Gravi accuse mosse contro i metodi di Bill DeMott

Il capo allenatore e trainer della WWE Bill DeMott si è trovato ancora una volta nel mezzo di una controversia riguardo i suoi metodi di allenamento dopo che l'ex talento del settore di sviluppo WWE Austin Matelson, che vi ha lavorato con il ringname Judas Devlin, ha fatto un'apparizione radiofonica nel show della California dedicato al wrestling Vendetta Pro Radio 2K15 per discutere delle accuse da lui mosse contro DeMott in una lettera inviata al reparto relazione con i talenti della WWE nel marzo 2013.

Nella lettera, che poi è stata postata online in seguito all'intervista, Matelson descrive dettagliatamente una serie di eventi oltraggiosi e brutali in cui DeMott avrebbe presumibilmente aggredito fisicamente degli studanti, usato dei soprannomi oltraggiosi di tipo razziale e sessuale e costretto gli studenti ad eseguire degli esercizi pericolosi che avrebbero condotto a diversi infortuni.

È degno di nota il fatto che Devlin sia stato licenziato dalla WWE in seguito ad un grave infortunio alla colonna vertebrale rimediato in allenamento.

Nella lettera viene raccontato che DeMott avrebbe preso a calci il gesso dell'allora talento del settore di sviluppo Briley Pierce, fuori per infortunio a causa di una gamba rotta. La scorsa notte Pierce (vero nome Ryan Nemeth, fratelo minore dell'attuale stella WWE Dolph Ziggler) ha scritto su Twitter: “È triste ma (estremamente) vero. Per favore condividete se non volete che i vostri eroi subiscano abusi e vengano maltrattati”, con un link alla lettera in questione.

La lettera accusa DeMott di aver costretto Matelson ad allenarsi e ad eseguire mosse pericolose senza un riscaldamento adeguato, cosa che lo portò ad avere un infortunio al ginocchio.

Ci sono inoltre diverse altre accuse a DeMott che secondo quanto scritto da Matelson avrebbero creato una “cultura di paura e negatività”, tra cui l'aver costretto alcuni talenti ad eseguire esercizi pericolosi, l'aver costretto gli studenti a mettere la faccia vicino alla corda più bassa così che DeMott potesse provare a spaccargli le labbra, l'aver dato uno schiaffo ad uno studente in infermeria poiché questi si sentiva frastornato dopo aver preso un colpo alla testa mentre si trovava sul ring, di aver soprannominato uno studente “pedofilo” e di averne preso di mira un altro con degli sfottò omofobici, di aver aggredito fisicamente studenti infortunati o non ancora pronti al contatto fisico e di aver risposto ad uno studente che aveva chiamato la sua finisher The Davey Boy (in onore del celeberrimo wrestler britannico Davey Boy Smith, morto d'infarto nel 2002 – ndr) “The Davey Boy? E cosa fai, diventi blu e ti accasci a terra?”.

La reazione dell'opinione pubblica all'intervista e alla lettera ha suscitato un incredibile numero di reazioni negative nei confronti della WWE e di DeMott la scorsa notte sui social media, con il nome di DeMott che è stato trend su Twitter per ore e con l'hashtag “#FireBillDeMott” improvvisamente popolare.

L'ex talento della WWE attualmente in NJPW Trent Barreta, in riferimento all'apparizione online della vicenda, ha scritto su Twitter che “Era dannatamente ora”.

PWInsider.com ha contattato la WWE nella notte tra lunedì e martedì riguardo alla storia di DeMott. La WWE ha risposto nel pomeriggio con il seguente comunicato:

“La WWE due anni fa ha preso molto sul serio le accuse mosse da Austin Matelson, ha condotto un'indagine accurata ma non è stata in grado di provare le accuse. In ogni caso, la WWE continua a rendere più efficaci lesue politiche e procedure atte a creare un ambiente di allenamento positivo”.

PWInsider.com ha confermato che nella giornata di martedì DeMott si trovava al WWE Performance Center, svolgendo le sue solite mansioni.

Vale la pena di notare che non è la prima volta che nei confronti di DeMott vengono mosse accuse del genere riguardo ai suoi metodi di allenamento. Già una volta ci furono numerose lamentele da parte di quelli che erano i talenti in via di formazione nell'allora territorio di sviluppo WWE della Deep South Wrestling, cosa che portò la WWE a ordinare che tutte le sessioni di allenamento fossero registrate. Ad oggi il WWE Performance Center è pieno di telecamere che registrano da ogni angolo in modo che tutte le attività siano costantemente registrate e possano anche essere trasmesse live al quartier generale WWE a Stamford.

Matelson non è il primo ad accusare pubblicamente DeMott. L'ex talento del settore di sviluppo Kevin Matthews, sotto contratto con la WWE al tempo della Deep South, accusò pubblicamente DeMott su Twitter e sugli altri social media nel 2012 riguardo alla sua condotta in quel periodo di tempo.

Matthews arrivò a fornire una foto che raffigurava un wrestler completamente nudo impegnato a colpirne un altro con una Stinkface mentre una persona decisamente rassomigliante a Bill DeMott stava tranquillamente fuori dal ring del vecchio centro allenamenti della Deep South Wrestling in Georgia, dal 2005 al 2007. La scorsa notte Matthews ha scritto su Twitter: “Mi credete ora @WWE ? @TripleH ? #FireBillDeMott”.

DeMott fu infine rilevato dal suo ruolo di allenatore WWE quando la compagnia decise di chiudere i legami con la DSW per trasferire le proprie operazioni di sviluppo in Florida nel 2007.

DeMott parlò di alcune delle accuse dei tempi della Deep South nella sua autobiografia “The Last Laugh” quando questa fu distribuita dalla Crowbar Press, affermando che molti di quelli che si lamentavano erano solo “pesi morti” che “stavano cominciando a rendersi conto di non essere così bravi come pensavano”. DeMott descrisse le accuse dicendo che queste provenivano da coloro che non ce l'avrebbero comunque fatta ad arrivare nel main roster.

DeMott ha inoltre scritto diverse volte di aver fatto solo ciò che gli era stato richiesto dal management della WWE (per la precisione da John Laurinaitis, che non si occupa più di relazioni con i talenti ma è ancora un produttore della compagnia).

DeMott fu riassunto dalla compagnia come allenatore per il reality show “Tough Enough” quando questo fu rilanciato su USA Network nel 2011 e da allora è rimasto in WWE come allenatore e trainer.

Lorenzo Pierleonihttps://www.tuttowrestling.com/
Dicono che sia il vicedirettore di Tuttowrestling.com ma non ci crede tanto nemmeno lui, figuriamoci gli altri. Scrive da otto anni il 5 Star Frog Splash, per un totale di oltre 200 numeri. Cosa gli abbiano fatto di male gli utenti di TW per punirli così è ancora ignoto. A marzo 2020 si ritrova senza niente da fare, inizia un podcast e lo chiama The Whole Damn Show. Così, de botto, senza senso.
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