La WWE fa causa all’Ufficio Immigrazione degli Stati Uniti

La WWE ha intentato una causa contro il servizi di cittadinanza e immigrazione degli Stati Uniti.

La causa è stata presentata martedì 26 gennaio presso la Corte distrettuale degli Stati Uniti del Connecticut, secondo PWInsider. L’avvocato specializzato in immigrazione Martine G. Cuomo ha raccolto i documenti per conto della WWE per la causa.

Problematiche legate al Covid?

La natura della causa non è attualmente nota. Secondo le indiscrezioni, tuttavia, la ragione della causa sarebbe la mancata possibilità per la WWE di poter portare negli Stati Uniti alcuni dipendenti; questo probabilmente a causa delle recenti restrizioni legate al Covid.

Secondo queste indiscrezioni, dunque, la WWE vorrebbe un risarcimento per non aver potuto disporre di alcune risorse, per ragioni che ovviamente ritiene immotivate. Pur non potendo ovviamente confermare queste voci, ricordiamo come nel corso della pandemia ci siano stati diversi atleti che non hanno potuto essere presenti agli show televisivi; questo proprio perchè residenti all’estero, e dunque impossibilitati a raggiungere dagli Stati Uniti.

Certo alcuni per scelta propria (vedi Sami Zayn) o perchè non più sotto contratto (vedi Brock Lesnar); tuttavia c’è anche chi semplicemente non ha potuto raggiungere la Florida ed in generale gli USA (ad esempio Robert Roode).

Una possibile interpretazione della causa, dunque, è che la WWE ritenga come i comprovati motivi di lavoro dei suoi dipendenti avrebbero dovuto spingere l’ufficio di cui sopra a permettere loro l’ingresso nel paese.

I documenti del tribunale mostrano che i servizi di cittadinanza e immigrazione, ovvero l’ufficio coinvolto nella causa, ha tempo fino al 27 marzo per presentare eventuali memorie difensive; questo affinchè la fase istruttoria della cauda stessa possa concludersi entro l’8 luglio.

Redazione Tuttowrestling
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