stata vicina alla morte nella mia vita fino a quella sera. È stato spaventoso. Ricordo che stavo tirando su Nattie all'angolo per la mia Faith Breaker dalla terza corda. In qualche modo, faccio per tirarla su ed entrambe scivoliamo giù verso l'esterno del ring. Tutto ciò a cui riuscii a pensare fu di proteggerla, ma ad un tratto guardai giù e vidi la mia testa che stava per atterrare sull'apron e me ad un passo dal rompermi letteralmente il collo. Le mie dita erano racchiuse poco oltre la terza corda, tanto che riuscii miracolosamente ad afferrarla e a tenerci entrambe… Posso ancora vedere in slow-motion Randy Orton, che era a bordoring, correre ad aiutarci. Fit era nel ring e non poteva aiutarci e Arn Anderson era lì – siamo letteralmente quasi morte. È stato assolutamente terrificante. Ma ci ha fermato dal rifarlo? No. Ci dicemmo che era impossibile che potesse accadere due volte… giusto?”.

Lottando per Nattie: “Ricordo che lottai disperatamente perché Nattie avesse la luce dei riflettori in quel match, perché non tutti stavano lottando per quello. Pensai: 'lei è quella che ci ha aiutate; lei è quella che abbiamo preso in giro per tutta la storyline. Dovrebbe essere lei quella che ci spinge nel tavolo, dovrebbe essere lei ad avere la mano alzata a fine match – dovrebbe essere lei a far fare una figuraccia alle LayCool. Lei lo merita'. E fu una dura, dura battaglia. Quello era il suo momento e non credo che sarebbe stato giusto per chiunque altro toglierglielo o che qualcun altro avesse provato a toglierglielo”.

Lorenzo Pierleonihttps://www.tuttowrestling.com/
Dicono che sia il vicedirettore di Tuttowrestling.com ma non ci crede tanto nemmeno lui, figuriamoci gli altri. Scrive da otto anni il 5 Star Frog Splash, per un totale di oltre 200 numeri. Cosa gli abbiano fatto di male gli utenti di TW per punirli così è ancora ignoto. A marzo 2020 si ritrova senza niente da fare, inizia un podcast e lo chiama The Whole Damn Show. Così, de botto, senza senso.
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