Intervista a Triple H: “Prepararsi ad un frontale”

La settimana scorsa il sito sportivo Grantland.com ha pubblicato una lunga intervista all'attuale COO della WWE Triple H, in cui quest'ultimo parla del suo lavoro, di alcune dinamiche che avvengono dietro le quinte, del Performance Center, di Total Divas e altro. Di seguito la traduzione integrale dell'intervista.

'PREPARARSI AD UN FRONTALE': INTERVISTA A TRIPLE H
La superstar e capo aziendale della WWE parla della sua carriera e del 'business'

La settimana scorsa, prima che Triple H svolgesse il suo ruolo di special guest referee nel WWE Championship match tra John Cena e Daniel Bryan a Summerslam, prima che Bryan battesse pulito Cena in un match magnifico, prima che Triple H turnasse heel su Bryan ed aiutasse Randy Orton ad incassare la sua valigetta del Money in the Bank per vincere il titolo di Bryan, ha rilasciato un'intervista a Bill Simmons e David Shoemaker di Grantland.com. La superstar e, nella vita reale, dirigente esecutivo degli uffici decisionali della WWE ha dato loro la possibilità di sbirciare oltre il sipario e nella testa dell'uomo che potrebbe rappresentare l'enigma più grande del professional wrestling – così come il suo futuro.

Allora, com'è il tuo lavoro?
Sono in ufficio a tempo pieno. Lavoro più adesso di quanto abbia mai fatto. Non sono on the road a tempo pieno – sono ad ogni show televisivo, ad ogni pay-per-piew, ma non viaggio continuamente, non partecipo ai live event. Faccio solo occasionalmente segmenti quando servono per le storyline.

Chi decide di metterti in una storyline? È responsabilità del team creativo?
Sì, può essere un'idea del team creativo ma è Vince [McMahon] ad avere l'ultima parola. Tecnicamente il team creativo riferisce a Stephanie [McMahon], ma Steph si occupa un po' di tutto. Il suo ufficio si prende cura di qualsiasi cosa, dal magazine al digitale fino ad arrivare agli show, per cui è divertente quando la gente dice 'Oh, Steph ed il team creativo'. In realtà lei non ha nulla a che fare con le operazioni giornaliere. Voglio dire, dirà la sua su qualcosa se Vince glielo chiede o se i writer glielo chiedono prima di sottoporre qualcosa a Vince.

Per cui lei si occupa prevalentemente della visione d'insieme?
Sì. E poiché non è così spesso on the road guarda gli show da casa e ci fornisce una prospettiva completamente diversa. Lo diciamo sempre: tenere tutto sotto controllo è la cosa più difficile. Sei in una trincea. Facciamo Raw ed io non vedo nemmeno tutto lo show perché dalla Gorilla Position io sono quel filtro tra Vince ed il resto. Per cui Vince si siede da una parte e parla con il camion [della produzione], mentre io sono seduto accanto a lui e parlo con il camion e con gli addetti al ring e se qualcosa cambia improvvisamente nel segmento 1 devo alzarmi e andare a riferire del cambiamento a tutti gli altri, oppure chiamare un writer e dire 'È appena successo questo, dobbiamo cambiare qualcosa'. È tv in diretta. Ma quando sei a casa e la guardi assume tutta un'altra prospettiva. A volte noi non vediamo tutti i segmenti video o le pubblicità. Si perde la prospettiva delle cose. Allora quando Steph vede qualcosa che non va ci dice 'Ehi ragazzi, penso stiate perdendo il filo qui'.

Ma principalmente lei controlla la gigantesca entità che è il team creativo così che possa esserci continuità tra il digitale ed il magazine, tra gli show nazionali e quelli trasmessi a livello internazionale, tutti quei componenti e quei team, che costituiscono un enorme numero di persone. Ma dal punto di vista creativo è Vince ad avere l'ultima parola.

Qualcuno potrebbe essere stupito dal suo coinvolgimento ancora così attivo. Quanto tempo è che lo fa, 35 anni?
È ciò che ama fare. È divertente. A volte ci penso io stesso, è un promoter ed un creativo finito in qualche modo a gestire un'azienda. Tutte le altre cose sono i suoi compiti giornalieri, è un 'Questo è ciò che devo fare' – parlare a gente della finanza, vedere questo e quello. Ma alla fine della giornata a lui piace davvero sedersi in una stanza con il team creativo e 'creare' con loro.

Mi ricorda Lorne Michaels al Saturday Night Live. Sembra che non possa mai lasciare. Ama semplicemente essere lì in mezzo.
Quando abbiamo partecipato al SNL è stato esattamente ciò che ho pensato quando ho incontrato Lorne. Non lo dimenticherò mai. Quando ci mostrarono il copione Vince disse 'Lorne, questo non funziona. Andrò di sopra con i tuoi writer e lo riscriverò'. È fatto così ed anche Lorne è fatto così. Non importa quanto siano cresciuti, faranno comunque sempre così – perché questo è ciò che gli piace fare. E io posso capirli. Non mi piace particolarmente sedermi in una stanza e parlare di budget per i live event.

Abbiamo un detto nel business: 'Faccio questo per i 20 minuti che trascorro nel ring ogni notte. Devo sopportare le altre 23 ore e 40 minuti della giornata per arrivare lì'. Ad esempio salire su un aereo e volare 16 ore e viaggiare in macchina e poi in pullman, viaggiare di continuo ed essere in albergo ogni notte – questo è il genere di cose che devi sopportare per avere l'opportunità di essere nel ring e fare ciò che ti piace fare di fronte al pubblico. Vale lo stesso discorso per l'ambito aziendale. Fa tutto parte delle cose che devi fare per avere un'azienda che funzioni.

Credi di trovarti in una posizione simile in questo ruolo in Gorilla Position rispetto a quello che facevi in quei 20 minuti?
Sì. Onestamente, questo è comunque il modo in cui sono finito in questo ruolo. Se torniamo indietro ai tempi della Clique (un gruppo di wrestler costituito da Triple H, Shawn Michaels, Kevin Nash, Scott Hall e Sean Waltman che viaggiava insieme costantemente ed era noto per avere un potere significativo nel backstage – ndr) perché eravamo tutti insieme nella stessa macchina? Perché tutto ciò di cui parlavamo era il business. Ne parlavamo costantemente e ci venivano continuamente idee che a volte non ci riguardavano nemmeno.

Circa un anno dopo che arrivai in WWF, Vince mi chiedeva 'Ehi, hai un'opinione su questo, qual è la tua opinione?'. E io fornivo a Vince le mie opinioni. A volte gli piacevano, a volte no, ma stabilimmo una sorta di relazione lavorativa e quando Vince Russo lasciò da un giorno all'altro per andare in WCW io andai da Vince e dissi semplicemente 'Capisco come funziona il processo creativo. Puoi lanciarmi le tue idee. Se vuoi lanciarmi le tue idee io sarò contento di sentirle e darti la mia opinione. Non dico che tu ne abbia bisogno, ma sappi che se vuoi io sono qui'.

E così due giorni dopo il mio telefono squillò e Vince disse 'Ehi amico, hai un minuto? Mi hai parlato di lanciarti idee. Posso parlarti di un paio di cose e vedere che ne pensi?'. E così iniziò. Poco dopo Vince mi chiese ' Vuoi cominciare a venire agli incontri della produzione? Mi serviresti davvero lì'. E faccio questo probabilmente dal '98 o dal '99.

Tutti i wrestler migliori della compagnia hanno input da dare a certi livelli, giusto?
Dipende. Ad esempio Austin – e non lo dico a carattere denigratorio – Austin guarderebbe qualcosa e direbbe 'Fa schifo, non lo faccio. Torna quando hai qualcosa di meglio'. Ma io direi 'Beh, cosa stiamo provando a tirare fuori? E se invece facessimo così?'. E Vince direbbe 'È un'idea decente, ma se invece prendessimo quello e facessimo così?'. Mi piace quel tipo di processo. Penso sia questo che abbia funzionato con Vince.

Gli altri wrestler diventarono mai competitivi con te? Ad esempio, 'perché lui e non me?'.
C'erano alcuni che pensavano 'Bah, che idiozia'. Altri andarono da Vince e dissero 'Ehi, vorrei essere coinvolto così anch'io'. Ciò che non capivano era – non sto provando a vantarmi, ma c'è un certo livello di lavoro aggiuntivo che va considerato. Così se l'appuntamento per tutti era alle 13 io dovevo essere lì alle 10. Anche se dovevamo viaggiare da uno show all'altro e io avevo finito alle 4 del mattino, se avevo detto a Vince che sarei stato a quell'incontro della produzione alle 10 ero all'incontro della produzione alle 10, a pezzi ma pronto a partire. E gli altri lo facevano una o due volte e dicevano 'Beh, non posso farlo. Non ci guadagno niente a farlo, nessuno mi paga un extra'. Non l'ho mai vista da quel punto di vista. Una volta sentii questo detto: Il successo non è una destinazione, il successo è ciò che accade lungo il cammino. Mi piace ciò che faccio ogni giorno. Tutto il resto viene da sé.

Quando andasti in WWF il team creativo era composto solo da Vince e Pat Patterson, giusto?
Torna indietro a prima di Raw, Superstars o Challenge. Si ideava un match o un angle che era il punto focale dello show. Tutto il resto era semplicemente un 'chi ha bisogno d'attenzione, chi ha bisogno di un match che possa valorizzarlo?'. Quando arrivai in WWF bisognava lottare quattro volte per taping. A volte lottavi una quinta volta per un match in esclusiva per la Coliseum Home Video (compagnia video della WWF che produceva diversi video di PPV e 'Best of' tra gli anni '80 e '90 – ndr). Dovevi arrivare presto, firmare qualcosa, fare foto e altro del genere. Forse dovevi girare un angle. E dopo i tuoi match dovevi andare di sotto e aspettare il tuo turno per girare i tuoi promo per un market specifico. Rimanevi lì fino alle tre del mattino e poi passavi al giorno successivo. Ma con l'avvento di Raw tutto fu diverso.

Un male per i jobber.
Già, un male per i jobber, ma lo show divenne il fulcro. Non era più un mezzo promozionale per portarti ai live show. E allora c'erano anche molti meno pay-per-view. Ora ce n'è uno ogni quattro settimane.

Era il 1995. Sono passati 18 anni ed il writing team è composto da quante, 10 o 15 persone? Marketing, PR – ci sono molte persone coinvolte.
Ci sono molte persone coinvolte, ma la maggior parte lancia le sue idee contro il muro e vede quali attecchiscono con Vince. Si tratta solo di ciò che funziona con lui. Lui segue molti consigli dal punto di vista creativo, anche se a volte lo fa scalciando e strillando. Capita che non sia d'accordo con qualcosa, ma poi il pubblico sembra seguire e lui cambia idea. Altre volte ha un fortissimo presentimento su qualcosa e la strada da seguire è quella. Alla fine di tutto l'ultima parola è la sua.

Ma molte persone possono dire la loro. I talenti dicono la loro. Gli agenti devono passare attraverso il processo. Rido sempre quando i fan o i writer dicono 'È così semplice; non so perché non facciano semplicemente questo con la storia'. Beh, ci sono 20 buone ragioni per cui non possiamo nemmeno andare vicini a farlo, dai talenti che dicono 'Non lo faccio' o 'Lo odio, non voglio lavorare con lui'. Sento continuamente cose come 'Perché non fanno questo con Taker?'. Beh, fisicamente non può. È provato. Ci sono così tante ragioni. È davvero come provare a mettere insieme un enorme puzzle con dei pezzi che si spostano continuamente. È una prova massacrante.

Parlando di writer, ricordi la prima volta in cui Internet divenne un fattore rilevante? I dirt sheeets esistevano prima di allora, ma fecero davvero il botto solo sulla rete. So che voi fate finta di non sentire, ma andiamo.
Quando entrai nel business ovviamente i dirt sheets erano lì. Nella mia mente erano una sorta di articolo di gossip. Un giorno ricordo l'arrivo di [Diamond] Dallas Page. Solitamente andavo ad allenarmi al Power Plant ogni giorno solo per allenarmi con Terry Taylor. Page entrò ed era davvero furioso perché i dirt sheets lo facevano a pezzi costantemente. Soprattutto Wade Keller, che era dannatamente brutale: 'Page è un incapace. Non so nemmeno perché abbia un lavoro lì'. Cose del genere. Page non riusciva a farsene una ragione ed era davvero infastidito. Io gli dissi 'Che ti importa? Chi se ne importa di ciò che pensa? Fai ciò che devi fare, amico, preoccupati piuttosto del tifo del pubblico'. Ma lui mi disse 'Non capisci amico. Bischoff si preoccupa molto di queste cose'. Così un giorno entrò con un dirt sheet in cui Keller lo aveva fatto a pezzi e lui era così furioso che andò nell'ufficio di Jody Hamilton (ex capo allenatore al Power Plant – ndr) e prese il numero di Wade Keller. Andammo tutti nel suo ufficio; c'eravamo io, Terry Taylor e credo Big Show e Page chiamò e lasciò a Keller un messaggio feroce. Poco dopo, attraverso l'interfono, sentimmo 'Page, c'è Wade Keller in linea'. Si misero al telefono e, ragazzi, andarono d'accordo. Parlarono e Page disse 'Non capisco perché mi rendi le cose così difficili. Sì, ho cominciato tardi (Page cominciò a fare wrestling a 35 anni dopo una vita passata a fare il manager e l'announcer – ndr), ma ci sto provando e lavoro più duramente di tutti'. Da allora Wade Keller prese in simpatia Page.

[NDE: Wade Keller ha contattato Grantland dopo la pubblicazione dell'intervista e ha insistito, plausibilmente, che il writer a cui si stava riferendo Triple H non fosse Keller ma piuttosto Bruce Mitchell, che allora era un writer per la newsletter di Keller. Keller ha scritto una risposta più approfondita sul suo sito.]

Cambiò atteggiamento?
Completamente. Gli dissi 'Hai fregato il tizio dei dirt sheet!'. Non potevo credere che questi tizi non avessero seriamente una vera opinione. Ci sono stati molti ragazzi negli anni che sono stati elogiati [dai dirt sheets] e io non riuscivo a capire perché. Ma poi capii che erano proprio loro a fornire materiale. Durante l'Attitude Era eravamo su un aereo, eravamo quattro di noi a viaggiare in prima classe e dopo una settimana lessi la stessa conversazione riportata parola per parola nei dirt sheets. Pensavo sempre 'Dannazione, com'è successo?'. Perché doveva essere uno di noi quattro. Io ho sempre pensato 'Fa semplicemente il tuo lavoro'. Se il pubblico ha una reazione verso di te, positiva o negativa che sia, se ottieni una reazione otterrai anche un push. Nessuno lo capisce. Noi non diciamo ai fan chi sarà over. Noi mettiamo qualcosa sul tavolo, i fan reagiscono e poi decidiamo che cosa fare. Ciò che la gente dimentica è che noi abbiamo un gruppo concentrato ogni sera, 10.000 persone da qualche parte. Noi non abbiamo mandato over Austin. Austin è diventato over con i fan.

Su Internet hanno scritto molto su di te nel corso degli anni.
Vorrei tanto avere le capacità mentali, i mezzi e l'energia per essere così maniacale e subdolo quanto le persone pensano che io sia. Sarei Darth Vader. Dirigerei l'Impero e credo che forse è proprio così che la gente la vede, no? Dicono 'Oh, è andato lì e ha sotterrato quel tipo' ed io penso 'Diavolo, non ho niente a che fare con quello. Non sapevo nemmeno che sarebbe arrivato finché non l'ho visto quel giorno'.

Ma a volte ci azzeccano. C'era questo tipo su Reddit che ha postato i risultati recentemente.
La notte che abbiamo riportato Lesnar on screen i fan stavano cantando il suo nome e Vince mi ha chiesto 'Come fanno a sapere che abbiamo Lesnar qui?'. Non lo sapevano! Avevano sentito dei rumor per cui Lesnar poteva essere una possibilità. Ma se avete guardato il pubblico questo è esploso quando lui è andato lì fuori. Ed è quella la differenza. La gente crede di sapere, ma non conosce nessuno dei meccanismi interni di ciò che facciamo. Ogni tanto c'è qualcuno che scrive qualcosa di giusto ed io credo che accada perché i talenti lo hanno rivelato. I talenti sentono delle cose e va bene. Onestamente non ci stiamo a pensare troppo, per la verità. Semplicemente non ci piace quando la gente rovina ciò che facciamo per i fan. È come dire ai bambini che Babbo Natale non esiste. Perché farlo? Non porta benefici a nessuno se non all'ego della persona che fa trapelare l'informazione. Non ho mai capito queste cose. Perché dici alla gente cosa accadrà? Non è esattamente il fulcro di ciò che facciamo farle stare sulla punta della sedia? Voglio dire, sì, noi capiamo che direzione sta prendendo Internet. Stiamo dando ai fan un maggiore accesso ora e stiamo facendo show come Total Divas. Ma mi viene da ridere quando i writer dicono 'Oh, CM Punk ha sganciato la pipebomb e ha rotto la quarta parete in un promo'. Quindi fatemi capire, credete che noi lo mettiamo in TV, lui fa a pezzi tutto ciò che stavamo per fare e poi si siede all'indiana ed inizia a sparlare di chiunque e noi non pensiamo 'Togliamolo dalla diretta'? Se quello fosse stato uno shoot, sarebbe stato escluso dalla diretta nel secondo stesso in cui iniziò.

Hai menzionato Total Divas. Come decidete la quantità di cose reali da raccontare nello show?
Contrariamente a quanto crede la gente, noi in realtà non proviamo a nascondere nulla. La gente sa cosa siamo e cosa facciamo, ma sai, un illusionista non pratica davvero la magia nera. È un mago. Ti offre un'illusione. Sono amico di Criss Angel. Criss mi ha offerto un milione di volte di andare giù a vedere come monta i suoi trucchi. Non voglio vederlo. Voglio pensare 'Dio, come sei riuscito a farlo?'. E questo è tutto ciò che stiamo provando a fare. Puoi vedere tutto il resto, va bene. Semplicemente non abbiamo bisogno che tu veda i fili che sorreggono la ragazza che sta levitando.

I reality show sono ciò che sono. È realtà creativa. Nel nostro business nessuno sa mai cosa è reale e cosa non lo è. Per cui, ad esempio, a Wrestlemania quando le ragazze di Total Divas sono state tagliate – ho visto su Internet 'Oh, non è orribile? Hanno messo su tutto quanto per distruggere lo spirito di quelle ragazze'. Come se avessimo pensato in anticipo 'Sapete che cosa facciamo? Nel giorno dell'anno per noi più impegnativo illuderemo quelle ragazze per tutto il giorno e poi glielo toglieremo da sotto al naso'. No, lo show è un evento dal vivo, fluido. Un match non sembra poi molto, ma quando hai un determinato tempo per uno show e la prima cosa sfora di due minuti, la seconda di uno, la terza di un altro, la quarta di altri due, improvvisamente sei in ritardo di sei minuti e sei costretto ad eliminare un match. Nessuno vuole che ciò accada. Si sono preparate duramente esattamente come tutti gli altri, erano entusiaste esattamente come tutti gli altri, ma fa parte dello show, giusto? Per cui cosa facciamo? Tagliamo Rock-Cena a metà o eliminiamo il match delle Divas? Non è giusto, ma se io sono un fan credo che chiuderò un occhio sul match delle Divas e guarderò l'intero match Rock-Cena.

È curioso. Credo che ci sia stato un momento in cui deridevo l'idea del match poco impegnativo tra i main event, ma poi a 'Mania mi è mancato.
Vince ha questo detto, e odio citarlo perché mi fa sentire come se avesse ragione, ma tutto ciò che facciamo è raccontare delle storie. Non puoi tenere la gente lì in piedi per tutto il tempo. Devi farla sedere perché poi possa tornare su. Altrimenti si stanca semplicemente di stare in piedi. C'è una ragione per cui c'era sempre un pop-corn match durante gli intervalli ai vecchi tempi, era per far risedere la gente. Si chiama interazione con il pubblico. Quando non lo fai, quando dai loro un match in cui urlano fisicamente per 30 minuti, non puoi andare avanti. Devono rifiatare ad un certo punto. E se non glielo consenti danneggi il flusso generale dello show. Niente di ciò che facciamo è campato in aria.

Una delle più grandi differenze nella programmazione di oggi rispetto a quella di 10 o 15 anni fa è il marchio TV-PG e la limitazione dell'hardcore. C'è stato un punto dopo la ECW, dopo Foley nell'Hell in a Cell, in cui avete pensato 'Ok, quanto lontano possiamo ancora spingerci'?
Tutta quella roba è solo effetti speciali. Sono folli effetti speciali che potresti non aver mai visto prima, ma se la storia non è buona stiamo parlando ancora di un pessimo film – ha solo molte esplosioni e cose del genere. Da un punto di vista visivo è incredibile, ma dopo 20 minuti finisci per annoiarti. Ad un certo punto quegli effetti speciali iniziarono a diventare tutto ciò che eravamo.

Una volta stavamo mettendo a punto un Hell in a Cell match con Shawn [Michaels] ed io contro Vince e Shane McMahon e Big Show. Shane è il re degli spericolati e noi stavamo mettendo insieme tutti questi spot pazzeschi, stavo iniziando a seccarmi. Vince mi disse 'Mi sembra che non ti piaccia niente di tutto questo. Perché?'. Era perché tutto ciò che stavamo facendo era mettere insieme una serie di effetti speciali. Ed io dissi 'La gente ha pagato un sacco di soldi per vedere Shawn e me ficcare la tua testa su per il didietro di Big Show, ma invece stiamo saltando dalla gabbia atterrando su dei tavoli. Perché?'. E Vince disse 'Hai ragione. Ricominciamo'. Avremmo potuto mettere insieme tutta quella roba quel giorno, ma non è ciò che loro volevano vedere. Non sono gli effetti speciali la cosa importante, è la storyline.

Raggiungemmo un punto in cui tutto divenne semplicemente un effetto speciale. Dovemmo fare marcia indietro e tornare alle storyline. La gente guarda all'Attitude Era e dice 'Ahh, gli anni d'oro', ma poi guardano agli anni '80 con la Crockett Promotions e la WWF e dicono 'Oh, anche quelli erano gli anni d'oro!'. Quindi quale delle due epoche lo era? Perché non potrebbero essere più diverse. È quanto di più PG tu possa trovare.

Un grande esempio è il match Undertaker-Michaels a Wrestlemania 26. Quel match aveva vita propria. Aveva un ritmo. Non aveva 40 bump, ma era la storyline stessa a renderlo così grande.
Alla fine dei conti tutto riguarda la storia, non i bump. Mick Foley era il re di quelli che si facevano rifilare colpi di sedia sprotetti, senza alzare le braccia per proteggersi. Dicevo a Mick tutto il tempo 'Fammi capire: basandosi sulla realtà, tu ti giri e vedi un tipo che cerca di colpirti con una mazza in testa e tu abbassi le braccia? È questo ciò che fai? Perché quello per me è finto. Stai solo appagando della gente che vuole vederti essere colpito in testa da una sedia. Non stai raccontando loro una storia, stai mostrandogli quanto faccia schifo'. Ci sarà sempre un determinato gruppo di gente a cui piace i film horror solo per gli effetti speciali e la roba splatter. Non importa. Ecco perché i film truculenti di serie B funzionano. Sono terribili. I dialoghi sono orribili, la recitazione è pessima, ma c'è un certo gruppo di gente che lo ama perché un tipo ha ucciso un altro tipo con una matita nel collo. È semplicemente folle.

È per questo che ci sono stati otto film della saga di Saw.
È per questo che stiamo girando Leprechaun 7.

La vecchia ECW ha avuto moltissimi momenti eccezionali, ma a volte se torni a guardare un singolo episodio o un pay-per-view ti sembra di guardare un porno. A volte può sembrare troppo.
Il genio di Paulie [Heyman] consisteva nel rendere delle star moltissimi ragazzi che non ce l'avrebbero fatta da nessun'altra parte. C'erano anche ragazzi di talento, ma molti dei nomi fissi – nascondeva i loro difetti, rafforzava i loro pregi, li arricchiva con moltissimi effetti speciali. E se guardavi lo show allora, sembrava una sorta di raccolta di momenti salienti. Questo è tutto ciò che era. Ed era diverso, non era mai stato fatto prima. Ma era come guardare del porno in un certo senso.

Quando ad un certo punto mi trovai a lavorare con Foley, chiesi a qualcuno di farmi una videocassetta con tutto ciò che aveva fatto in Giappone. Giusto per farmi venire in mente qualche idea. Lui disse 'Beh, non c'è niente di così bello'. Ed io ero sconvolto perché avevo sentito un gran bene riguardo a quei match. Lui diceva 'Concentrati solo sugli spot e prova a non guardare a quanta gente c'è lì'. C'erano alcuni match in cui sembrava che ci fossero a stento 25 persone lì. E Mick era circondato da questo filo spinato cosparso di esplosivo C4. Nessuna parvenza di qualsiasi tipo di storia. Mick a volte aiutava letteralmente l'altro tipo a mettere a posto ciò che serviva per lo spot. Sembrava quasi un 'Per il nostro prossimo trucco, gente, circonderemo questo tavolo con del filo spinato, poi prepareremo quest'esplosivo e poi lui mi lancerà dentro il tavolo, ok? Pronti?'. E poi lo facevano. Quindi non ottenni nulla da quel video. Non avevo alcuna idea. Lo dissi a Mick e lui mi rispose 'Te l'avevo detto. È tutto un effetto speciale, amico'. Prendeva vita da sé perché la gente non aveva mai visto farlo prima.

Tornando ai giorni nostri, stavi parlando di Heyman che riusciva a tirare fuori stelle da ragazzi comuni. Ora tu gestisci il settore di sviluppo, dalle firme fino alla chiamata nel main roster.
Sì, è compito mio. Tutto ciò che ha a che fare con i talenti, dalle leggende al sistema di sviluppo, dai live event alle città in cui prenotiamo, fino ad arrivare alle location dei pay-per-view, tutto quello. Ovviamente ho a disposizione un team numeroso che gestisce tutte queste mansioni, ma è a me che devono riferire.

Ho iniziato in ufficio a tempo pieno qualche anno fa. Vince mi stava mettendo la pulce nell'orecchio da un po' dicendo 'Quando la finirai di fare casino nel ring e verrai a prenderti un vero lavoro?'. Per cui una volta che ero infortunato fui la sua ombra in ufficio per tre mesi. Facevo tutto ciò che faceva lui. Alla fine, quando ho iniziato a tempo pieno, mi disse 'Prenditi qualche mese. Voglio che tu ti immerga in tutto questo. Fai incontri con il settore finanziario, esplora ogni parte della compagnia e dimmi cosa pensi si debba migliorare'. E tornai da lui conscio del fatto che avessimo questo enorme colosso di marketing globale, ma che eravamo vittime del nostro stesso successo. Avevamo fatto chiudere tutti gli altri territori. Non c'era quasi più un posto dove i giovani potessero imparare e, quando lo facevano, era nella palestra di un liceo superiore di fronte a 50 persone. È una cosa completamente diversa rispetto a lavorare di fronte a 10.000 persone o per i milioni che seguono da casa con una telecamera puntata in faccia.

Per cui ho avviato questa piccola divisione chiamata settore di sviluppo. Consisteva principalmente nel creare un ponte tra il team creativo ed i wrestler del settore di sviluppo. Ora, oltre al fatto di avermi detto 'Ok, puoi avere questa somma di denaro', Vince non ha niente a che fare con questo. In tutta onestà non ha ancora visitato il nuovo Performance Center. Dovrebbe andarci la prossima settimana.

Per cui ora potete allenare ragazzi dal primo giorno invece di reclutarli tutti da altre compagnie.
Bisogna dare ai talenti gli strumenti per poter avere successo. Prima di tutto bisogna trovare le persone giuste, gli atleti giusti. A volte è più difficile interrompere le brutte abitudini dei ragazzi che sono stati nelle indies per cinque o sei anni piuttosto che farne partire di nuovi da zero. Alcuni non ne hanno voglia. Tu dici 'So che avete lavorato da qualche altra parte, ma non è così che funziona davvero. Può aver funzionato lì, ma lasciate che vi mostri come funziona nel mondo reale'. E non importa cosa gli mostri, loro dicono 'Amico, ascolta, so farlo. Non farmelo vedere. So come farlo'.

C'è molto orgoglio nel pro wrestling.
Ce n'è eccome. Una cosa che non sopporto di Internet è che se cerchi abbastanza potrai sempre trovare qualcuno a cui piaci. E troverai un sito dedicato a te che ti dirà che sei la miglior cosa del pianeta. E poi vai su Twitter e la gente che dice che fai schifo viene bloccata. E molto presto tutti ti diranno 'Amico, sei il migliore, perché la WWE non ti assume? Sei la miglior cosa del mondo'. E tu inizi a pensare 'Già, perché non mi assumono?'. Questi ragazzi sono idioti. Non sanno nulla. Ed in questo modo si ficcano in testa qualcosa e non c'è modo di toglierglielo.

Ma è anche un business in cui per entrarci bisogna avere un grande ego di per sé.
Devi avere un grande ego, ma fare delle domande non è mai una debolezza. È una forza. È fantastico sapere che sono davvero bravo in questo e ho tutta la fiducia nelle mie capacità per accettare questa scommessa ogni giorno. Ciò non significa che non possa migliorare se qualcuno ha voglia di aiutarmi. Questo è il motivo per cui sono andato alla scuola di Kowalski. Quando ho cercato le varie scuole disponibili, ho pensato che Kowalski era stato una grande stella. È stato nel business, forse lo ha compreso a fondo. Per cui bisogna avere un ego in salute, ma devi anche essere disponibile ad imparare e a capire che non sai tutto. Nessuno lo fa. Persino Vince, lui ti direbbe che non lo fa.

Per cui nel settore di sviluppo tu dai loro tutti questi strumenti, ma loro devono avere voglia di usarli. Per cui bisogna trovare gli atleti giusti, gli esseri umani giusti, l'atteggiamento mentale giusto e poi bisogna essere aperti al processo creativo. E hanno bisogno di un carisma innato e del fattore X. Ci sono tantissimi casi in cui guardi ad un ragazzo che non sa cosa sta facendo sul ring ma puoi dire che sarà una stella.

Fammi un esempio recente.
Beh, Ryback nel ring è il talento più dotato?

No.
Ma sta facendo abbastanza bene. Quando abbiamo messo su il Nexus ovviamente avevamo già visto che Wade Barrett era capace, ma Ryback fu il ragazzo che emerse di più. E non era solo perché era il più grosso – questo è ciò che pensano tutti. Ma quel fisico è una benedizione e una maledizione. Se sei come lui quando esci da dietro le quinte la gente pensa 'Wow, guardate quel tipo, è meglio che mi impressioni. Perché se fai schifo sparlerò di te all'istante'. E poi diventa rapidamente 'Il tipo grosso non sa muoversi. Il tipo grosso è pessimo'.

Quanto può diventare grande il programma di sviluppo?
La gente vede NXT, ma NXT comprende solo i ragazzi del settore di sviluppo che sono pronti per andare in TV. Abbiamo in ogni momento tra le 75 e le 100 persone nel settore di sviluppo e questo numero potrebbe aumentare. Il nuovo Performance Center ha sette ring. Quando lo abbiamo costruito ho pensato 'Ok, se ad oggi fossi un ragazzo e volessi entrare nel business, di quali strumenti avrei bisogno? Noi imparavamo a fare promo esibendoci allo specchio. Ora abbiamo una telecamera HD puntata su di te così che tu possa premere il tasto, fare un promo e riguardarti subito dopo. Abbiamo dedicato 500 metri quadrati ad un programma dedicato alla forza e alla condizione atletica gestito da Joe DeFranco, colui che si occupa della NFL Scouting Combine. Abbiamo un programma completo di terapia e riabilitazione fisica, uno staff preparato ad ogni evenienza medica, camere con il green screen, abbiamo una stanza audio dove i Michael Cole di domani possono fare pratica. Abbiamo un ring con protezioni maggiori così che i talenti possano provare i Moonsault senza uccidersi. E teniamo un fantoccio lì in mezzo così da poter provare le tue cose e non perdere anni di carriera. L'apprendimento avviene quando si fanno il maggior numero di errori. Abbiamo così tanti strumenti lì affinché loro possano avere successo ad ogni livello e così tanta gente che possa aiutarli fin dall'inizio, dal lavoro di piedi fino alla costruzione del character.

Alcuni ragazzi passano attraverso diversi character, giusto?
Beh, Damien Sandow è un esempio. Era nel settore di sviluppo, poi licenziato e infine ripreso. Quando ho iniziato nel settore di sviluppo era al suo secondo stint. Mi sono seduto con lui e gli ho detto 'Ci sai sicuramente fare, ma io non mi bevo ciò che offri'. Un giorno mi ha mandato questo promo e mi ha detto 'Guarda questo, a me piace davvero molto'. Mi ha mandato il personaggio di Damien Sandow. Io ho detto 'È interessante. Approfondiscilo un po' di più'. E più si spingeva lontano più migliorava. Ora è nel roster, ma ha dovuto pagare dazio per arrivarci, ha lavorato duro e ci ha messo molto tempo. Questo è il processo ora – aiutare questi ragazzi ad attraversarlo.

Per portare più Bray Wyatt e meno Husky Harris?
Steph stava parlandomi proprio di questo stamattina. Abbiamo preso questo ragazzo, rispedito nel settore di sviluppo, ricostruito, preparatogli il terreno ed inserito nelle storyline. La scorsa notte stavo lavorando con lui. Stavamo studiando, dicendo 'Ecco come faremo tutto questo'. Poi l'ho guardato venire fuori. Sono in Gorilla position con le cuffie in testa, provando a vedere la posizione delle telecamere per impostarle meglio. E quando è un successo completo ha lo stesso gusto per me che se ci fossi io lì fuori a farlo di persona.

E guarda, non mi sto prendendo nessun merito perché è tutto merito suo. Se qualcuno mi chiedesse chi ha creato Bray Wyatt, io risponderei 'È stato Bray Wyatt'. Noi abbiamo solo preparato il terreno. Ecco qual è il punto. Diamo a questi ragazzi tutti gli strumenti possibili per avere successo.

È per assicurare il futuro del business. Al momento probabilmente l'85 o il 90% del nostro roster è passato nel nostro sistema in qualche modo. Tra cinque anni il 100% del nostro roster sarà passato da lì. Abbiamo avuto sette ragazzi nella Wrestlemania dell'anno scorso che non erano nemmeno nel roster l'anno prima. Questi ragazzi ora vengono da me e mi dicono 'So che abbiamo parlato di questo quando ero nel settore di sviluppo, ma allora non l'avevo capito. Grazie per aver tenuto duro con me perché adesso lo capisco.

Ci sono questi rumor che dicono che, dopo il nuovo Performance Center, il prossimo obiettivo potrebbe essere un luogo fisico per la Hall of Fame.
Tutti mi fanno sempre questa domanda. Le Hall of Fame non sono un affare redditizio. Ma ecco qual è il motivo principale: se e quando sarà il momento giusto per costruire una Hall of Fame, non sarà solo un luogo in cui tu entri e dici 'Oh guarda, un paio di pantaloncini'. Se lo faremo sarà un'esperienza immersiva. Con tutta la tecnologia che c'è adesso, un'esperienza in 4-D, che sia un viaggio, oppure immaginati questo: entri in uno spogliatoio, le luci si spengono, viene fuori del fumo e Andre The Giant viene fuori grazie ad un ologramma e sta lì in piedi accanto a te e ti parla. È così che deve essere. Ma la Hall of Fame è la priorità? Assolutamente no. È lì, da qualche parte nella stratosfera. Ma se la faremo ci vorranno molte ricerche perché vogliamo farla nel modo giusto.

Ma avete moltissimi manufatti rappresentativi della storia del wrestling, giusto?
Una delle cose che facciamo è cercare di essere i trovarobe del business. Abbiamo 130.000 ore di materiale video. Siamo costantemente alla ricerca di qualsiasi altra cosa ci sia lì fuori. L'anno scorso ottenni la prima cintura del WWWF Championship che Buddy Rogers perse contro Bruno Sammartino. La notte che introducemmo Bruno nella Hall of Fame la vide. Non la vedeva dal giorno in cui la cambiarono. Era strabiliato.

Ottenni l'NWA Title che una volta aveva Harley Race, un giorno Harley era nel mio ufficio e gliela feci vedere. Harley aveva le lacrime agli occhi e disse 'Vedi questa ammaccatura che c'è qui? Ci ho sbattuto la testa contro a St. Louis'. Amo questo aspetto del business.

L'unica cosa che non avete sono i pantaloncini del tizio che Pat Patterson batté per il primo Intercontinental Title.
No, li abbiamo. Sono dietro ad una porta chiusa.

Parlando di Bruno, lui è stato lontano dalla WWF/WWE per decenni. Tu sei stato il promotore della sua induzione nella Hall of Fame. È la tua passione per la storia il mezzo attraverso il quale riesci a ricostruire questi legami?
Il tempo passa e tutti cambiano. Non ero lì quando questo legame si è infranto, per cui per me è facile arrivare e dire 'Possiamo aggiustarlo e basta adesso?'. Ma è un processo lungo. Parlando di Bruno, un giorno andai nell'ufficio di Vince e gli chiesi cosa ne pensasse di Bruno nella Hall of Fame. Lui mi disse 'Non accadrà mai'. Io allora gli chiesi 'Ti disturberebbe se io facessi un tentativo?' e lui mi rispose 'Ehi, se hai voglia di buttare il tuo tempo fallo pure'. E ci sono voluti otto mesi per convincere Bruno. Credo che la gente pensi che Vince stia seduto nel suo ufficio a contare denaro e a controllare la lista di persone che odia. Ma a lui onestamente non importa. Lui passa avanti. Alcuni vorrebbero tornare ed avere un incontro personale con Vince e lui chiederebbe 'Per quale motivo vogliono avere quest'incontro personale con me?'. Io direi 'Vogliono solo sotterrare l'ascia di guerra'. E lui risponderebbe 'Non c'è nessuna ascia'.

Ma con Bret Hart c'era un'ascia da sotterrare, giusto?
Sì, con lui c'era un'ascia ma anche Vince avrebbe detto 'È stato ciò che è stato. Non andavamo d'accordo'.

La ragione per cui faccio questo lavoro è perché credo che sia importante da dove vieni, sia importante come siamo arrivati qui – non solo per noi ma anche per i nostri fan.

La domanda che ti fanno più spesso dopo la Hall of Fame probabilmente è il canale televisivo della WWE.
Se dovessi menzionare una priorità alla quale pensiamo su base giornaliera, questa è una di quelle. Ma non è così facile da mettere insieme. Non è l'NFL Network. Bisogna pensare che il nostro business è diverso. Non guardate a noi come se proponessimo un combattimento di Mayweather o di De La Hoya, guardateci come se proponessimo Rocky. Rocky è un film che per caso tratta di boxe. Riguarda davvero i personaggi, la storyline, le relazioni e tutte quelle cose, la boxe è solo lo sfondo. Puoi rivedere il combattimento finale di Rocky mille volte. Se ti piace quel film, se ti piacciono i personaggi, guarderai il film ancora e ancora.

Ma ci sono molte poche persone che riguardano i match di boxe, a meno che non parliamo di Thrilla in Manila. Ma andare a riguardare un normale match di boxe o un Superbowl che senso ha al momento? Non significa nulla. Il nostro prodotto è differente.

Quindi quanti match ti rimangono ancora? Quanto tempo manca affinché tu diventi un personaggio d'ufficio e non più un performer in-ring?
In questo business sei sempre ad un infortunio dal dover smettere comunque. Ma guarda, ho trascorso 40 anni della mia vita nel business del wrestling. Ho trascorso 40 anni provando ad evitare di avere un vero lavoro ed in qualche modo ho finito con l'averne uno. Ma il lavoro non è dalle 9 alle 17, è 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana. Ed è anche la famiglia. Vince arriva quando sto cucinando vicino alla griglia e la prima cosa che dice è 'Ehi, ieri a Peoria ho notato una cosa'. Io gli dico 'Posso cucinare semplicemente questi hamburger per favore?'. È così anche quando lotto. Contrariamente a tutti quelli che pensano che per me sia sempre e solo un gioco di ego, che credono che io voglia sempre e solo tornare sul ring, a volte io dico 'Davvero? Non posso evitare? Non posso prendermi del tempo libero?'. Prepararsi a lottare è come prepararsi ad un incidente frontale. Prepararsi a lavorare con Brock Lesnar è come sapere di stare per essere colpito da un autobus e che l'autobus ti passerà sopra un'altra volta. Se devo lottare a Wrestlemania, 16 settimane prima devo iniziare ad allenarmi come se fossi Mayweather che si prepara ad un combattimento. Devo trovare il tempo di farlo.

Durante l'ultima Wrestlemania ero con un vestito addosso ad un incontro con i nostri business partner globali per fare un discorso, poi quando finii corsi in una stanza, mi misi dei jeans, una t-shirt ed una giacca di pelle e corsi alla macchina perché stavo andando ad Axxess a firmare autografi e ad essere Triple H. È un'enorme mole di lavoro.

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Lorenzo Pierleonihttps://www.tuttowrestling.com/
Dicono che sia il vicedirettore di Tuttowrestling.com ma non ci crede tanto nemmeno lui, figuriamoci gli altri. Scrive da otto anni il 5 Star Frog Splash, per un totale di oltre 200 numeri. Cosa gli abbiano fatto di male gli utenti di TW per punirli così è ancora ignoto. A marzo 2020 si ritrova senza niente da fare, inizia un podcast e lo chiama The Whole Damn Show. Così, de botto, senza senso.
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