Hulk Hogan protagonista di numerose gaffe su Twitter

La scorsa notte Hulk Hogan ha ritwittato il seguente messaggio:

Si tratta di una delle innumerevoli gaffe in cui Hogan incappa periodicamente sui social media. L'uso che Hogan ha fatto ripetutamente della parola nel suo sex tape con Heather Clem era ovviamente di tipo razziale, di stampo offensivo.

Quando il Presidente Obama ha usato la parola, invece, il contesto era certamente diverso. Si stava infatti dibattendo sulle relazioni di razza nel podcast di Marc Maron. Obama ha detto: “Non siamo ancora guariti dal razzismo. Non è solo una questione di cortesia nel non dire 'negro' in pubblico. Non è quella la misura con cui giudicare se il razzismo esiste ancora oppure no. Non è solo un problema di discriminazione plateale. Le società non cancellano completamente dal giorno alla notte tutto ciò che è accaduto nei 200 o 300 anni precedenti”.

In altre parole Obama stava dicendo che il fatto che le persone non dimostrino apertamente di essere razzisti in pubblico non dimostri automaticamente che non lo siano in privato. Esattamente com'è accaduto a Hogan, che è stato registrato nel corso di una tirata razzista in una camera da letto, al chiuso.

Hogan è anche rimasto sulla difensiva, ritwittando parole di supporto dai suoi fan ma anche dicendo cose come:

Tuttavia, questa non è stata l'unica gaffe di Hogan, il quale ha ritwittato alcune persone che gli avevano spedito messaggi di “supporto” corredati da delle foto. L'unico problema è che in molti dei tweet inviati la gente raffigurata nelle foto era composta da calciatori famosi. Si trattava dunque di prese in giro ai suoi danni che Hogan sta diffondendo ritwittandole.

Lorenzo Pierleonihttps://www.tuttowrestling.com/
Dicono che sia il vicedirettore di Tuttowrestling.com ma non ci crede tanto nemmeno lui, figuriamoci gli altri. Scrive da otto anni il 5 Star Frog Splash, per un totale di oltre 200 numeri. Cosa gli abbiano fatto di male gli utenti di TW per punirli così è ancora ignoto. A marzo 2020 si ritrova senza niente da fare, inizia un podcast e lo chiama The Whole Damn Show. Così, de botto, senza senso.
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