La WWE vuole ridurre i Live Event a partire dal 2020

Il giornalista Brad Shepard è di recente tornato a parlare della possibilità di un cambio nel calendario della WWE. Se n'era già parlato verso marzo/aprile e ora Shepard cita una fonte interna alla compagnia che sostiene che siamo vicini ad un inizio in questo senso.

Shepard ha trattato una voce che girava da alcuni giorni. Si dice che la WWE sia pronta ad alleggerire il carico di lavoro sui propri lottatori. In passato diverse critiche sono state fatte alla WWE per il suo calendario fitto di impegni – senza paragoni con altre compagnie – che porta i lottatori, specialmente quelli di punta, ad essere on the road praticamente tutto l'anno, quasi senza sosta e compresi i giorni di festa. La cosa è stata motivo di lamentele in passato da parte di molti, nonché motivazione alla base di alcuni addii (da Rob Van Dam a Kurt Angle in tempi passati fino a esempi più recenti come Dean Ambrose/Jon Moxley). Sempre più spesso, raggiunto un certo status, molte Superstar richiedevano contratti che prevedessero un calendario con meno impegni alla settimana o con periodi di pausa già previsti, con un minimo di un paio di settimane.

Oltre all'esigenza impellente e alla crescente richiesta, la WWE sta andando incontro da tempo ad un progressivo svuotamento delle arene: il fenomeno si è verificato sia in occasione di puntate settimanali (e quindi mandate in onda in tv) e PPV, sia in occasione dei live event. Il tutto rende gli eventi dal vivo meno necessari e prolifici di prima, non giustificando lo sforzo a fronte di un incasso minore. In ultimo, è comprensibile come la federazione di Stamford stia prendendo in considerazione di alleggerire la schedule a partire dal prossimo anno, quando comincerà a monetizzare i nuovi accordi televisivi che ha recentemente stretto con FOX e USA Network; per questo si parla di un cambiamento – Shepard in un tweet differente a quelli che vi riportiamo in calce lo definisce, a detta della sua fonte, “un inizio” – solo a partire dalla seconda parte del 2020.

È comunque un provvedimento ragionevole: la maggiore richiesta di sempre più wrestler e la nascita di alternative al di fuori della compagnia (non solo la AEW che ha già promesso meno impegni, ma anche Impact, ROH e NJPW hanno meno date in programma) hanno spinto i McMahon ad andare incontro a quella che stava diventando una necessità; in aggiunti ai motivi già citati sopra la dirigenza è da parecchio tempo frustrata dai cambi di piani d'urgenza e ai lunghi periodi di stop che sono obbligatori a causa degli infortuni. Non a caso lo scorso marzo Roman Reigns si era fatto portavoce dello spogliatoio andando a parlare con Vince McMahon, suggerendo l'idea che anche la WWE avesse una offseason come tutti gli altri sport o i programmi televisivi, un periodo di pausa per ricaricare le pile, mentalmente e fisicamente, curare eventuali acciacchi e magari creare aspettativa per il ritorno. L'idea era stata bocciata ma sembra che sia stata la breccia definitiva che ha portato perlomeno a considerare il problema presente da tempo.

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Stando a una fonte interna alla #WWE, la compagnia avrà un programma di live event più leggero verso la fine del 2020.

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La fonte ha spiegato che nessuno vuole essere “quella persona” [che lo richiede apertamente], tuttavia è ormai l'elefante nella stanza da un po' di tempo. Roman Reigns aveva caldeggiato l'idea di avere una off-season, cosa che mi è stato detto non avverrà mai, ma ha fatto riflettere sulla possibilità di evitare infortuni da sovraccarico e frustrazioni che avvengono di frequente.

Daniele La Spina
Una mattina ho visto The Undertaker lanciare Brock Lesnar contro la scenografia dello stage. Difficile non rimanere incollato. Per Tuttowrestling: SmackDown reporter, co-redattore del WWE Planet, co-presentatore del TW2Night!. Altrove telecronista di volley, calcio, pallacanestro, pallavolo e motori.
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